E NON È UNA “GIORNATA PARTICOLARE”

[Chi dice cose di sinistra invita a non parlare delle Meloni per non farle pubblicità. Dissento: si deve rendere noto chi è e cosa fa, ma soprattutto cosa non fa. Da non condividere è il suo continuo apparire televisivo nei talk show di ogni rete (non solo della destra). A proposito: il governo oltre che finanziare sanità e scuola privata, assegna nuove risorse alle emittenti private, mentre Salvini propone di ridurre il costo del canone Rai]

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SPERIAMO CON ARDENTE, COMMOSSA AMBIZIONE che Malagò. number one del Coni, sia tra chi si è lasciato contaminare dal “prego si accomodi” di Atreju erga omnes, a cui hanno aderito anche politici di sinistra, che annebbiati dal torpore pluriennale non hanno colto la contraddizione di legittimare un evento celebrativo del neofascismo più rigurgitivo di “eia, eia alalà, duce, duce”. Il bis tarantellato di Giorgia che ha aperto il suo comizio finale da ultra della destra con gioiosi saltelli, dovrebbe aver stupito Malagò e lo avrebbe indotto ad annotare il cognome Meloni sul taccuino dove elenca gli atleti candidati alle prossime olimpiadi, incantato dai balzi in sui della signorina presidentessa del consiglio, accompagnati come accade negli stadi dal coro di fanatici fan “Giorgia, Giorgia”. La performance esibita a 50 anni di età era a rischio di strappi muscolari, ma non ne ha sofferto. Dunque complimenti ella potrebbe gareggiare nel salto in alto!

CHIUSA LA PARENTESI DELLA CRONACA SPORTIVA sorprende che la sinistra gridi allo scandalo per la sconcia confusione di ruoli della ‘borgatara della Garbatella’ che dimentica l’incarico istituzionale di presidentessa del consiglio e colma il nulla del suo governo con le urla da comiziante, insulti alla magistratura, alla Cgil, perfino a Greta Tunberg, al quotidiano la Repubblica e ovviamente alla Schlein con la menzogna spudorata che si sarebbe sottratta al confronto ‘téte à tète’ sottacendo che non si è realizzato per la pretesa di Giorgia di allargare l’invito a Conte per sottrare alla segretaria del Pd il ruolo di leader dell’opposizione. In risposta alle provocazioni, la graffiante domanda di Elly: “Ma da quanto tempo non fai la spesa? Vieni nel Paese reale”. Il doppio ruolo (premier, segretaria di Fratelli d’Italia) la costringe a fare due parti in commedia: “Si traveste da sola.”. Per dire che la Meloni se ne frega del Paese, di milioni di italiani che non ce la fanno a vivere con salari privati del potere d’acquisto per l’aumento dell’inflazione e non possono neppure curarsi”. Molto altro avrebbe chiesto se fosse avvenuto il confronto diretto. Per esempio come concilia le coccole di Trump e Musk, Orban con il loro tifo per il fallimento dell’Europa. E perché il governo non ancora ottenuto la libertà del cooperante italiano Trentini detenuto illegalmente in Venezuela da più di un anno, o cosa intenda fare per impedire che Elkann si liberi del gruppo editoriale Gedi, che pubblica strumenti democratici dell’informazione, come si permetta di sferrare un attacco da destra a la Repubblica, a Michele Serra, suo editorialista, come osi fare ironia sulla legittima tutela dei lavoratori che la contestano.

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P.S: Box per le notizie di Fangage, tema ‘amichettismo meloniano’:

LA PIÙ GRANDE AZIENDA per i servizi alla persona di Roma è amministrata e controllata da tre personaggi di Fratelli d’Italia e distribuisce incarichi e appalti per milioni di euro a professionisti e titolari d’azienda organici al partito o amici loro, in molti casi del tutto inadeguati. Esempio, il conflitto di interessi di Italica Solution, titolare Martin Avaro, estremista di destra (Forza Nuova), fornitore di Fratelli d’Italia diventato fornitore del governo. Così si arriva alle mille invasioni di campo del potere di Giorgia e dei suoi accoliti. Donzelli, alter ego delle ex borgatara della Garbatella, concede quattro commesse ad Avaro. Emerge la concezione del regime di governo proprietario dello Stato e delle istituzioni, che punta ha appropriarsi di banche e assicurazioni. Si salda la politica all’economia in un Paese che non cresce più. Si imbavaglia la magistratura che dovrebbe controllare.

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ALTRO BOX, PER LO SCHLEIN PENSIERO. Assemblea del Pd, dopo sei ore di dibattito 225 sì alla relazione della segretaria, nessun ‘no’ e qualche ovvio mugugno dei riformisti, palla al piede della sinistra. Concorrenza interna sbaragliata, perfino Bonaccini tornato ‘figliol prodigo nei ranghi. Il nodo da sciogliere per puntare a palazzo Chigi sono le bizze da leadership di Conte (“ma di che si lamenta, ha due presidenti di regione, prima nessuno”. Dialogo a distanza con Giorgia: “Vada a fare un giro per i supermercati, provi a fare i conti scaffale dopo scaffale di ciò che va rimesso al suo posto perché costa troppo. Faccia un giro perché mentre lei dice che va tutto bene, anzi non è mai andato meglio. Gli italiani sono costretti a scegliere cosa comprare e cosa no perché tutto è aumentato, lo dice l’Istat, Telemeloni non lo dice. Va bene festeggiare il cibo italiano patrimonio dell’Unesco, ma il frigo degli italiani è sempre più vuoto. Ieri Arianna Meloni ha detto che le priorità sono legge elettorale e premierato. Pensavamo che fossero il carovita e la sanità…”. “Lei, presdientesssa, effettivamente la spesa non la fa e del caro vita non ha consapevolezza o ce l’ha ma finge di non averne, considerato il reddito che le ha consentito di acquistare una villa con piscina di 400 metri quadrati. Propongo un percorso programmatico per il Paese e nel Paese, facciamolo insieme. È tempo di ascoltare il territorio. Da gennaio partiremo con un grande percorso per dare la parola all’Italia, per poi riunirci con le forze con cui saremo alternativa. La riforma della giustizia non migliorerà l’efficienza della giustizia italiani. Serve alla destra. L’ha ammesso proprio lei commentando una sentenza della Corte dei Conti con: ‘Ora gli facciamo vedere chi comanda!’ Il Pd sarà impegnato per il ‘NO’ al referendum”.


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