Un favore alla destra

John Elkann, 49 anni, un patrimonio di circa tre miliardi: dicono i suoi indignati detrattori che oramai se ne frega di fare l’editore e per svendere il gruppo editoriale Gedi inventa l’alibi del calo di interesse per la carta stampata, lo scarso profitto generato dalla pubblicità. Ma ecco la pubblicità pubblicatae oggi: pagine intere 18, metà pagina una ventina. Niente male, no? E per caso nella copia di oggi mancano le due pagine quasi permanenti acquistate dal mondo della moda, quelle dedicate all’industria automobilistica. Da vero patriota, Elkann sradica dalla sua memoria ‘corta’ la ‘generosità dei governi italiani, nessuno escluso, che hanno fatto della Fiat un colosso industriale con ingenti finanziamenti pubblici e annuncia il the end del gruppo editoriale Gedi, titolare del 25% del mercato di settore. Promuove la vendita dei quotidiani e accresce il suo già sostanzioso conto in banca. Si libera di storiche testate che compensano solo parzialmente lo strapotere mediatico della destra. C’è solo da indagare e forse lo può fare solo il giornalismo d’inchiesta di “Report”, per capire se la decisione di Elkann sia condizionata dall’obiettivo politico del governo di zittire le uniche voci di dissenso dell’informazione italiana. La destra reagisce alla notizia con la promessa di operare a difesa della continuità di Repubblica e di La “Stampa”, presidi fondamentale della democrazia, delle altre testate del gruppo (La sentinella del canavese, Huffpost, Radio Capital, Radio m2o. Vedremo se è solo un interessamento formale (“tanto promettere e non mantenere non costa niente”). L’Holding Exor di John Elkann è in trattativa (a suo tempo smentita da Gedi) con il gruppo greco Antenna di Theodore Kiriakou, famiglia di armatori che differenzia i suoi interessi ed è proprietaria di 37 canali televisivi in chiaro nell’est e sud Europa, di piattaforme satellitari e streaming, che detiene la cifra record dell’audience è di 140 milioni di utenti (500 milioni grazie a varie partnership). Ha investimenti in Facebook e Vice Media, collabora con l’Arabia Saudita. Il rischio più rilevante dell’operazione è che sia un segnale del definitivo ‘trasloco’ degli Elkann dall’Italia. Le ripercussioni della svendita: il cambiamento epocale per il panorama mediatico italiano, segnerebbe la fine dell’era Scalfari-Caracciolo e l’uscita di scena di una delle famiglie più influenti nell’editoria nazionale.

IL COMITATO DI REDAZIONE DI REPUBBLICA, preso atto della trattativa per la svendita di quanto resta de gruppo smantellato in questi anni da Elkann, proclama lo stato di agitazione permanente, la sospensione delle iniziative editoriali speciali e decide per un primo pacchetto di 5 giorni di sciopero a salvaguardia dei livelli di occupazione, delle redazioni locali, dell’identità politica e culturale della testata.


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