URSULA VON DER LEYEN / SI AUMENTA LO STIPENDIO A 35.800 EURO. AL MESE…

Litigano su tutto, fanno le bizze per ogni bazzecola, ma su una cosa sono sempre d’amore e d’accordo i vertici, dirigenti e funzionari UE: nell’aumentarsi a dismisura i loro stipendi, con un vertiginoso crescendo nell’ultimo triennio.

Il capo (o meglio, Kapò) della Commissione UE, Ursula von der Leyen, si è auto attribuita un appannaggio regale, per il 2025, da 35.800 euro al mese. Di tutta evidenza non le sono bastate le maxi tangenti incassate per il PFIZERGATE, un business da ben 71 miliardi di euro per il quale è sotto processo davanti al tribunale di Liegi.

Ma partiamo dalle incredibili news rivelate dal più venduto quotidiano tedesco (e non a caso lady Ursula è stata ministro per la Difesa in Germania), ‘Bild’, di proprietà del gruppo Springer.

Facciamo notare, en passant, che i nababbi UE si auto-arricchiscono mentre i cittadini di tutti i paese dell’Unione sono ormai quasi sul lastrico, alle prese con una crisi sociale ed economica senza precedenti, causata soprattutto dal fatto che la UE (e i singoli Paesi) hanno deciso di stanziare risorse solo per armi pro Kiev e per finanziare il folle ‘REARM UE’ da oltre 800 miliardi di euro (deciso proprio dalla presidente nazi della Commissione), invece della sanità che fa acqua da tutte le parti, le pensioni da fame, il welfare  ormai raso la suolo.

Ma veniamo alla clamorosa anticipazione appena pubblicata da ‘Bild’.

Anche quest’anno, il terzo consecutivo, i burocrati di Bruxelles hanno deciso di festeggiare alla grande il Natale e il Capodanno col botto, scrive Bild: la festa, per gli oltre 67 mila dipendenti e funzionari comunitari, è cominciata nel 2022 con una serie di incrementi annui di circa il 7 per cento, un totale triennale pari al 23 per cento, un costo aggiuntivo per le casse europee, nel solo ultimo anno, da 365 milioni di euro. 1 milione di euro in più al giorno che i cittadini UE sono costretti a versare – come un ulteriore balzello – ai loro Padroni. Ha proprio ragione Elon Musk: questa Unione europea, ladra e corrotta, deve sparire dalla faccia della Terra.

Qualche numero in più per farvi render meglio conto dell’obbrobrio.

Il parlamento europeo. Sopra, Ursula von der Leyen

Il ‘salario minimo’ dei dipendenti UE è oggi attestato a 3.754 euro, avete letto bene.

Con gli ‘aggiustamenti’ o se preferite ‘aggiornamenti’ annuali, il compenso per il Kapò von der Leyen sfiora la cifra dei 36 mila euro al mese.

Non se la passano male nemmeno i Commissari UE, che toccano quasi quota 30 mila, incassando ogni mese per la precisone 29 mila 250 euro.

Ricordiamo, ancora una volta, che lady Ursula è coinvolta fino al collo nel maxi scandalo ‘PFIZERGATE’, totalmente oscurato dai media europei e nostrani, ovviamente asserviti al potere corruttivo di Big Pharma. La presidente della Commissione UE, infatti, dovrà prima o poi (ha già disertato due udienze) comparire alla sbarra davanti al tribunale di Liegi insieme al suo compare di merende, ossia il Ceo del colosso farmaceutico Pfizer, Albert Bourla. Al centro, i tre contratti d’acquisto, per ben 71 miliardi di euro, di vaccini COMIRNATY dalla Pfizer da parte della UE: uno dei contratti, il più grosso da 31 miliardi di euro, è stato sottoscritto tra i due addirittura via sms: perfino spariti, volatilizzati.

La Voce ha scritto decine di reportage sulla maxi corruzione, perpetrata sulla pelle di tutti i cittadini UE, visto che si tratta di sieri totalmente inefficaci e soprattutto insicuri, i quali hanno causato, stanno causando e causeranno valanghe di effetti avversi, soprattutto a livello cardiaco, ma certo non solo. Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare URSULA VON DER LEYEN oppure PFIZER per ritrovarne a iosa.

Passiamo a casa nostra per scoprire un altro caso – anche stavolta quasi ignorato dai media – di un maxi aumento di stipendio, stavolta addirittura un vero e proprio ‘RADDOPPIO’, anche se si tratta di una cifra ben più modesta: per la precisione da 3.500 a 7.000 euro.

Michele Emiliano

Il protagonista della story è un pezzo da novanta della nomenklatura politica meridionale: l’ex sindaco di Bari e poi per 2 volte Governatore della Puglia, il PD Michele Emiliano.

Cosa è successo? Non candidabile per un terzo mandato, ha dovuto ingoiare l’amaro boccone della vittoriosa candidatura di un altro ex sindaco barese, Antonio Decaro, il quale, una volta eletto, non gli ha assegnato alcuna poltrona.

A questo punto, cosa ha tirato fuori dal cilindro l’ormai ex Governatore?

Una gran rentrée nella magistratura, ai suoi livelli top. Ha pensato bene, infatti, di presentare al Consiglio giudiziario di Bari una domanda di ‘REINTEGRO’ a pieno titolo nella carriera di magistrato che aveva abbandonato ben 22 anni fa, nel 2003, per tuffarsi nella politica.

Aveva, all’epoca, lasciato la toga quando era al livello della ‘quarta professionalità’. Ora chiede di poter tornare, ed occupare una poltrona da ‘settima professionalità’. In particolare, vuole che gli siano riconosciuti tutti gli avanzamento ottenuti da chi era al suo stesso livello, sostenendo di aver diritto allo stesso trattamento.

In soldoni, significa un passaggio dai 3.500 euro del quarto livello ai 7.000 del secondo livello. Per la serie: certo non lascio, ma raddoppio!

Se tutto va bene, dovrà però affrontare un altro problema: la discesa dagli 11 mila euro che beccava da Governatore agli eventuali 7.000. Come affrontare la vita – è l’angosciate questione futura – con ben 4.000 euro in meno al mese in saccoccia?

La sede del CSM

A breve, invece, si vedrà come procede l’iter della ‘Dossier Emiliano’. Che il Consiglio giudiziario di Bari dovrà smistare alla Quarta Commissione del CSM per la valutazione; pratica che dovrà infine esser passata, se tutto fila liscio, al Plenum dello stesso CSM.

Spiegano alla procura barese: “Si tratta di passaggi non proprio semplici. In sostanza dovrà essere valutato e deciso se la documentazione che Emiliano allegherà sarà sufficiente e idonea ad ottenere quanto spera. In questi 22 anni ha fatto politica e quindi potrà allegare carte, documenti, norme e leggi passate al vaglio nel suo lungo iter. Ma niente che abbia a che fare con sentenze, ordinanze e provvedimenti giudiziari. Tenete presente che il criterio base al quale si attiene il Csm è quello della indipendenza, imparzialità, capacità, impegno e diligenza”.

Cosa succederà? Lo vedremo.

Intanto meglio distrarsi con le belle mangiate di cozze ‘pelose’, il suo piatto preferito…


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