La politica nel futuro di Landini? Il commento appropriato è con molte probabilità probabilmente “conferma”. Lo racconta anche uno dei numerosi titoli dei quotidiani che annunciano l’evento sindacale di domani 12 dicembre: “Landini: Sciopero politico per pensioni e salari degni”, La mobilitazione dei lavoratori, dell’Italia dei fragili e degli oppressi è contestazione del governo del nulla, ma assume anche il connotato della protesta per l’inconsistenza nel fare opposizione del Pd, per le brusche frenate di Conte in veste di picconatore del cosiddetto campo largo che ambisce ad accreditarsi come possibile leader della coalizione, per il fuoco ‘nemico’ di moderati nostalgici del tempo che fu di ex Dc, Pli, Psdi, Psi, di Calenda, Lupi, Forza Italia e della subdola corrente dei centristi Del Rio, Picierno…Il grintoso segretario della Cgil si dice stanco di dover rispondere “Non ci penso proprio” alla domanda se finito il mandato che riveste imiterà i predecessori che all’anonimato del pensionamento hanno contrapposto l’attività di politici (Sergio Cofferati, PD e altro, Guglielmo Epifani PD/Art.1, Susanna Camusso, PD, europarlamentare, Luciano Lama. PCI, Bruno Trentin, deputato, Sergio D’Antoni, PPI/Margherita) e nel passato remoto Vittorio Foa, Stefano Rodotà). Il ‘no’ di Landini è segno di rispetto istituzionale per il sindacato e per il Pd, ma nulla toglie alle aspettative di quanti ritengono vincente la guida in tandem del partito democratico Schlein-Landini. Lo sciopero di domani coincide con la godereccia kermesse di Atreju (tra tanti, ma non abbastanza, l’hanno disertata Landini, Francesca Albanese, Augias…) e prende le distanze da quanti la legittimano dimenticando le risultanze della coraggiosa inchiesta di Fanpage sul neo fascismo dell’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia. Che dire dell’emblematica foto di gruppo che immortala la sorridente ammucchiata Atreju di La Russa, Arianna Meloni e Manfredi, sindaco della città antifascista delle “Quattro Giornate”, di Valenzi, primo cittadino comunista nell’Europa del sud, del no continuativo di Napoli alla Lega e alla destra.
A PROPOSITO DELL’INTENZIONE MUSSOLINIANA di intascare la riserva aurea custodita dalla Banca d’Italia (proponiamo segmenti dell’intervista rilasciata da Landini a la Repubblica, testata ancora per poco del gruppo Gedi, destinata a rimpinguare la già straripante stampa melonista): “…Il governo è alla frutta e non sa dove sbattere la testa…l’anno scorso ha inviato un piano all’Europa di tagli alla spesa sociale, a scuola, sanità, giustizia, ricerca…Condoni, meno tasse sulle rendite…La scelta di privatizzare lo stato sociale…Politica industriale zero…in aumento il ricorso alla casa integrazione…crisi dei settori strategici”
E SUL MANCATO INVITO ALLA FESTA DI ATREJU, che comunque avrebbe rifiutato: “Non ci sono mai andato. Ma poi, cosa c’è da festeggiare? …La premier ci convochi ai tavoli su fisco, sanità, pensioni, lavoro”. Domanda: “Quando va in pensione?” “Quando finirò di essere il segretario della CGIL”. Credergli? Davvero difficile.
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