L’idea nasce dalla proposta dei cosiddetti riformisti del partito democratico di un decreto legge per lotta all’antisemitismo e la provocazione qui di seguito ne è la diretta conseguenza. Del Rio e i dem che condividono l’iniziativa dovrebbero cedere i diritti d’autore ai vertici di Tel Aviv. Perché? Perché dell’antisemitismo il più responsabile è proprio Israele e non solo il genocida Netanyahu. Perché neppure la quota ritenuta ‘sana’ dell’ebraismo ha fermato il massacro di innocenti che i filo israeliani rifiutano di assimilare alla tragedia dell’olocausto, ma che di là dai numeri dello sterminio nazista di ebrei ha un’identica matrice, ovvero la soppressione totale di un popolo. Equazione legittima: come il mondo ha condannato l’olocausto, ha punito i colpevoli e ha addebitato all’intera Germania l’orrenda tragedia del nazifascismo, così le democrazie del mondo si devono opporre all’impunità del genocidio dei palestinesi e replicare l’ostracismo nei confronti di Israele come avvenne dopo la sconfitta del nazismo, quando fu posto il veto ai tedeschi di partecipare a eventi di ogni genere. Anche allora la Germania subì la reazione del mondo sconvolto per la tragedia dell’olocausto, anche allora si verificò qualche eccesso, ma nessuno si sottrasse alla responsabilità di impedire manifestazioni di ostilità nei confronti della Germania genocida.
SI È FATTO UN GRAN PARLARE della rassegna che Roma da anni ospita per favorire la piccola e media editoria e delle edizioni “Più libri più liberi”. Giuli, ministro della cultura ‘fratello d’Italia”, nonostante abbia giurato il rispetto della Costituzione antifascista ritiene lecita la presenza nella rassegna di un editore della destra estrema che con i suoi libri commette il reato di apologia del nazifascismo. Nessuna sorpresa. Il fronte dei no alla presenza dell’editrice Passaggio al Bosco, del suo catalogo che si basa sull’esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita, è manifesto per un centinaio di scrittori, case editrici e personalità del mondo della cultura. Tra i firmatari Barbero, Scurati, Zerocalcare, Ginzburg, Bignardi, Caparezza. In contrapposizione c’è chi si schiera contro ogni forma di censura, posizione che giustificherebbe anche adunate e violenza fascista impunite, tollerate e addirittura condivise dalla destra. L’antitesi stride ed ecco due episodi esemplari: militari israeliani, probabilmente anche loro colpevoli degli eccidi compiuti a Gaza, sono stati premiati con vacanze in hotel di lusso della Sardegna, mentre crescevano le vibranti proteste per atleti israeliani impegnati in gare contro squadre italiane, per artisti pro genocidio protagonisti di eventi culturali. L’inverosimile Giuli: “La presenza della casa editrice non va contro i principi della Costituzione (menzogna spudorata, ndr), un filtro all’ingresso aderire ai principi della Costituzione e della Carta internazionale dei diritti dell’uomo” (menzogna! ndr). La Costituzione italiana affronta il fascismo con la XII Disposizione transitoria e finale, che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista in qualsiasi forma. La Legge Scelba del 1952, ha sanzionato l’apologia di fascismo.
IL DISEGNO DI LEGGE per il contrasto all’antisemitismo presentato a Palazzo Madama da Graziano Del Rio, sottoscrittoa da dieci colleghi del Pd: Malpezzi, Nicita, Alfieri, Bazoli, Pier Ferdinando Casini, Roijc, Sensi, Valente, Verini, Zampa. Si tratta di una nuova bordata contro la sinistra del partito, contro la Schlein, di un disegno per ridare vita e potere ai moderati infiltrati nel partito democratico. Il capogruppo dem al Senato Boccia dichiara che il testo del decreto “non rappresenta la posizione del gruppo né quella del partito”. Ma basta?
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