Si dispone di una vasta gamma di suggerimenti per il ‘galantuomo’ Netanyahu: i suoi collaboratori, per esempio il truce ministro della Difesa, parenti e amici diano seguito all’invito della ASL di Tel Aviv, sicuramente migliore del nostro mitico sistema sanitario pubblico, che in ansia per la salute del premier, chiede perentoriamente al tronfio premier di sottoporsi a un check up totale, che accerti il suo status psicofisico. Per noi estranei alla scienza psichiatrica, il genocida Bibi, destinatario di mandato d’arresto della Corte di Giustizia, potrebbe patire gli scompensi da demenza senile, o aver subìto danni da insonnia protratta, da mancate ore dl riposo notturno rubate per inventare nuove idee di massacro di uomini, donne e bambini palestinesi. Insomma, un’accurata diagnosi freudiana, questa l’indagine urgente per fare chiarezza sullo stato mentale del corrotto Bibì, che ha implorato l’ ‘amico’ Trump perché suggerisse (cosa fatta) alla giustizia ebraica di graziarlo, di cancellare le accuse di corruzione e reati collegati, i tre processi a suo carico. Commovente la delusione di Bibi, richiesta non accolta…che fare?
IL CRIMINALE DI GUERRA non demorde: millanta la richiesta di grazia a nome proprio come “atto di attenzione al Paese”. Accorato l’appello al presidente Herzog per cancelli i reati e gli consenta (“udite-udite”), di continuare a operare ‘per il bene del Paese’, ovvero per completare il massacro dei palestinesi, il cumulo di macerie di Gaza, la speculazione in combutta con gli arabi e l’immobiliarista Trump, la ricostruzione della Striscia. L’indignato commento è di Israele democratica, dell’opposizione interna: sit-in davanti all’abitazione di Herzog perché rifiuti la grazia. (Vignetta: Netanyahu-Trump visti da Rino Schettini).
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