NATO / LE INCANDESCENTI FIAMME DEL DRAGONE

Ave Cavo.

Non bastavano le continue minacce di una guerra senza fine con sempre maggior frequenza reiterate e ribadite dal Segretario generale della NATO, l’olandese Mark Rutte.

Mark Rutte. Sopra, Giuseppe Cavo Dragone

Ora scende in campo il numero uno sotto il profilo militare, il Super Capo, il nostro intemerato Cesare, al secolo Giuseppe CAVO DRAGONE, che da meno di un anno (per la precisone il 17 gennaio 2025) occupa la prestigiosa poltrona di comandante militare delle truppe NATO, il massimo grado tra i ranghi della nostra amata Alleanza Atlantica che ci difende da tutte le aggressioni possibili, ed oggi da quella terrificante dell’Orco (e Orso) russo. Ci vuol proprio un Dragone in forma smagliante per sbaragliare e bruciare il sempre più tremendo e insidioso nemico, soprattutto – nei confronti dei paesi occidentali – sul fronte della vastissima gamma dei cyberattacchi.

La grande novità contenuta nella fresca intervista concessa dal Capo Maximo al prestigioso Financial Times’ sta nel progressivo ma radicale cambio d’atteggiamento: non più una guerra (anche di nervi) difensiva, ma da domani anche offensiva: insomma non dobbiamo stare lì immobili ad aspettare i loro luridi attacchi sempre più tecnologici, ma dobbiamo effettuare azioni preventive di deterrenza, degli ‘attacchi preventivi’. Aspettiamoci quindi. da ora in poi, di ‘tutto’

Scorriamo quindi, fior tra fiore, alcune tra le frasi più significative – spesso pregne di alta filosofia – pronunciate dal Vate nostro e di tutta la Santa Alleanza Atlantica.

Stiamo studiando di tutto” è il folgorante incipit.

Sul fronte informatico oggi siamo, in un certo senso, reattivi. Essere più aggressivi e proattivi invece che reattivi è qualcosa a cui stiamo seriamente pensando”. Mumble mumble.

In questa ottica, “un attacco preventivo potrebbe essere considerato difensivo. Il massimo della neo filosofia militare griffata NATO.

Eccoci su un pretto terreno di sociologia criminale: “Essere più aggressivi rispetto all’aggressività della nostra controparte potrebbe essere un’opzione”. Ma chi erano, al paragone, un Sigmund Freud, un Erich Fromm o un Herbert Marcuse? Moscerini, vis a vis col Dragone fiammeggiante.

Che prosegue lungo il filo delle nuove teorie di casa NATO. Come un tank.

Il modo in cui si ottiene la deterrenza – attraverso la ritorsione, attraverso l’attacco preventivo – è qualcosa che dobbiamo analizzare a fondo: perché in futuro potrebbe esserci ancora più pressione su questo”.

Il Profeta – già nostro ex comandante della Marina ed ex Capo di Stato Maggiore della Difesa – fa capire al suo intervistatore britannico che l’Alleanza Atlantica si sta avviando rapidamente ad una fase di ‘trasformazione dottrinaria’: non la semplice replica all’aggressività russa, ma una nuova forma diassertività difensivain grado di “integrare persone, cybercapacità e coordinamento giuridico”. Siamo al top.

Così il Messia che ci protegge ogni giorno continua nella sua analisi, densa di sapore anche storico: “Essere più assertivi è qualcosa che stiamo valutando. Finora, non credo che ce ne sia stato bisogno. Dovremmo poi fare un passo indietro e analizzare attentamente cosa sta realmente cercando l’aggressore. Inoltre, non dobbiamo essere isterici: abbiamo il nostro ben preciso piano d’azione e dobbiamo fidarci, perché è piuttosto solido”.

Poi passa ad illustrare la fase del “pre-emptive strike”. Ecco le sue illuminate Parole: “Nel dominio della guerra ibrida – dove l’aggressore non si manifesta con missili o tank, ma attraverso cyber attacchi, sabotaggi o interferenze con infrastrutture critiche – la minaccia spesso è evidente prima che il danno si concretizzi. In questo contesto, aspettare che l’attacco avvenga rischia di essere non solo inefficace, ma addirittura irresponsabile”.

Di tutta evidenza, quindi, come dicevano i nostri bisnonni latini, la miglior difesa è l’attacco. Cyber, of course. Per ora.

Il reporter del Financial Times rammenta il successo delle missioni NATOBaltic Sentry’, in cui navi, aerei e droni hanno pattugliato il Mar Baltico, impedendo il ripetersi dei numerosi incidenti per il taglio di cavi sottomarini nel 2023 e nel 2024. Conferma il Cavo maximo: “Dall’inizio di Battle Sentry non è successo nulla, Quindi questo significa che tale deterrenza sta funzionando”.

Secondo il numero uno militare della NATO, il grande nemico, la Russia, gode di un vantaggio che deriva daun’asimmetria morale e normativa”. L’Alleanza, infatti “è imbrigliata da molti più limiti rispetto alla nostra controparte, per motivi etici, legali, giurisdizionali. E’ un problema. Non voglio certo dire che siamo in una posizione perdente, ma è una posizione più difficile di quella avversaria”. In soldoni, la nostra grande democrazia ci pone dei ‘limiti’ di ordine morale e giuridico, mentre la torva dittatura russa non conosce remore, né etiche né legali.

La civiltà contro la barbarie, insomma.

Una guerra davvero epica. Ma per fortuna abbiamo l’asso nella manica, il nostro (e di tutti i compatrioti europei) Super Dragone


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