Europa sempre più in armi. Fino ai denti, per trovarsi pronta al conflitto con l’odiata Russia.
L’Ursula von der Leyen pensiero ha appena trovato la sua traduzione e approvazione da un genuflesso Parlamento di Strasburgo, ormai composto da fantasmi che vagano nel nulla: decisi solo a fornire sempre più soldi a Kiev, ad allestire un proprio esercito super attrezzato e a foraggiare il maxi apparato dell’industria militare e della difesa.
Chissenefotte, poi, se i cittadini di tutti i paesi – ed in particolare uno già malridotto come il nostro – non hanno più soldi per le cure, per la spesa, per i consumi, per quel minimo vitale che la UE, invece, con il passo nazista imposto dalla Super Presidente della Commissione UE von der Leyen, nega, calpestando ogni più elementare diritto. Ai confini della realtà, ma ben dentro i confini di una UE dove ormai da anni domina la CORRUZIONE più incontrastata, vedi il clamoroso ‘PFIZERGATE’ totalmente oscurato dai media: proprio come nella tanto amata Ucraina, alla cui fetente oligarchia stiamo destinando le nostre risorse. Una vergogna senza confini: nessuna forza politica alza un dito per dire qualcosa. E, of course, i media di regime tacciono…
Le ultime criminali performance sono fresche fresche.
Quel Parlamento di Strasburgo, infatti, ha appena dato il via libera con una votazione trasversale quasi plebiscitaria (457 i SI, 148 i NO, 33 gli astenuti) al nuovo ‘Programma per l’Industria Europea della Difesa’, ‘EDIP’ per i suoi fans, ossia l’‘European Defence Industry Program’. Per capirci meglio, hanno votato ok d’amore e d’accordo Popolari (il solito vomitevole ago della bilancia), liberali, il gruppo dei Socialisti-Democratici (S&D, non meno vomitevole), una buona fetta della destra; contraria solo the Left, la sinistra, e i Patrioti, l’altra fetta della destra rappresentata per noi dalla Lega.
Non basta. Perché Kapò von der Leyen ha cercato e voluto anche il bis. La medesima Assembleadi Strasburgo, infatti, ha bocciato tre ‘obiezioni’ avanzate da the Left, Verdi e Socialisti finalizzate a negare il finanziamento e l’uso di armi letali. Non sono passate, of course. Mentre ha prevalso, come un tank, la linea von der Leyen che vuole a tutti i costi foraggiare anche la produzione di armi che adesso non vengono più, gentilmente, definite ‘vietate’, ma appena ‘controverse’: come, tanto per gradire, testate nucleari, bombe al fosforo e uranio impoverito. Nonno (di Ursula) Adolf gongola e se la ride.
Partiamo dal programma armato, subito battezzato come ‘Prontezza per la Difesa’. Il quale è principalmente finalizzato a dotare tutti i paesi UE di un unico sistema di produzione d’armi, in vista, appunto, del tanto agognato esercito comune in grado di sbaragliare le orde russe.
Rientra a pieno titolo nel maxi piano ‘REARM EU’ da 800 miliardi di euro e rotti varato mesi fa: ma i fondi ora stanziati hanno l’obiettivo di accelerare i sistemi comuni di produzioni militari.
E soprattutto EDIP – spiegano gli analisti – è il primo programma europeo dedicato solo ed esclusivamente allo sviluppo massiccio dell’industria della Difesa, con l’obiettivo di rafforzare la base tecnologica e industriale del settore; e di promuovere gli approvvigionamenti (militari) congiunti.
Si stropiccia le mani il Commissario lituano alla Difesa UE, Andrius Kubilius, che parla di “una pietra miliare” che favorisce la riconversione armata dell’Unione europea. Il Programma – spiega al popolo europeo – “porta con sé una rivoluzione nella politica industriale della difesa e getta le basi per un’industria meno frammentata e più innovativa”.
Non è certo finita qui, perché EDIP è solo il ghiotto antipasto.
A tavola, infatti, è disponibile un altro fondo, veloce e pronto uso, tanto da chiamarsi FAST. Altre milionate di euro per “accelerare la trasformazione della catena di approvvigionamento della difesa” e mirato soprattutto, in questo caso, per sostenere nello sforzo produttivo delle nostre patrie, le imprese di dimensioni medio piccole.
Eccoci poi ad un altro ottimo strumento di dimensioni megagalattiche e a lunga gittata, valido fino al 203O. Stiamo parlando del ‘Security Action for Europe’, SACE, con una stratosferica dotazione da 150 miliardi di euro, presti a lungo termine a tasso che più agevolato non si può-
Sottolineano ancora gli analisti: “L’approvazione di EDIP rappresenta il tassello finale di un percorso iniziato con le misure a breve termine dal piano ASARP, per la produzione di munizioni, e del piano EDIRPA, per appalti e commesse comuni”.
Mentre i Soloni UE tendono soprattutto a sottolineare che il complesso delle ultime manovre è finalizzato ad avere “un impatto duraturo, oltre il 2027, per plasmare un’Europa più sovrana e capace di garantire autonomamente la protezione della sua democrazia”, soprattutto nei confronti della sempre più incombente minaccia russa e, un domani, contro il nemico cinese.
Ciliegina sulla torta – come abbiamo fatto cenno all’inizio – l’ok ai finanziamenti anche per le armi più letali. Fatta eccezione per quelle già escluse da tutti i trattati e le convenzioni internazionali: come mine antiuomo, bombe a grappolo, armi biologiche e chimiche.
Ma sono ben accette, anzi gradite e pronte per ricever fondi, quelle ora battezzate come “controverse”: vale a dire le testate nucleari (che non fatto male a nessuno, of course), l’uranio impoverito (che in Kosovo ha ammazzato o invalidato migliaia e migliaia di soldati), ordigni incendiari al fosforo bianco (che rendono anche più intelligenti), armi accecanti laser, robot killer.
Insomma, ce n’è per tutti i gusti: anche per altri prossimi genocidi.
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