CISGIORDANIA / IL GENOCIDIO CONTINUA

Visto che ormai vigono la Tregua ed il Cessate il Fuoco, e poi esiste il mitico ‘Piano di Rinascita’ per Gaza siglato in pompa magna oltre un mese fa dal tandem criminale Netanyahu-Trump, ora del GENOCIDIO dei palestinesi non si parla né si scrive più. NON ESISTE PIU’.

E’ vero esattamente il contrario.

I palestinesi continuano a morire ammazzati ogni giorno dall’esercito killer di Tel Aviv, il famigerato IDF.

Nella Striscia di Gaza.

E ancor più, ora, in Cisgiordania.

Senza farsi mancare il Libano, a forte rischio d’invasione: un paio di giorni fa ammazzati alcuni hezbollah, tanto per gettare benzina su un altro fronte caldo…

Partiamo dalla drammatiche notizie in arrivo dalla Samaria, come viene definita con tono biblico, in una nota diramata dalle forze di difesa israeliane, la Cisgiordania settentrionale. “Durante la notte – viene scritto – IDF ha iniziato una vasta operazione antiterrorismo nella regione settentrionale della Samaria”. E si precisa: “Non si tratta di un’estensione della campagna antiterrorismo lanciata a gennaio, ma di una nuova operazione”.

La guerra in Cisgiordania

Un falso che più smaccato non si può. Perché proprio come i rastrellamenti dello scorso gennaio contro i campi profughi dei palestinesi, anche stavolta nel mirino non ci sono terroristi, ma degli inermi palestinesi, donne e soprattutto bambini: i quali vengono obbligati con la forza ad abbandonare le loro povere case (quelli che non lo fanno vengono ammazzati) per far lasciar spazio ai coloni israeliani.

Guarda caso, poco più di una settimana fa un dettagliato rapporto di ‘Human Rights Watch’ (HRW) ha denunciato l’espulsione di oltre 32 mila palestinesi da tre campi profughi all’inizio dell’anno. Secondo il documento HWR, le operazioni israeliane avviate a gennaio nei campi di Jemin, Nur Shams e Tulkarem hanno provocato il più grande sfollamento di massa dal 1967.

E in queste ore quella operazione in perfetto stile nazista è ripresa in modo massiccio: per assestare, anche in Cisgiordania, il colpo finale, annetterla in modo totale, alla faccia del diritto internazionale e alla faccia della stessa tregua firmata, una vergognosa e criminale sceneggiata.

Il fresco dossier elaborato da Human Rights, inoltre, rammenta come nella cosiddetta ‘Area C’ della Cisgiordania sotto il pieno controllo IDF, ad inizio novembre (quindi pochi giorni fa) un altro migliaio di palestinesi sono rimasti senza un tetto a seguito dalle sfrenate demolizioni decise dal governo killer di Tel Aviv. Mentre oltre 400 famiglie sono state sfollate nella Gerusalemme est occupata. E sapete qual è la pezza a colori inventata? Non avevano i permessi edilizi! Ai confini della realtà: ma ben dentro i confini di un territorio dove ormai la legge non esiste più e a comandare sono solo le truppe hitleriane IDF e la volontà assassina, altrettanto nazista, dell’esecutivo di Tel Aviv.

Così fotografa la situazione Yuli Novak, direttore esecutivo dell’organizzazione ISRAELIANA (lo vogliamo sottolineare) B’TSELEM: “Stiamo assistendo al totale abbandono delle vite palestinesi. Israele ha già dimostrato di essere capace di una violenza ben maggiore, come stiamo vedendo nella Striscia di Gaza”.

Yuli Novak

E aggiunge: “La situazione a Gaza sta peggiorando di giorno in giorno e non farà che peggiorare, perché non esiste un meccanismo interno od esterno per frenare Israele e fermare la sua continua politica di pulizia etnica. La comunità internazionale deve porre fine una volta per tutte all’impunità di Israele e chiamare a rispondere i responsabili dei crimini contro il popolo palestinese”.

Sono le parole di un israeliano – lo ribadiamo – non di un palestinese o di un ‘terrorista’.

Passiamo ai drammatici dati forniti da un’agenzia delle Nazioni Unite, ‘UNCTAD’, che si occupa di commercio e sviluppo, ed ha appena elaborato un rapporto, “Sviluppo dell’economia nel territorio palestinese occupato”.

Ecco alcuni passaggi salienti.

La crisi economica derivata nell’area è tra le 10 peggiori a livello mondiale dal 1960”.

La situazione nella Striscia di Gaza rappresenta la più grave crisi economica mai registrata in quel territorio”.

A Gaza la popolazione è sprofondata in una povertà multidimensionale e la Cisgiordania sta attraversando la più grave recessione economica mai vissuta”.

Alla fine del 2024, il Pil palestinese è tornato al livello del 2010, quello pro capite al 2003, cancellando così 22 anni di progresso nello sviluppo in meno di 2 anni”.

Cifre che parlano da sole.

Leggiamo alcuni commenti della sempre coraggiosa Francesca Albanese,relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati, attaccata un giorno sì e l’altro pure dalla stampa fascista (Libero, il Giornale, la Verità, il Tempo in pole position).

Francesca Albanese

Un nuovo rapporto dell’Onu rivela che l’attacco israeliano a Gaza, con la distruzione dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione, delle infrastrutture e perfino del sistema bancario, ha cancellato 69 anni di sviluppo umano, segnando il peggior crollo economico mai registrato”.

E’ incredibile che, nonostante i molti allarmi, i segnali di pericolo e l’avanzamento del piano di annessione, che equivale ad un’aggressione secondo il diritto internazionale, nessuno contesti ciò che Israele sta facendo in Cisgiordania, che è una vera e propria pulizia etnica”.

Venti, trent’anni fa Benjamin Netanyahu si esprimeva già pienamente contro la creazione di uno Stato palestinese ed è stato in grado, con i suoi complici, di preparare ed avanzare il Piano che consente la fase finale della distruzione del popolo palestinese”.

Ciò che accadrà ai palestinesi sotto il dominio israeliano è ormai chiaro: guardate cosa sta succedendo a Gaza, dove la completa distruzione della Striscia ha portato alla devastazione dei sopravvissuti; oltre ai 200 mila  uccisi e poi coloro che sono stati gravemente feriti e porteranno cicatrici a vita per ciò che hanno sopportato”.

Il cessate il fuoco è solo una parola vuota, perché in poco più di un mese dal cessate il fuoco Israele ha ucciso 300 persone. 100 in un solo giorno, una settimana fa, 50 bambini uccisi in un solo giorno”.

Poi, per i media e la politica di casa nostra, tutto è rose e fiori.

E c’è il Piano di Rinascita pronto in tavola…


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