“S’ADDA CAGNÀ”

Non solo “Vedi Napoli e poi…” che non è scalfito dal quasi razzista “O mia bela madunina…lontan de Napuli se mor, ma po’ vegnen chi a Milan”. In tanti coinvolti nella contaminazione della lingua di Eduardo De Filippo. Ultimo in ordine tempo Antonio Conte, che ha stimolato i suoi calciatori così:” “Amma faticà… ma cchiù assaje!”. Prima i lui Spalletti: Ce lo stamm triziann chianu chianu” e non c’era che pazientare per sentire da Elly Schlein il commento in puro napoletano al voto delle Campania che premia la coalizione di sinistra. La leader del Pd ha citato il mitico Pino Daniele: “S’adda cagnà”. Modestamente, l’avevamo anticipata ieri sera con il titolo su Facebook  “SOFFIA IL VENTO, INFURIA LA BUFERA…Sul voto delle regionali ha soffiato con auspicato impeto il vento del Sud, lo scirocco”. Ma povera Giorgia: in Angola, dov’era in trasferta, ha subìto un doppio uppercut: la bruciante sconfitta Campania-Puglia e non ha di meglio che rispondere con il successo della destra in Veneto, ma sottace lo smacco subìto dalla Lega, che sperava di superare in percentuale di voti. Come è andata? Lega 36,2%, Fratelli d’Italia 18,6.

 

SILENZIO TOMBALE nell’intero pomeriggio di ieri sull’esito del voto,  mute le TV affette da amichettismo meloniano, Rai inclusa. Senza la voce dello speciale di La7 (con qualche perplessità sul taglio politico di Mentana) fino a sera non avremmo saputo nulla delle elezioni regionali, del bagliore che sembra illuminare la tendenza dell’elettorato organico dei partiti ad accompagnare il regime di Giorgia sulla via del possibile declino. Dettagli del voto: il Sangiuliano della love story con la Boccia infesterà il consiglio regionale presieduto da Roberto Fico, che sarà finalmente sponda di fertile rapporto con Napoli. Enzo De Luca lascia l’aspetta un nostalgico ritorno nella sua Salerno. La  Boccia ha quel che si merita per la sciagurata idea di candidarsi con la lista di Bandinelli, del sindaco destrofilo di Terni  Bandinelli: racimola 89 voti di parenti e della ristretta cerchia di amici. Con sommo dispiacere si registra il mancato rientro nella politica istituzionale della Puglia di Nicki Vendola. In antitesi il plebiscito di voti attribuito al figlio di Mastella nel beneventano al figlio di De Luca. Due casi di familismo. Non è neppure un buon segno la mancata elezione nella lista di AVS di Souzan Fatayer, “palestinese napulitana”, così definita dal gaffeur Mieli, impegnata nella difesa di Gaza. Buone nuove dalla Puglia. Tra gli eletti in consiglio regionale cresce la rappresentanza femminile: saranno 12. “Ahi, hai, in Veneto un seggio va a Riccardo Szumski, il candidato ‘free vax’ , medico espulso dall’Ordine “.

ORA CI CONCEDIAMO l’incursione in una ‘faccenda che definire scandalosa è molto limitativo. Si straparla del presunto piano ‘Trump’ per la pace in Ucraina, dei 24 punti ridimensionati a 19 e modificati dall’Europa. Anche a una sommaria lettura sembra accertato che si tratti di un parto innaturale, che definisce con incontestabile evidenza l’infima qualità di Trump negoziatore e del suo staff. Il piano, a detta di esperti, altro non è che la pedestre traduzione in inglese del testo in russo inviato a Washington dal Cremlino e reso pubblico dal ministro degli Esteri Usa Rubio, inconsapevolmente o perché complice di Putin per grossolana faziosità di mediatore. Piano americano commenta Michele Serra, o lista delle priorità dei russi?


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