CLIMA / GIRA E VOLTA, ESCE SEMPRE BILL GATES

Come ciliegina finale, alla COP 30 organizzata in Brasile delle Nazioni Unitesulle bollenti questioni climatiche, è spuntata un’iniziativa nuova di zecca destinata a cambiare i destini del mondo. E certo non solo il profilo climatico.

L’ambizioso Piano prevede una ‘Global Digital Public Infrastructure for Climate’, ossia una ‘Infrastruttura Digitale Pubblica Globale per il Clima’, CLIMATE DPI per i suoi già tanti aficionados; mentre i suoi ricchi e potenti promotori cullano l’idea di aver tra le mani uno strumento in grado di monitorare, controllare e con ogni probabilità condizione i comportamenti di tutti i cittadini del globo. Roba da super fantapolitica, da thriller distopico in piena regola, per la regia di un novello George Orwell.

Bill Gates

E chi sono i ‘burattinai’? In prima battuta proprio l’ONU, che come si suol dire ci mette la sua faccia e la sua firma. Ma dietro le quinte fanno capolino l’onnipresente BILL GATES e quel ‘WORLD ECONOMIC FORUM’ (WEF) che nella sua edizione del 2010 ospitò la grande profezia del fondatore di Microsoft: “Il prossimo decennio sarà caratterizzato da devastanti pandemie e quello seguente da ancor più catastrofici cambiamenti climatici”. Aveva la palla di vetro, il miliardario-filantropo: e guarda caso da allora ha profuso tutte le sue energie (e canalizzato fiumi da miliardi di dollari) nei maxi business dei vaccini e proprio sul fronte del clima.

Meno di un mese fa, però, l’inaspettata inversione a U: in interviste a giornali e tivvù a stelle e strisce e con un lungo editoriale sul suo ‘Gates Notes’, infatti, ha molto ‘mitigato’ quelle terribili profezie: “i cambiamenti climatici non sono così pericolosi come descrivono troppi catastrofisti. Non porteranno certo alla fine dell’umanità, per cui le persone saranno in grado in vivere in modo sereno e proficuo nella maggior parte dei luoghi della Terra per il prossimo futuro.

Come si spiega una capriola del genere? Un tale, ‘epocale’ cambiamento di rotta? Ce lo siamo chiesti dell’inchiesta messa in rete il 3 novembre scorso.

BILL GATES / ALLARME CLIMA? UNO SCHERZO. ORA SOLO VACCINI

 

Adesso, via COP 30, l’inversione dell’inversione: il che fa seriamente pensare che si sia trattato solo di una vera e propria sceneggiata. A meno che – andrebbe interpellato uno psichiatra – non ci troviamo in presenza di un Gates totalmente bipolare, o fornito di un suo clone perfetto che però dice esattamente il contrario dell’originale.

Ma torniamo al palcoscenico griffato COP 30. Dove, come dicevamo all’inizio, è stato presentato con tutte le fanfare del caso il CLIMATE DPI: e sapete qual è oggi il suo principale finanziatore? ‘La ‘BILL & MELINDA GATES FOUNDATION: forse una lotta intestina, una singolar tenzone tutta in famiglia, tra un Bill che terrorizza sul clima e una Melinda che rassicura (o viceversa)?

Ovviamente i fondi aumenteranno a dismisura, visto che lo sponsor numero uno sarà proprio l’ONU e una grossa mano (più soldi) arriverà dal potente WEF, in grado di canalizzare cospicui fondi privati. Poi ci sono tante risorse pubbliche alle quali attingere: come quelle stanziate dal ‘Green Climate Fund’ o dalla ‘Digital Public Goods Alliance’.

Vediamo, più in dettaglio quali sorprese potranno uscire dal magico cilindro griffato Climate DPI.

Le ha illustrate con un dotto e minuzioso intervento il rampante, neanche cinquantenne, avvocato brasiliano, Ronaldo Lemos, un pedigree già lungo mezzo chilometro e impreziosito da una carica su tutte: è un ex Young Global Leader proprio del World Economic Forum, la creatura tenuta a battesimo dal banchiere tedesco di simpatie nazi, Klaus Schwab, sempre spalleggiato dall’ubiquo fondatore di Microsoft.

Ronaldo Lemos

Sulla piattaforma digitale di Climate DPI – spiega – verranno raccolti tutti i dati relativi al clima. Si tratta di una gigantesca gamma di informazioni che vanno dai modelli meteorologici ai progetti sul CO2 fino alle transazioni finanziarie. Includerà poi un sofisticato sistema di monitoraggio per rilevare i rischi climatici di tutto il mondo in tempo reale e un sistema d’allarme che avverte in anticipo di catastrofi climatiche ed eventi meteorologici estremi. In questo modo “possiamo contrastare l’emergenza climatica senza precedenti che oggi il mondo sta correndo” (e le rassicurazioni di Super Bill che fine fanno?).

Tutto questo alla superficie, alla luce del luce, tanto per restare in ambito climatico.

Ma sotto sotto c’è ben altro. E ben di più: che in soldoni significa controllo a 360 gradi di tutta l’umanità, in via digitale, super connessa, globale. Quanto neanche il più fantasioso Orwell sarebbe mai stato in grado di immaginare. Vediamo come.

Riprendiamo il filo del discorso dell’avvocato Lemos: il quale fa trapelare, nella parte conclusiva del suo intervento, che tra gli obiettivi c’è quello di “collegare la piattaforma ai sistemi nazionali di identità digitale”.

Un fatto epocale, che calpesta ogni diritto alla privacy, di cui tanto si parla negli ultimi tempi, e azzera soprattutto i più elementari diritti civili: per finire, tutti, nel mirino di un ‘Grande Occhio’ che tutto vede, tutto sente e tutto registra. Con la scusa del CLIMA!!

E’ solo l’antipasto. Perché Vate Lemos preannuncia la creazione, da parte dell’ONU, di un ‘CLIMATE CHANGE COUNCIL, una sorta di organismo superiore, sovraordinato che – supportato dalla miracolosa piattaforma DPI – possa imporre una politica climatica a livello globale.

Un vertice dell’OMS

Davvero ai confini della realtà. Proprio come sta cercando di fare l’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (OMS), invitando (o imponendo) a sottoscrivere  tutti i paesi aderenti (quasi 200) il famigerato ‘TRATTATO PANDEMICO’ che spoglia ogni nazione dalla sua sovranità, consegnando la salute (via pandemie) nelle mani dell’OMS. Che – rammentiamolo bene – ormai da alcuni anni è praticamente eterodiretta dal solito Bill Gates, che ne è di gran lunga il principale finanziatore: anzi oggi il primo, visto che gli Usa made in Trump hanno sospeso le ‘donazioni’, e quindi precede nazioni del calibro di Francia, Regno Unito e Germania. Incredibile ma vero: un maxi organismo pubblico internazionale da sempre oggi privatizzato!

Commenta allibito uno scienziato svedese, Jacob Nordangard, che ha svolto approfondite ricerche sulle politiche climatiche internazionali e sul ruolo giocato, nella partita, dalla potentissima dinasty dei Rockefeller: “Si prospetta un futuro governo mondiale tecnocratico. C’è solo da sperare che i cittadini se ne accorgano in tempo che le loro libertà sono in gravissimo pericoli e possano sventare una così incombente minaccia”.

La sua ‘profezia’ si basa su un dato da novanta: secondo alcune fonti ben informate, la gestione della già famigerata piattaforma DPI verrà affidata alle amorevoli cure del ‘GLOBAL GOVERNMENT TECHNOLOGY CENTER’, un’organizzazione che ha il suo quartier generale a Berlino. E sapete chi l’ha fondata? Il World Economic Forum, of course. Il cerchio, così si chiude in modo ‘scientifico’: e i nostri residui spazi di libertà si riducono man mano fino ad azzerarsi…

La Voce ha scritto decine e decine di articoli e inchieste su sigle e personaggi appena citati. Per ritrovarli, basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare, ad esempio, BILL GATES oppure WORLD ECONOMIC FORUM (WEF) oppure ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (OMS).


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