MONTE DEI PASCHI DI SIENA / IL COLOSSO BLACKROCK NE BECCA IL 5 PER CENTO

Il più grande fondo speculativo a livello mondiale, BlackRock, ha appena messo a segno un secondo colpo da novanta nel gotha della finanza italiana: avendo già in cassa da tempo il 7,4 per cento delle azioni di Unicredit, adesso incamera il 5 per cento di Monte dei Paschi di Siena, il più antico istituto di credito italiano, sempre al centro di intrighi e connection.

Alla Consob e alla Banca d’Italia la comunicazione è arrivata pochi giorni fa, per la precisione il 18 novembre. Una ‘mossa’ di grosso rilievo nel puzzle MPS, che da mesi si sta muovendo per dar vita a quel ‘Terzo Polo Bancario’ molto ben visto, anzi auspicato dal governo sfascista di Giorgia Meloni.

La sede di BlackRock

Una notizia da novanta nel nostro panorama finanziario: eppure del tutto oscurata dai media di casa nostra, ormai sempre più cloroformizzati, capaci solo di produrre disinformazione e montagne di fake news.

E destinata ad avere un peso non indifferenze nel grande risiko bancario che va in scena da mesi, caratterizzato dai crescenti appetiti proprio di Unicredit e MPS. La prima, infatti, da mesi corteggia la tedesca Commerzbank, per acquistarne una bella fetta. Il secondo cerca di dar la scalata definitiva a Mediobanca, con l’obiettivo di far così un sol boccone della vera preda, Assicurazioni Generali. Sarebbe un vero colpo di teatro, visto che solo pochi anni fa MPS viaggiava in acque che più burrascose non si può, reduce da acrobatiche (e soprattutto border line) imprese, con continue iniezioni di capitali pubblici per evitarne il crac che avrebbe aperto un autentico Vaso di Pandora. E non dimentichiamo il giallo mai risolto, a 11 anni, dell’omicidio (pardon il suicidio secondo gli inquirenti che per due volte hanno archiviato il caso!) del responsabile delle comunicazioni Mps David Rossi

Vediamo adesso come è messo l’azionariato MPS, dopo il clamoroso (e silenziato) ingresso del colosso a stelle e strisce BlackRock.

A condurre le danze è sempre ‘Delfin’ degli eredi Del Vecchio con in cassaforte il 17,5 per cento delle azioni; segue poi il ‘Gruppo Francesco Gaetano Caltagirone’ con il suo 10 per cento; ora col suo 5 per cento si attesta il maxi fondo; il 4,8 per cento è detenuto dal Tesoro che ha pompato oltre una ventina di miliardi; c’è poi ‘BPN’ (attraverso la controllata ‘Anima Holding’) con il 3,7 per cento; chiude la fila ‘Norge Bank’ (alimentata dai fondi-pensione dei norvegesi) con il 3,1 per cento.

Passiamo alla compagine azionaria di Unicredit , dove a farla da autentico padrone sono loro, i maxi fondi speculativi esteri. In pole position, con il suo 7,4 per cento, l’onnipresente BlackRock, seguito a ruota da ‘Capital Research and Management Company’ con il 5,2 per cento; quindi il colosso del credito ‘Allianz’ (3,1 per cento), e poi ‘VANGUARD, maxi fondo speculativo concorrente-amico di BlackRock, visto che sono strettamente intrecciati nei loro assetti azionari e tutti e due impegnati nel dar l’assalto a mezza economia mondiale.

Ecco infatti come incredibilmente si scambiato le quote.

Nell’arcipelago azionario di BlackRock, infatti, spunta subito il 9 per cento di azioni griffate Vanguard.


Mentre nell’assetto azionario di Vanguard spunta subito il 6,4 per cento delle quote BlackRock.

Per la serie: si controllano a vicenda, sono le due facce della stessa medaglia.

Ovviamente fanno capolino, nei due assetti, svariati altri fondi, i comprimari comunque di peso e in grado di far girare vorticosamente liquidità a non finire (almeno per ora, caso mai in attesa di una super BOLLA come è successo nel 2007 e come può succedere nel ricchissimo settore dell’Intelligenza Artificiale). Eccone alcuni: State Street Corporation; Wellington Management Group; Capital Word Investments; PNC Financial Services; Cove Street Capital; Dimensional Fund Advisors.

Gli ‘investimenti’ della statunitense BlackRock sono dislocati per oltre un terzo in Europa. Massiccia la tentacolare presenta nel nostro tessuto economico-finanziario. Per citare solo le principali quote detenute: Unicredit (7,4, per cento); Banco Popolare (6,9 per cento); Telecom Italia (6 per cento); Rai Way (5,3 per cento); Intesa Sanpaolo (5 per cento); Atlantia (5 per cento); Fiat (2,8 per cento); Assicurazioni Generali (2,8 per cento).

Larry Fink

Al timone di BlackRock c’è da anni Larry Fink, nato a Los Angeles da una modesta famiglia di origini ebree e oggi star internazionale. E’, tra l’altro, da agosto 2025 co-presidente (l’altro è Andrew Hoffman) del potente ‘World Economic Forum’, la creatura del banchiere tedesco filo-nazi Klaus Schwab, e che vede tra i suoi deus ex machina il miliardario-filantropo Bill Gates.

La Voce ha scritto non pochi articoli e inchieste sui fondi, ed in particolare proprio sulle due regine incontrastate. Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare BLACKROCK e VANGUARD per ritrovarne a iosa. Ve ne proponiamo a seguire uno a mo’ di esempio: è del 27 novembre 2021

BLACKROCK & VANGUARD / ECCO I PADRONI DELLE STAR DI BIG PHARMA

 

Rammentiamo che i fondi speculativi d’investimento sono degli ottimi strumenti di lavaggio del danaro e del riciclaggio più spinto. Una volta il paravento era rappresentato dalle ‘fiduciarie’; da quando sono scesi in campo i fondi – come dice Carlo Ancelotti nel suo spot per Unipol – “non c’è partita”.


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