UCRAINA / LE MAXI COLPE DI USA, NATO & UE – IL J’ACCUSE DI JOHN MEARSCHEIMER

I principali responsabili della guerra in Ucraina sono gli Stati Uniti e i loro alleati europei. La decisione dell’aprile 2008 di integrare l’Ucraina nella NATO, che l’Occidente ha perseguito senza sosta da allora, raddoppiando ripetutamente l’impegno, è la principale forza trainante della guerra in Ucraina”.

E poi: “La maggior parte dei leader europei, tuttavia, continuerà ad incolpare Putin di averla causata e quindi delle sue terribili conseguenza. Ma si sbagliano. La guerra avrebbe potuto essere evitata se l’Occidente non avesse deciso di far entrare l’Ucraina nella NATO o addirittura se si fosse tirato indietro da quell’impegno una volta che i russi avevano manifestato chiaramente la loro opposizione. Se ciò fosse accaduto, l’Ucraina sarebbe quasi certamente oggi intatta entro i suoi confini precedenti al 2014 e l’Europa sarebbe più stabile e prospera. Ma quella nave è salpata e l’Europa deve ora fare i conti con le conseguenze disastrose di una serie di errori evitabili”.

 

QUELLA LETALE ESPANSIONE A EST

In apertura John Mearsheimer

E’ l’amarissima conclusione di uno storico intervento di pochi giorni fa al Parlamento europeo del professor John Mearsheimer, docente di Scienze politiche all’Università di Chicago, certo non un bolscevico, ma un conservatore ‘illuminato’, come non pochi repubblicani entrati in rotta di collisione con la linea del loro partito per la guerra di invasione in Iraq e più in generale per la politica interventista di George W. Bush ad inizio anni Duemila. Politici e intellettuali che hanno fondato, nel 2002, la rivista ‘American Conservative’, dove scrivono firme prestigiose come quelle di Mearsheimer e di un altro senatore ‘illuminato’ sul bollente fronte della politica estera, Rand Paul.

Le idee, la visione espressa con grande lucidità da Mearsheimer fanno chiarezza su tutta una serie di fatti storici, i quali sono alle origini del conflitto che continua a mietere vittime ogni giorno: mentre i paesi europei non muovono un dito per farlo cessare, anzi lo alimentano sia con forniture continue di armi a Kiev sia con una propaganda zeppa di fake news e di autentica disinformazione.

E, guarda caso, proprio i media occidentali – non parliamo quelli di casa nostra ormai totalmente omologati, cloroformizzati e genuflessi al potere Usa – hanno del tutto ‘oscurato’ il memorabile intervento tenuto al Parlamento di Strasburgo solo pochi giorni fa.

La Voce, appena scoppiato il conflitto, pubblicò un pezzo non poco significativo su quelle cause trascurate dai media e dalla politica e invece scovate, con un autentico scoop, dai reporter di ‘Der Spiegel’ che avevano spulciato per giorni tra i faldoni del Grande Archivio di Londra, scoprendo un documento-bomba. Ecco quindi il pezzo, messo in rete dalla Voce il 23 febbraio 2022,

LO SCOOP DI “DER SPIEGEL” / I PATTI 1991 CON LA RUSSIA TRADITI DAGLI AMERICANI. OGGI PUTIN HA RAGIONE…

 

Eccoci allora ai passaggi salienti del lungo intervento. Riguardano soprattutto le vere cause del conflitto, la situazione attuale e le fosche prospettive che si annunciano per tutto l’Occidente.

 

LE VERE CAUSE DELLA GUERRA IN UCRAINA

Ecco l’incipit.

L’Europa oggi è in profonda difficoltà, principalmente a causa della guerra in Ucraina, che ha avuto un ruolo chiave nel minare quella che era stata una regione in gran parte pacifica. Purtroppo, è improbabile che la situazione migliori negli anni a venire. Anzi, è probabile che l’Europa sia meno stabile in futuro di quanto non lo sia oggi”.

La guerra in Ucraina, che a mio avviso è stata provocata dall’Occidente, e in particolare dagli Stati Uniti, è la causa principale dell’insicurezza europea odierna. Tuttavia, c’è un secondo fattore in gioco: lo spostamento dell’equilibrio del potere globale nel 2017 dall’unipolarismo al multipolarismo, che avrebbe sicuramente minacciato l’architettura della sicurezza in Europa. Ciononostante, ci sono buone ragioni per pensare che questo spostamento nella distribuzione del potere fosse un problema gestibile. Ma la guerra in Ucraina, unita all’avvento del multipolarismo, ha garantito grossi problemi, che difficilmente si risolveranno nel prossimo futuro”.

Passiamo alla minuziosa analisi circa le cause del conflitto.

Per comprendere appieno le conseguenze della guerra in Ucraina, è essenziale considerarne le cause, perché il motivo per cui la Russia ha invaso l’Ucraina nel febbraio 2022 la dice lunga sugli obiettivi bellici della Russia e sugli effetti a lungo termine della guerra.

Joe Biden

A parte la vulgata occidentale, la solita litania del Putin dittatore sanguinario, del macellaio (come lo bollò subito l’ex presidente Usa Joe Biden), del Putin imperialista che vuol ricostruire la grande Russia d’un tempo che fu, ecco invece una sfilza di ‘circostanze’ messe una dietro l’altra e analizzate da Mearsheimer.

Non ci sono prove anteriori al 24 febbraio 2022 che Putin volesse conquistare l’intera Ucraina e annetterla alla Russia”.

Putin non aveva truppe sufficienti per conquistare l’Ucraina”.

In realtà Putin e i suoi luogotenenti erano ben consapevoli che gli Stati Uniti e i loro alleati europei stavano armando e addestrando l’esercito ucraino fin dallo scoppio della crisi, il 22 febbraio 2022, In effetti, il grande timore di Mosca era che l’Ucraina stesse diventando di fatto un membro della NATO”.

Subito dopo l’inizio della guerra, la Russia si è rivolta all’Ucraina per avviare negoziati volti a porre fine al conflitto e definire un modus vivendi tra i due Paesi. I negoziati tra Kiev e Mosca sono iniziati in Bielorussia appena quattro giorni dopo l’ingresso delle truppe russe in Ucraina. Le pista bielorussa è stata poi sostituita da una pista israeliana e da una ad Istanbul. I negoziati si sono conclusi quando gli ucraini, spinti da Gran Bretagna e Stati Uniti, si sono ritirati dai negoziati. Che stavano facendo buoni progressi al momento della loro conclusione”.

Inoltre, Putin riferisce che, mentre i negoziati erano in corso e stavano facendo progressi, gli è strato chiesto di ritirare le truppe russe dall’area intorno a Kiev come gesto di buona volontà, cosa che ha fatto il 29 marzo 2022”.

Eccoci ad alcune fasi ‘strategiche’.

Vladimir Putin

Nei mesi precedenti l’inizio della guerra, Putin ha cercato di trovare una soluzione diplomatica alla crisi incombente. Il 12 dicembre 2021 ha inviato una lettera sia la presidente Joe Biden sia al capo della NATO Jens Stoltenberg proponendo una soluzione della crisi basata su una garanzia scritta: 1) l’Ucraina non avrebbe aderito alla NATO; 2) nessuna arma offensiva sarebbe stata dislocata vicino ai confini con la Russia; 3) le truppe e gli equipaggiamenti della NATO trasferiti nell’Europa orientale dal 1997 sarebbero stati riportati in Europa occidentale. Ciò dimostra che Putin stava cercando di evitare la guerra. Gli Stati Uniti, però, si sono rifiutati di negoziare con Putin. A quanto pare, non erano interessati a evitare la guerra”.

Parole che non lasciano spazio a dubbi o equivoci di alcun tipo.

Prosegue la disamina. “Non c’è la minima prova che Putin stesse contemplando la conquista di altri paesi dell’Europa orientale”.

E poi sottolinea con ancora maggior forza: “In realtà, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno provocato la guerra. Questo non significa negare, ovviamente, che sia stata la Russia ad iniziarla, invadendo l’Ucraina. Ma la causa profonda è stata la decisione della NATO di includere l’Ucraina nell’alleanza, che praticamente tutti i leader russi hanno visto come una minaccia esistenziale da eliminare. L’espansione della NATO non è l’unico problema, perché fa parte di una strategia più ampia che mira a far dell’Ucraina un baluardo occidentale al confine con la Russia. L’ingresso di Kiev nell’Unione Europea e la promozione di una rivoluzione colorata in Ucraina sono stati gli altri due aspetti di questa politica. Come ha affermato Putin, ‘la Russia non può sentirsi al sicuro, svilupparsi ed esistere mentre affronta una minaccia permanente proveniente dal territorio dell’Ucraina di oggi’. In sostanza, non era interessato a rendere l’Ucraina parte della Russia: era interessato a garantire che non diventasse quello che lui definiva ‘un trampolino di lancio’ per l’aggressione occidentale contro la Russia”.

Sergej Lavrov

In una conferenza stampa del 14 gennaio 2002 il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha affermato: ‘La chiave di tutto è la garanzia che la NATO non si espanda verso Est’”.

 

LE CUPE  PROSPETTIVE

L’Occidente ha fornito un enorme sostegno all’Ucraina, facendo di tutto tranne che impegnarsi direttamente nei combattimenti”.

La Russia sta chiaramente vincendo questa guerra ed è probabile che prevalga. L’Ucraina è gravemente surclassata in termini di armamenti e di uomini, il che è fatale in una guerra di logoramento”.

Ma eccoci subito al ‘dopo’. Con prospettive che più nere non si può. Per tutti.

Una conclusione diplomatica della guerra non è possibile perché le parti in conflitto hanno richieste inconciliabili. (….) Pertanto la guerra si risolverà sul campo di battaglia. Sebbene io creda che la Russia vincerà, non otterrà una vittoria decisiva che la porterà a conquistare tutta l’Ucraina. Piuttosto, è probabile che ottenga una brutta vittoria, occupando tra il 20 e il 40% dell’Ucraina pre-2014, mentre l’Ucraina finirà per essere uno stato residuo disfunzionale che copre il territorio che la Russia non conquista”.

L’impegno dell’Europa a sostenere Kiev spinge i russi a conquistare quanto più territorio ucraino possibile mentre la guerra infuria, in modo da massimizzare la debolezza dello Stato ucraino residua che rimane una volta congelato il conflitto”.

Le relazioni future tra Europa e Russia saranno velenose e anche molto pericolose. La possibilità di una guerra sarà onnipresente. Oltre al rischio che il conflitto con l’Ucraina possa riprendere, ci sono altri punti critici in cui potrebbe scoppiare una guerra che contrapponga la Russia ad uno o più paesi europei”.

Si tratta dell’Artico, del Mar Baltico, della Bielorussia, della Moldavia e del Mar Nero. “Europa e Russia continueranno ad avere relazioni ostili in un contesto geopolitico pieno di focolai conflittuali. In altre parole, la minaccia di una grande guerra europea non scomparirà quando i combattimenti in Ucraina cesseranno”.

In uno scenario del genere, la debacle della NATO sarà (ma già lo è) manifesta e sotto gli occhi di tutti.

La sconfitta della NATO porterà a recriminazioni tra gli Stati membri e anche al loro interno. (….) Qualsiasi indebolimento della NATO avrà ripercussioni negative sull’UE, perché un ambiente di sicurezza stabile è essenziale per la prosperità dell’UE e la NATO è la chiave per la stabilità. La forte riduzione del flusso di gas e petrolio verso l’Europa dall’inizio della guerra ha gravemente danneggiato le principali economie europee e rallentato la crescita dell’intera Eurozona. Vi sono buone ragioni per ritenere che la crescita economica in tutta l’Europa sia ben lontana dal riprendersi completamente dalla debacle ucraina”.

Una sconfitta della NATO in Ucraina potrebbe anche portare a un gioco di accuse transatlantico, soprattutto perché l’amministrazione Trump si è rifiutata di sostenere Kiev con la stessa determinazione dell’amministrazione Biden, spingendo invece gli europei ad assumersi un maggior onere per mantenere l’Ucraina in guerra. Pertanto, quando la guerra si concluderà con una vittoria russa, Trump potrà accusare gli europei di non essersi fatti avanti, mentre i leader europei potranno accusare Trump di aver abbandonato l’Ucraina nel momento di maggior difficoltà. Naturalmente, i rapporti di Trump con l’Europa sono da tempo controversi, quindi queste recriminazioni non faranno che peggiorare una situazione già difficile”.

Lo storico passaggio dall’unipolarismo al multipolarismo ha creato un potente incentivo per gli Stati Uniti a virare verso l’Asia orientale, il che significa di fatto allontanarsi dall’Europa. Questa mossa da sola ha il potenziale per porre fine alla NATO, che è un altro modo per dire la fine del pacificatore americano in Europa”.

Donald Trump

Ciò che è accaduto in Ucraina rende questo esito più probabile. Ripetiamo: Trump nutre una profonda ostilità nei confronti dell’Europa, in particolare dei suoi leader, e li incolperà per la sconfitta in Ucraina. Non nutre grande affetto per la NATO e ha descritto l’UE come un nemico creato ‘per fregare gli Stati Uniti’”.

In breve, sembra più probabile che le conseguenze della guerra in Ucraina, unite alla spettacolare ascesa della Cina, eroderanno il tessuto delle relazioni transatlantiche negli anni a venire, con grande danno per l’Europa”.

Ancora: “La guerra in Ucraina è stata un disastro. Anzi, è un disastro che quasi certamente continuerà a dare i suoi frutti negli anni a venire. Ha avuto conseguenze catastrofiche per l’Ucraina. Ha avvelenato le relazioni tra Europa e Russia per il prossimo futuro e reso l’Europa un luogo più pericoloso. Ha causato gravi dannieconomici e politici all’interno dell’Europa e ha gravemente danneggiato le relazioni transatlantiche”.

E tutto questo l’Occidente avrebbe potuto evitarlo. Un autentico harakiri. Possono valere – in un tale deserto sociale ed economico – i maxi profitti dell’industria della armi a giustificarlo?

Vi ricordiamo alcune tra le opere più significative firmate da Mearsheimer negli anni Duemila: “La tragedia delle grandi potenze” (2201); “La lobby israeliana e la politica estera americana” (2007,  oggi più che mai di grande attualità); “Verità e bugie nella politica internazionale” (2018); “La grande illusione – Perché la democrazia liberale non può cambiare il mondo” (2019); “Ritorno al futuro – La crisi dell’Europa dopo la Guerra fredda” (2020); “How the States Thik” (2023).

Per finire, ecco la versione integrale dell’intervento, pubblicato pochi giorni fa dall’‘American Conservative’ e titolato  Mearsheimer: Europe’s bleack future


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