Il Ministero dell’Università e della Ricerca, guidato da Anna Maria Bernini, è al centro di infuocate polemiche per la nomina della (ex) virostar Matteo Bassetti a capo di un neo gruppo di lavoro incaricato di definire i criteri per stanziare i fondi alla ricerca pubblica. Un organismo non poco strategico.
L’esecutivo sfascista di Giorgia Meloni quindi concede il bis, dopo il giallo ‘Nitag’ (il ‘Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni’) d’un paio di mesi fa, con la figuraccia planetaria del ministro per la Salute, Orazio Schillaci, che ha prima nominato e poi revocato due autorevoli ricercatori bollati come ‘no vax’.
Veniamo alle news.
Dà fuoco alle polveri il ‘Centro di scopo per la tutela della Salute pubblica’, che riunisce una vasta rete di associazioni, comitati e organizzazioni territoriali lungo tutta la penisola. Lancia infatti una petizione nazionale rivolta al ministro e una raccolta firme contro la nomina di Bassetti, definendola “un insulto alla scienza e alla coscienza civile” che “mette a forte rischio l’indipendenza della ricerca pubblica italiana”.
Le petizione investe tre principali aree critiche che i promotori sottolineano con forza.
In primo luogo il sempre bollente conflitto d’interessi, un campo non poco minato nel settore della ricerca medica per la forte influenza esercitata da Big Pharma, proliferata all’epoca d’oro dei vaccini anti Covid
Evidenzia il Comitato: “La nota rete di rapporti con l’industria farmaceutica a vario titolo rende il ruolo di Bassetti incompatibile con la gestione di fondi pubblici destinati alla ricerca. Ciò potrebbe tradursi in una sudditanza della ricerca italiana agli interessi privati”.
La seconda area critica riguarda l’uso dell’informazione fatto dalla virostar. Il Comitato, infatti, lo accusa senza mezzi termini di aver utilizzato canali mediatici e social per sostenere e diffondere tesi senza un adeguato fondamento scientifico, ribaltando in sostanza le accuse sempre rivolte dal primario di malattie infettive dell’Ospedale San Martinodi Genova ai suoi contestatori. E citano, come esempio più recente, le polemiche nate intorno ad alcune sue dichiarazioni in tema di Covid, influenza e rischio d’infarto, successivamente oggetto di smentite.
Terzo punto caldo, “l’intolleranza al dissenso”. I promotori del Comitato condannano il ricorso ad un linguaggio aggressivo e denigratorio, sintetizzato nella parola “dementi” rivolta – affermano – a colleghi, medici e cittadini e chiunque abbia espresso opinioni divergenti o sollecitato un dibattito aperto su questioni sanitarie bollenti come i Vaccini anti Covid.
Certo non nuovo a sparate da novanta, il vate dei Vaccini, visto che diede anche del “coglione” al premio Nobel per la Medicina, lo scienziato francese Luc Montagnier, il luminare che scoprì il virus dell’HIV. Come la ‘Voce’ ha documentato nel pezzo messo in rete il 7 aprile 2023,
DAI DEL COGLIONE AL NOBEL MONTAGNIER? A BASSETTI COSTA SOLO 6.000 EURO
La palma del più spudorato e cafone spetta però di diritto all’allergologo (dovrebbe parlare al massino di riniti allergiche e raffreddori da fieno) e massone a sua insaputa (è iscritto al Grande Oriente d’Italia ma lo nega!), al secolo Burioni Roberto. Anche bugiardo, quindi.
Torniamo alla contestata nomina ministeriale. Il pediatra e ricercatore indipendente (dal potere corruttivo di Big Pharma) Eugenio Serravalle, commenta: “Non possiamo permettere che la guida etica e finanziaria della ricerca pubblica venga affidata a chi ha fatto della propaganda e dell’arroganza il proprio marchio distintivo. L’Università e la Ricerca devono essere il tempio del rigore, della pluralità e dell’onestà intellettuale”.
Il Comitato, quindi, chiede espressamente al ministro Bernini due cose. In primis la revoca della nomina di Bassetti, per i tanti motivi sopra esposti. In secondo luogo, l’introduzione di criteri più stringenti di trasparenza e indipendenza per tutte le future nomine in ruoli strategici della ricerca pubblica.
E tanto per chiarire ulteriormente i concetti sottolineano con forza: “Occorre assicurare una ricerca libera, etica e al servizio della verità, non delle lobby”.
Punta i riflettori anche l’Associazione di studi e informazioni sulla salute (ASSIS) che denuncia: “Mentre si parla di trasparenza e indipendenza della scienza, si affida la regia dei fondi pubblici a chi è il simbolo dei conflitti d’interessi e di comunicazione faziosa”.
In questi 5 anni ormai di vaccini anti Covid la Voce ha scritto decine e decine di contro-inchieste, soprattutto sugli effetti avversi causati dai prodotti a mRNA, come i sieri griffati Pfizer e Moderna, che hanno un impatto devastante in particolare sul sistema cardiocircolatorio e sull’insorgenza di patologie tumorali (i ‘turbocancri’). Vaccini quindi del tutto inefficaci e soprattutto insicuri, al contrario di quanto subito garantito al mondo dalle due aziende leader. Una delle quali, poi, dentro fino al collo nel ‘Pfizergate’, per la maxi corruzione in merito ai contratti da ben 71 miliardi di euro: davanti al tribunale di Liegi si dovranno presentare i due compari di merende, ossia il presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen e il Ceo di Pfizer, Albert Bourla.
Per rileggere i reportage della Voce, basta andare alla casella CERCA in alto a destra della nostra home page e digitare PFIZER e MODERNA, URSULA VON DER LEYEN e ALBERT BOURLA per rendersene conto.
Infine. Bassetti è stato sempre in prima linea sul fronte degli allarmi e degli sos, come del resto non poche altre virostar, per far leva sulla paura e spingere tutti i farsi vaccinare: un siero inizialmente obbligatorio – in modo prettamente nazista – poi volontario. Peccato: gli italiani non sono tutti “dementi” e “somari”- E oggi – geme Bassetti – solo 1 italiano 4 si vaccina contro il Covid, e appena 1 sue 2 di quelli a rischio.
Una tempeste perfetta viene poi profetizzata dal Vate anche sul fronte dell’influenza tradizionale: “rischiamo 18-20 milioni di casi, 1 italiano su 3 a letto”.
Ecco un pezzo che la dice lunga su allarmi e sos: messo in rete dalla Voce questi un anno fa, il 30 novembre 2024, ecco a voi
BASSETTI & CAPUA / SCATTA IL SUPER ALLARME “AVIARIA”
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