FORZA RAGAZZI

“Opposizione sfiatata per inutile verbosità”: d’accordo, è esagerazione enfatica coniugare il termine ‘verboso’ con il diffuso j’accuse rivolto all’ opposizione sfiatata della sinistra contro il regime che s-governa l’Italia. Verbosità è un parlare che dà l’idea di inutile sovraccarico, di poco interessante di incertezza. Tutto vero, ma se è eccesso che sovrappassa la l’improduttiva contrapposizione democratica alla destra, solo Freud potrebbe analizzare e diagnosticare l’assurdo del 30 per cento di like che ‘premiano’ il nulla, errori macroscopici, omissioni ed effetti collaterali letali della signorina presidentessa del consiglio e del manipolo di incapaci di cui si circonda. La dura virtuale sentenza è condivisa nell’angusto spazio di relazioni interpersonali tra soggetti ‘sani’, di pubblici ministeri che teorizzano la degenerazione della partitocrazia, il far della politica un mestiere come altri per centrare l’obiettivo primario di una vita agiata e prodiga di privilegi: questione del Bel Paese, ci riguarda, anche se un’occhiata attenta sull’intero pianeta Terra certifica che tutto il mondo è paese, che convive con la disumanità proterva di Trump, Netanyahu, di dittatori impuniti di mezzo mondo e assiste impotente al prologo di una pericolosa ‘Apocalisse’, la deriva crescente del nazifascismo.

Nel nostro ‘piccolo’ di italiani percorriamo senza farne pretesto per rivoluzioni l’accidentato sentiero border line con il baratro del neofascismo sempre più invasivo dell’Italia democratica. Le generazioni che non l’hanno stoppato per tempo hanno di che rimproverarsi. Una luce inaspettata, l’energia latente della generazione ‘Z’, sembra illuminare la via d’uscita dalla nefasta passività: assistiamo con appassionata e confessiamolo con gratuita emozione a un evento ‘rivoluzionario’: le piazze del mondo scuotono  l’umanità, globalizzano la solidarietà pro Palestina e la condanna del genocidio. Poteva finire lì lo sdegno collettivo e non è andata così. La riscoperta dello stare insieme scuote le coscienze sopite, anestetizzate, trasferisce l’energia potenziale di quegli eventi all’insegna della pace e della condanna del sovranismo sul terreno di un promettente protagonismo delle giovani generazioni. Dalla consapevolezza dei ragazzi di non poter delegare il progetto del loro futuro, origina il “No Meloni day, lo straordinario evento dello sciopero nazionale organizzato dall’Unione degli Studenti, Link, Coordinamento Universitario e Rete della Conoscenza, contro il governo.

È pretendere rispetto per i diritti negati e non solo nel percorso dell’apprendimento. In sinergia con il movimento degli studenti, contro il governo Meloni si schiera il Fronte della Gioventù Comunista: “Ci rubano il futuro.  La manovra finanziaria taglia 869 milioni di euro all’istruzione. Le scuole cadono a pezzi e gli insegnanti sono tra i meno pagati d’Europa. Dicono che dobbiamo essere grati se possiamo lavorare gratis con l’alternanza scuola-lavoro, ‘per fare esperienza’. Un’altra scuola, un altro mondo è possibile.S’investono miliardi in armi e c’è chi non riesce a permettersi neanche i libri per studiare”. La risposta repressiva dei ‘manganelli’? Un boomerang. Darà un motivo in più al movimento di protesta.


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