BILL GATES / ORA CAMBIA ROTTA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Non sono ancora finiti gli echi per la ‘rivoluzione’ sul fronte climatico che adesso il miliardario filantropo Bill Gates cambia completamente rotta anche per quanto concerne l’Intelligenza Artificiale, fino a qualche giorno fa coccolata come “la cosa tecnica più grande della mia vita”.

In vena di svolte epocali ad U, resta adesso da chiedersi: tra quante settimane quella sugli adorati VACCINI, per i quali dal 2010 sta profondendo le sue maggiori energie e stanziando i più grossi capitali?

Attendiamo con ansia.

Intanto, godiamoci la clamorosa ‘conversione’ tecnologica, che ha voluto manifestare con due interviste, rilasciate al canale Usa CNBC (all’interno del format ‘Squawk Box’) e al ‘Wall Street Journal’. Ma ovviamente, fino a questo momento, del tutto ignorata dai media di casa nostra, come al solito sempre più cloroformizzati e omologati nella più smaccata disinformazione e/o non informazione, un diritto dei cittadini totalmente calpestato.

La cosa era nell’aria da un paio di mesi e non pochi esperti del settore ne avevano parlato. Ora arriva la conferma dal Vate Maximo, super Bill. “Il settore dell’Intelligenza Artificiale sta entrando in una grossa bolla speculativa, e un crollo dei titoli azionari di molte aziende del settore è dietro l’angolo, un colpo da ko per tutto il mercato tecnologico.

L’attuale scenario – a suo Illuminato parere – ricorda non poco la bolla internet di fine anni ’90 quando moltissime società del settore risultarono sopravvalutate.

Un’analisi di particolare rilievo, oggi, visto che i mercati finanziari stanno destinando grossi flussi di capitali verso aziende e soprattutto start up, con il rischio di un gigantesco ingorgo.

Tornando a quei fatidici anni ’90, ed in particolare al quinquennio 1995-2000, gli analisti ricordano che una marea di società di internet ebbero super valutazioni miliardarie basate molto più sulle aspettative che sui fondamentali economici. Il crac portò alla scomparsa addirittura dell’80 per cento delle imprese del settore; sopravvissero le più attrezzate e solide nonché sigle poi diventate veri e propri colossi, come Amazon e Google.

Il fondatore di Microsoft ora ritiene che l’Intelligenza Artificiale seguirà la stessa traiettoria: molte società oggi super finanziate e ‘gonfiate’ diventeranno in breve dei “veicoli ciechi”, come ha testualmente affermato.

Il punto critico – secondo il nuovo Verbo made in Gates – riguarda la capacità degli investitori di distinguere tra aziende che possono contare su modelli di business sostenibili e quelle che stanno semplicemente cavalcando l’onda degli entusiasmi facili.

Con tassi di interesse che restano elevati rispetto al decennio scorso, il costo del capitale per le start up tecnologiche è cresciuto in modo molto sensibile. Ciò può accelerare la selezione naturale tra le società di AI, favorendo quelle con redditi (’revenue’) consolidati rispetto alle pure “capital burning companies”, le sigle che bruciano solo capitali, secondo la diagnosi del Profeta.

Jeff Bezos

Altro grosso nodo è quello dei costi energetici dei data center, difficili ormai da sostenere per moltissimi operatori del settore. Le infrastrutturazioni computazionali, necessarie per addestrare e rendere operativi i modelli di A.I.,richiedono investimenti nell’ordine di miliardi di dollari, con costi operativi che possono erodere rapidamente i margini di utile.

Non è certo finita qui. Un altro tema bollente è quello delle società ‘me-too’, ossia quelle che replicano modelli esistenti senza alcuna reale differenziazione: lo afferma senza mezzi termini il padre di Microsoft. Nel settore A.I.,infatti, dove le barriere tecnologiche all’entrata sembrano abbassarsi con la disponibilità di modelli operativo open-source, il rischio di sovraffollamento competitivo si fa sempre più concreto. La market-share, quindi, potrebbe concentrarsi rapidamente nelle mani di pochi player dominanti, lasciando gli altri senza margini di sostenibilità economica.

Una prospettiva – anche a breve termine – che più fosca non si può.

Da tener presente che, attraverso la ‘Bill & Melinda Gates Foundation’, ha investito palate da miliardi di dollari puntando sul rapido sviluppo di tutte le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale. A partire dalla super corazzata di cui è il timoniere e presidente, ‘BREAKTROUGH ENERGY’,  tenuta a battesimo esattamente dieci anni fa, quartier generale a Kirkland (Washington). Vi prende parte la crema (una quindicina) dei Paperoni di mezzo mondo (sono di dieci nazioni diverse), tra cui Jeff Bezos, Michael Bloomberg, Richard Branson, George Soros, Marc  Zuckerberg e – unica istituzione pubblica – l’Università della California. La società, a sua volta, ha gemmato ‘Breaktrough Energy Ventures’; mentre super Bill, oltre a presiederla e ad aver investito subito come propellente iniziale 2 miliardi di dollari, ha anche dato vita alla ‘Mission Innovation’.

Ci manca solo un Tom Cruise a bordo.

Vi raccomandiamo di rileggere il pezzo sulla fresca conversione ‘climatica’ di mister Bill, messo in rete dalla Voce lo scorso 3 novembre,

BILL GATES / ALLARME CLIMA? UNO SCHERZO. ORA SOLO VACCINI


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento