QUEL ‘BIRBANTE’ DI RANUCCI

Poco male. Se te ne accorgi di averne allevata con pericolosa impudenza puoi ingaggiare un cacciatore di vipere e ti liberi della serpe in seno. Evitare che ti morda non è invece facile se ci convivi da tempo senza averne consapevolezza. Cero, è pignoleria agganciare alla premessa di un ‘fatto politicamente ‘raccapricciante’ la dotta risposta di un buon dizionario a “che vuol dire allevare una serpe in seno”: “Espressione idiomatica, che si riferisce a una persona ingrata che viene accolta e trattato amichevolmente per poi rivelarsi dannoso, ingrato. Da giorni se ne sta inutilmente in primo piano l’invito delle opposizioni al team Garante per la privacy perché le tende e chiuda con un atto di dignitoso patriottismo uno dei tanti capitoli delle sopraffazioni che ledono il rispetto delle istituzioni, intese come bene comune. La richiesta di mollare la poltrona, ovviamente respinta, com’è prassi per il malcostume dei mestieranti della politica, investe l’intero organico della struttura, ma con almeno un distinguo.

Non sorprende e tanto meno scandalizza la vendetta della destra colta in fallo dal giornalismo d’inchiesta di Ranucci (Report) che ha ‘certificato la pericolosità di sempre più espliciti rigurgiti fascisti. È in piena normalità aver affidato al suo antico e attuale ‘fratello d’Italia il tentativo di imbavagliare Ranucci e la sua coraggiosa, superlativa redazione, ma sono inconsistenti le ragioni per giustificare la ‘mazzata’ di 150 mila euro di multa, una delle duecento comminate a Report. Aver pubblicato l’invito telefonico, perentorio, della signora Sangiuliano al marito che gli impose di disdire l’incarico ministeriale all’ ‘amica Boccia’ era ed è vicenda di sicuro interesse collettivo. Ghiglia, sorpreso mentre entra nella sede di Fratelli d’Italia il giorno prima della multa accolto da Arianna Meloni, come dire, è perfettamente coerente. Ha l’opportunità di ricambiare il favore’ di chi lo ha designato esponente della destra per l’Authority. La citazione della serpe in senso non lo riguarda e veniamo a Stanzione, presidente dell’Authority, a suo tempo indicato per il prestigioso ruolo dal Pd. ‘Irriconoscente’ è ora contestato per il presunto intersecarsi del ruolo con personaggi politicamente di segno opposto. The president, prontamente invitato a dire la sua a telemeloni-TG1 si è  autoassolto e della richiesta di dimissioni non se ne cura. Al tempo del partito comunista? I probiviri l’avrebbe espulso.


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