Pina Picierno, nientemeno che da oltre 3 anni la vice presidente del Parlamento UE con la casacca del PD, colpisce ancora. A botte di ignoranza e arroganza che più spudorate con si può.
Dopo essersi battuta a morte per far cancellare l’esibizione del direttore d’orchestra russo di fama internazionale Valery Gergiev da mesi prevista e poi annullata a Caserta, un colpo da vero Minculpop, ora si esibisce in un’altra performance da guinness dei primati censori.
Ha infatti opposto un fiero NIET ad una manifestazione culturale indetta per il 12 novembre a Torino dall’‘Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti’ (ANPPIA), che non è proprio un covo di bolscevichi.
L’evento si doveva tenere nella sede del ‘POLO ‘900’, un’associazione promossa dalla Fondazione Sanpaolo, dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte.
“Russofobia, russofilia, verità”, questo il titolo dell’evento che ha fatto andare su tutte le furie la numero due del Parlamento UE, ormai ridotto ad un vero barraccone, un autentico Circo Barnum.
Relatore, un autorevole docente di Storia del pensiero politico all’Università di Torino, Angelo D’Orsi.
Con un rullar di tamburi s’è subito unito alla fiera protesta il segretario nazionale di ‘Azione’ che conta come il due di briscola, ossia Carlo Calenda. Ecco le sue parole, twittate in perfetto stile british: “Ma vogliamo evitare questo schifo? Un gruppo di anime belle evidentemente considera Putin un democratico e non un dittatore fascista. Sicuramente molti dirigenti di questa associazione sono del Partito Democratico: vorrei chiedere a Elly Schlein di intervenire. E lo stesso chiedo al sindaco, Stefano Lo Russo”.
Il primo cittadino torinese obbedisce come un impeccabile maggiordomo. Revocando in un baleno l’ok all’uso dello spazio associativo.
Gongola la reginetta di Strasburgo: “Difendere i luoghi istituzionali e culturali del nostro Paese significa proteggere la libertà e la democrazia”. Parola di partigiana.
Ma le due Cime, gli intemerati paladini di Libertà e Democrazia, non immaginano l’effetto boomerang che riescono a produrre con la loro scaltra iniziativa.
L’evento, infatti, si farà eccone, nel meno ‘condizionabile’ circolo ARCI ‘La Poderosa’, sempre a Torino, e sempre il 12 novembre. Non basta: perché stavolta vi prenderanno parte due nomi prima non previsti: nientemeno che Moni Ovadia e Alessandro Di Battista.
Commenta con sobrietà il relatore, D’Orsi: “La mia conferenza si sarebbe svolta tranquillamente (a parte qualche drappello di guastatori nazi-radical-ucraini, prevedibile) e avrei parlato davanti a 50-100 persone. Ora, grazie ai miei censori, la conferenza si farà lo stesso, ma il pubblico sarà moltiplicato”.
Vediamo, per finire, un paio di fresche performance dei due imprescindibili tutori delle nostre libertà democratiche, certo pronti ad arruolarsi al fianco delle truppe nazi del Battaglione Azov per difendere Kiev.
E’ di appena qualche ora fa la sceneggiata griffata Calenda del tatuaggio al braccio riproducente TRYZUB, il tridente che campeggia sullo stemma dell’Ucraina. Non contento, il pariolino leader di Azione comunica al mondo: “Per tutta la vita”.
Scende in campo l’ambasciata russa che trasecola: “Ma davvero comprende cosa significa il simbolo che si è fatto tatuare sul braccio?”, come se si trattasse di uno uscito dal Cottolengo. E viene aggiunto: “Il gesto di Calenda non è altro che una sorta di adesione volontaria al consesso di seguaci di Petljura, Bandera, Shukhevych e di altri nazisti collaborazionisti di origine ucraina, le cui mani affondano nel sangue di ebrei, zingari, ungheresi, russi e ucraini”.
A Calenda arriva immediata la solidarietà del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovambattista Fazzolari, del parlamentare di + Europa Benedetto Della Vedova, e del collega di Azione (ed ex renziano) Matteo Richetti.
Passiamo alla memorabile performance nella quale si è esibita alcuni mesi fa lady Europa da Santa Maria Capua Vetere. Ha pensato bene, infatti, di trovar spazio nella sua fittissima agenda di impegni e appuntamenti istituzionali e, soprattutto, targati UE, per prender parte ad un meeting organizzato da un sigla, ISDF, elegante acronimo di ‘Israel Defense and Security Forum’. Si tratta di un think tank israeliano di estrema destra, super sionista, che tra le altre cose sostiene a spada tratta l’occupazione totalmente illegale della Cisgiordania.
Sapete quale pezza a colori ha tirato fuori dal suo incantato cilindro la numero 2 del Parlamento europeo da oltre 3 anni (18 gennaio 2022) per giustificare l’incredibile partecipazione? “Boicottare o isolare Israele significa condannare tutta la regione ad un eterno sovranismo di destra”.
Per favore, chiamate subito un’ambulanza del 113…
P.S. Invitiamo ad andare in massa al circolo Arci ‘LA PODEROSA’ di Torino, che si trova in via Salerno, civico 15.
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