USA / OBIETTIVO MADURO. E S’INVENTANO LA CACCIA A 24 SIGLE DEL TERRORE 

FBI, CIA e Intelligence a stelle e strisce sempre più impegnati (sic) nelle guerre contro i terroristi di mezzo mondo e per contrastare i dirty business, a partire dai traffici di droga e maxi riciclaggi.

Due esempi fanno al caso nostro, di forte attualità: uno, infatti, riguarda gli attacchi, intensificatisi a partire da settembre, contro imbarcazioni venezuelane in transito nei Caraibi con la scusa dei traffici di droga, circa un’ottantina i morti fino ad ora: antipasto per l’assalto finale contro l’odiato Nicolas Maduro.

Il secondo conduce dritti ai maxi affari sporchi alimentati da Tel Aviv proprio negli Stati Uniti, l’alleato di ferro. Nelle metropoli Usa, infatti, le gang israeliane trafficano, estorcono e riciclano a più non posso, in perfetto stile mafioso. Ma ai cittadini è meglio non farlo sapere. Ed è meglio tenerlo nascosto anche al Congresso a stelle e strisce.

Vediamo di che si tratta e partiamo dalla prima story.

Per giustificare i suoi continui attacchi mortali contro presunti trafficanti di droga in mare, l’amministrazione Trump ora sostiene che ci sono 24 organizzazioni terroristiche impegnate in un conflitto armato contro gli Stati Uniti”, punta i riflettori l’ottimo sito di contro-informazione americano ‘The Intercept’ che ha appena pubblicato un reportage firmato da Nick Turse. Ve lo proponiamo in versione originale, titolato  Trump has a secret list of 24 ‘Designated terrorist organizations’. We got some of the names

Ecco cosa racconta la minuziosa inchiesta.

Questo nuovo elenco di cartelli e organizzazioni criminali latinoamericane è allegato ad un parere classificato redatto dall’Ufficio di consulenza del Dipartimento di Giustizia Usa per sostenere la tesi dell’amministrazione Trump secondo cui gli attacchi contro presunti trafficanti di droga nel Mar dei Caraibi e nell’Oceano Pacifico sono legali”.

Brian Finucane. Sopra, lo scontro Trump-Maduro

L’elenco completo – viene precisato – non è stato divulgato, nemmeno a tutti i legislatori della Commissione per i Servizi Armati della Camera. Ma non vi è alcuna prova che i gruppi indicati nel dossier stiano effettivamente partecipando ad un conflitto armato contro gli Stati Uniti”.

Solo tre nomi di organizzazioni ritenute ‘criminali’ sono trapelati: ossia quelli del gruppo venezuelano ‘Tren de Aragua’; della formazione insurrezionalista colombiana ‘Ejercito de Liberacion Nacional’; e del ‘Cartel de los Soles’, un altro gruppo venezuelano che gli Usa sostengono sia addirittura “guidato da Nicolas Maduro e da personaggi venezuelani di alto rango”.

Informazioni taroccate che saltano fuori al momento giusto, appena dopo che Trump ha candidamente ammesso : “Maduro ha i giorni contati” ma gli Usa non interverranno militarmente. Cadrà quindi da solo, come una pera matura dal suo albero.

A scoprire quanto il re, the King (Trump) sia nudo, provvedono due significativi commenti a botta calda.

Il primo arriva da un ex avvocato del Dipartimento di Stato ed esperto in antiterrorismo e leggi di guerra, Brian Finucane: “L’amministrazione ha creato un universo alternativo, sia dal punto di vista fattuale che legale. Questo è il Presidente, puramente per decreto, il quale afferma che gli Stati Uniti sono in conflitto con questi gruppi segreti senza alcuna autorizzazione del Congresso. Quindi questa non è solo una guerra segreta, ma anche una guerra segreta non autorizzata. O, in realtà, una guerra immaginaria, perché contro la maggior parte di questi gruppi non potremmo nemmeno essere in guerra…”.

Gregory Meeks

Rincara la dosa un membro di spicco della Commissione Affari Esteri della Camera, Gregory Meeks: “L’amministrazione Trump non è ancora in grado di fornire alcuna spiegazione credibile per i suoi attacchi militari extragiudiziali e non autorizzati nei Caraibi e nel Pacifico. Le giustificazioni legali sono molto dubbie e mirano ad eludere il potere costituzionale del Congresso in materia di guerra e di pace. Questi attacchi illegali rappresentano un enorme abuso del potere esecutivo”.

Passiamo al secondo caso.

Stavolta documentato per filo e per segno da un altro sito di informazione alternativa, e certo non in campo ‘progressista’, visto che si tratta del sempre ben documentato ‘American Conservative’, che ha appena messo in rete il pezzo  FBI Uses Secret Threat Category for Israeli Criminals Operating in U.S.

Dal reportage veniamo a sapere che a Washington è attiva da anni un’Unità dedicata alla criminalità di matrice israeliana e la cui attività resta top secret, quasi mai resa pubblica e per questo sorgono non pochi motivi circa la sua reale funzione. L’Unità ha un nome preciso, ‘Israeli Based Organized Crime Sydacates’, IBOCS per i suoi fans.

L’autore dell’inchiesta, Daniel Boguslaw, ha raccolto testimonianze, notizie, atti processuali insabbiati e anche attingendo ad un paio di fonti dell’FBI, ovviamente coperte dall’anonimato.

Daniel Boguslaw

Emerge l’esistenza di una gigantesca rete, ben radicata in tutte le principali città degli Usa (da New York a Los Angeles, da Miami a Las Vegas), impegnata nei settori più redditizi: in pole position il riciclaggio spinto, poi frodi fiscali, traffici di droga (in particolare ecstasy pura al 91 per cento), perfino estorsioni & pizzi: tutto in perfetto stile mafioso.

Traffici e operazioni vengono condotte da insospettabili israeliani con passaporto Usa e legati a potenti organizzazioni criminali di Tel Aviv.

Attivo come detto nelle grandi città, roccaforti nel Nevada e in Florida, il poderoso clan IBOCS da almeno dieci anni falsifica i bilanci delle tante società ‘fantasma’ di cui si serve, gestite da prestanome, e create ad hoc per occultare i suoi super riciclaggi, evadere tasse e addirittura incassare maxi finanziamenti dall’amministrazione pubblica statunitense. Come è successo a fine 2020, quanto IBOCS ha ricevuto milioni di dollari dal ‘Paycheck Protection Program’, il piano di aiuti Usa anti-Covid!

Ai confini della realtà.


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