L’incredibile exploit dell’industria dei droni.
Una incontenibile escalation dovuta soprattutto all’uso che ne fatto – e continua a farne – Israele per perpetrare il GENOCIDIO del popolo palestinese.
E adesso, dopo quel più che probante test, i droni vengono utilizzati in modo massiccio da moltissime polizie e società di sorveglianza e security negli Stati Uniti. Un vero boom.
A far la parte del leone una società californiana, SKYDIO, e due super sionisti doc come Marc Andreesen e Ben Horowitz che hanno messo su una serie di sigle baciate dalla fortuna e capaci di rastrellare profitti da milioni e milioni di dollari nel settore: un autentico dirty business prima sulla pelle dei palestinesi e adesso a scapito delle libertà civili dei cittadini americani, soprattutto i giovani che protestano e manifestano contro ‘The Kings’. Un vero copione da horror (e distopic) movie.
Partiamo dalle news.
Secondo una minuziosa ricerca condotta da un giornalista investigativo, Nate Bear, animatore del sito di controinformazione ‘DO NOT PANIC!’, nel 2025 le amministrazioni delle più grandi città a stelle e strisce hanno aumentato in modo esponenziale l’acquisto di droni da consegnare alle forze di polizia. Proprio quest’anno il gran balzo: sono infatti passate da 320 ad addirittura 800 le polizie e agenzie di security rifornite da SKYDIO!
Ne è un esempio lampante proprio New York sotto la guida del sindaco massone Erich Adams, costretto alle dimissioni per una vicenda di maxi corruzione per la quale verrà processato; un suo portavoce, un paio di mesi fa aveva candidamente ammesso che, con la gigantesca flotta di droni acquistati di tipo Skydio, ha messo nelle condizioni la sua polizia di effettuare ben 20.000 voli in meno di un anno, la media di 55 al giorno.
Sarà in grado il neoeletto Mayor della Grande Mela, il socialista musulmano Zohran Mamdani, di revocare quello scellerato provvedimento? Ecco un primo, significativo banco di prova circa la sua forza decisionale e la sua capacità di governare la megalopoli in modo ‘illuminato’.
La polizia di Cincinnati tira fuori un dato: il 90 per cento di tutte le segnalazioni e ricognizioni, oggi, avviene via droni, in grado di raggiungere i punti caldi in pochi minuti, mentre una normale pattuglia ci impiega molto di più: quindi prima Skydio per fornire tutte le notizie e le informazioni che servono e poi arrivano gli uomini, le ‘truppe’ a stelle e strisce.
Ad Atlanta Skydio ha collaborato con la ‘Atlanta Police Foundation’ per installare una stazione permanente di droni all’interno del nuovo, mastodontico ‘Atlantic Public Safety Training Center’.
Detroit ha appena investito 300 milioni di dollari per comprarne 14. Mentre la ‘US Custumer and Border Protection’ ne ha voluti 33.
E così fan tutte, o quasi, le metropoli statunitensi ormai, seguendo alla lettera il programma – ben confezionato dalla super azienda produttrice – “DRONE AS FIRST RESPONDER”.
Un programma di cui fino ad oggi i media hanno fornito scarsissime notizie, praticamente messo in atto all’insaputa della stragrande maggioranza dei cittadini.
Sotto il profilo tecnico – spiegano gli esperti – il sistema di Intelligenza Artificiale dei droni Skydio è basato su chip griffati ‘NVIDIA’, il colosso in irresistibile ascesa in tutto il mondo. Ciò consente il suo utilizzo senza l’intervento umano. I droni, poi, sono dotati di telecamere termiche e possono tranquillamente operare in zone in cui il GPS non funziona, i cosiddetti “ambienti GPS negati”. Sono inoltre in grado, questi fantastici droni, di riprodurre edifici e infrastrutture in 3D; e possono volare fino a 49 chilometri orari.
Da rammentare che le stringenti norme FAA che regolano ogni tipo di volo sulle città sono state allegramente bypassate mediante un paio di ‘aggiustamenti’ del caso: in primo luogo sono stati autorizzati i passaggi dei droni per monitorare tutte le principali arterie di traffico cittadine e i luoghi strategici, con un occhio particolare alle manifestazioni di protesta, anche se pacifiche (come è appena successo per il ‘NO KINGS’ day in chiave spiccatamente anti Trump); ed in secondo luogo i droni possono decollare e volare ‘sotto copertura’, in modo praticamente clandestino. Ai confini della realtà.
Queste enormi capacità tecnologiche sono consentite grazie al sofisticato hardware della piattaforma di attacco Skydio. Le rampe di lancio sono posizionate in diverse parti delle città, anche a non pochi chilometri di distanza dalle centrali di polizia. Tutte le informazioni vengono immagazzinate in una scheda SO interna e smistate in tempo reale, automaticamente, su un software configurato dalla società per le forze dell’ordine.
Si tratta di un software iperavanzato e prodotto da ‘AXON’. Una star nel settore: la quale non è solo ben presente nell’azionariato di Skydio (ha appena immesso nelle sue casse 220 milioni di dollari, tanto per gradire), ma è che la ideatrice e produttrice dei famigerati TASER e delle cosiddette “armi non letali” (sic) adottati dai dipartimenti di polizia negli Usa e in tutto l’Occidente. E, da noi, ne vediamo quasi tutti i giorni gli effetti letali…
Il software ‘Axion Evidence’ – fanno sapere i suoi artefici magici – “consente il caricamento automatico di immagini, foto e filmati dei droni in un sistema di gestione delle prove digitali”. Fuor dai tecnicismi, pare di intuire che quelle immagini ‘segnaletiche’ finiranno in una sorta di maxi archivio utilizzabile a fini giudiziari, per poter incriminare soggetti indesiderati e ritenuti ‘pericolosi’. Un Grande Occhio di orwelliana memoria, che tutto osserva, controlla e immagazzina: come del resto succede in Cina, considerata una dittatura dagli Usa, faro invece (e si vede, anche in questa occasione, stermini e guerra in mezzo mondo a parte) di libertà & democrazia.
Gli ipertecnologiche dispositivi griffati AXIOS sono regolarmente venduti a Tel Aviv, che così rifornisce con bodycam e taser le sue forze di polizia e le guardie carcerarie, che ne fanno ottimo e largo uso per torturare regolarmente i prigionieri palestinesi.
Tornando a bomba, ossia a Skydio, le maxi forniture alle metropoli a stelle e strisce non hanno fatto certo dimenticare quelle, sempre massicce, in direzione Tel Aviv: nelle ultime settimane altri 100 droni per equipaggiarne l’esercito killer, IDF. E da non dimenticare una sempre più stretta collaborazione con una società israeliana, ‘DEFENCE SYNC’, che produce droni militari ma, soprattutto, opera come intermediario tra le aziende produttrici e lo stesso IDF.
Passiamo infine all’azionariato di Skydio. Che ci riporta inevitabilmente a Tel Aviv. Perché il propellente iniziale (e anche oggi) è stato fornito da un tandem di sionisti doc, Marc Andreessen e Ben Horowitz, a bordo di una sfilza di sigle capeggiate da ‘a16z’. Pochi mesi fa hanno incontrato i vertici di alcune aziende, fondate da ex criminali di guerra IDF e della famigerata Unità 8200.
Tra gli altri che hanno putato le loro fiches su Skydio, ecco due sigle da novanta.
Come ‘NEXT 47’, il cui ufficio israeliano è diretto da Moshe Zilberstein, per anni impegnato nel centro di spionaggio informatico dell’onnipresente IDF.
E come ‘HERCULES CAPITAL’ che può contare su un amministratole delegato di gran peso come Ella-Tamar Adnahan: una israelo-americana meglio conosciuta come “la banchiera tecnologica di Israele negli Stati Uniti”.
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