Individui come Trump, Netanyahu, Orban, Erdogan, i tiranni di Cina e Corea del Nord e ‘nel piccolo’ l’Italia ‘melonastica’ di Giorgia, Arianna e affiliati, esercitano la violenza fisica o della repressione dispotica per autocratica intolleranza del dissenso: giornali soppressi, giornalisti minacciati, sommersi di querele, imprigionati, avvelenati. Scopriamo che il al 50 e più percento di disumani sostenitori di Netanyahu, tenta di opporsi il popolo democratico, ma non solo. Contestano il genocidio anche miliziani spediti a massacrare uomini, donne, bambini palestinesi oltre all’élite di intellettuali che denuncia coraggiosamente il regime della destra. I crimini compiuti dall’esercito israeliano a Gaza sono cancellati da false indagini ‘interne’ come la complicità dei soldati israeliani per le aggressioni dei coloni in Cisgiordania. (Aggredita e ferita una donna che raccoglieva olive dei suoi alberi). P pugno duro per chi diffonde video degli abusi inflitti ai palestinesi, caccia all’uomo che secondo Netanyahu ha ‘impropriamente’ (!!!) diffuso il video di orrendi abusi. Il filmato ha eluso la censura e quanto racconta è raccapricciante. Un detenuto viene calpestato mentre è a terra, sottoposto a scariche elettriche, torturato con un pugnale che gli provoca feriteo al retto. Incriminazione per cinque di militari riservisti, incaricati di sorvegliare i detenuti a Sde Temain.
MANDATO D’ARRESTO per l’ex procuratrice militare Yifat Tomer-Yerushalmi, che ha denunciato le torture sui prigionieri palestinesi. L’accusa è di “ostruzione alla giustizia per aver arrecato danni immensi all’immagine dello Stato d’Israele e delle Forze di Difesa Israeliane, ai nostri soldati”. Netanyahu: “È l’attacco d’immagine più grave che lo Stato d’Israele abbia subito dalla sua nascita. Non ricordo nulla di altrettanto mirato e intenso”. Tomer-Yerushalmi si è dimessa ed è sparita nel nulla, nonostante la mobilitazione di tutti i mezzi a disposizione per trovarla. L’ex procuratrice è stata poi fermata nei pressi della spiaggia di spiaggia di Hatzuk a Tel Aviv e la sua auto è stata ritrovata, con una lettera al suo interno, contenuto non rivelato. Che sia ancora in vita è davvero difficile da credere.
MENO DRAMMATICO, ma egualmente indicativo della repressione della libertà di critica al potere che grava sull’informazione italiana è il ‘caso Report’, la mega multa (150mila euro), comminata dall’Authority per la Privacy a Ranucci per aver pubblicato la telefonata della moglie a Sangiuliano perché cancellasse il contratto di consulente del ministero della Cultura predisposto per l’‘amica’ imprenditrice Boccia. Ranucci ha denunciato la probabile collusione di Ghiglia, esponente di fede Fratelli d’Italia dell’Authority con i vertici della destra, sorpreso il giorno precedente alla ‘sanzione’ mentre entra nella sede del partito dove ha incontrato Arianna Meloni.
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.






























