BIBI NETANYAHU DA SEMPRE PRO HAMAS / LA DENUNCIA DI YUVAL RABIN

Parole, parole, parole.

Che pesano come macigni nell’attuale mondo impazzito, capovolto.

Le ultime di Donald Trump nel corso di un’intervista alla CBS. “Il cessate il fuoco a Gaza è molto solido. Sono sicuro che reggerà”. Mentre continuano i massacri dei civili palestinesi, solo su scala appena ridotta; mentre i coloni in Cisgiordania hanno impresso un’accelerazione all’occupazione illegale del territorio e alla mattanza degli abitanti palestinesi.

Alla domanda della giornalista sul premier di Tel Aviv, Bibi Netanyahu, così risponde il ‘Tycoon’: “Un uomo di grande talento. Ho lavorato e lavoro molto bene con lui. E’ il tipo di persona di cui c’era bisogno in Israele in quel momento”. Dimenticando che il boia di Tel Aviv governa ininterrottamente dal 2009.

Sul processo per corruzione, frode e violazione della pubblica fiducia che lo vede sul banco degli imputati davanti all’Alta Corte di Tel Aviv fin dal 2022, così parla ‘The Donald’: “Se e quando e ci sarà il processo aiuterà il mio amico”. Del resto poco più di un mese fa, davanti alla Knesset per magnificare il suo Piano in 20 punti per la ‘Rinascita di Gaza’, esortò il presidente israeliano Isaac Herzog a concedere la grazia al sodale nel genocidio del popolo palestinese.

Passiamo alle ‘storiche’ parole pronunciate dal boia davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite un mese e mezzo fa, il 26 settembre scorso. Altri giganteschi macigni. Si domandò e domandò il killer: “I nazisti chiesero forse agli ebrei di andarsene gentilmente?”, ossia “Did the Nazis ask the Jews to leave? Kindly leave?”.

Ed ebbe il coraggio di proseguire: “Un Paese che sta commettendo un genocidio, implorerebbe la popolazione civile che dovrebbe essere il suo obiettivo di mettersi la riparo?”.

Ai confini della realtà. Il kapo’ di Tel Aviv, in un clamoroso outing, getta la maschera e finalmente si auto-colloca sullo stesso, identico piano di Adolf Hitler.

Yuval Rabin. Sopra, l’abbraccio fra Donald Trump e Bibi Netanyahu

Come hanno fatto i media ad insabbiare, ad occultare, a nascondere ai cittadini-lettori-ascoltatori queste parole che restano vergognosamente scolpite nella storia?

Altre ‘Parole’ di fuoco, ugualmente ‘storiche’, quelle pochi giorni fa pronunciate da Yuval Rabin, figlio del mitico presidente israeliano Yitzhak Rabin, il premio Nobel per la Pace assassinato esattamente 30 anni fa da un fanatico ultrasionista.

Avverte il mondo, il coraggioso Yuval, che i vertici politici israeliani stanno oggi alimentando lo stesso clima di odio e di violenza che allora portò all’omicidio del padre.

Sulla figura di Netanyahu osserva: “E’ un uomo totalmente distaccato, non sente, non ascolta. Pensa solo e soltanto a quale profitto può trarre da una situazione. E’ motivato unicamente dall’opinione pubblica e dalla sua sopravvivenza personale e politica”.

Poi va giù duro: “E’ un sostenitore da sempre di Hamas: non è più un segreto, quella era la sua strategia. E’ ora di chiarirlo: qual è il ruolo di Netanyahu in tutta questa vicenda? Blatera parole vuote e senza senso. Quante volte ha promesso di sradicare Hamas? Perché non l’ha mai fatto?”.

Poi rammenta: “Nel 2009 Netanyahu ha detto: chi si prenderà cura di Hamas? Israele è gestita come un bordello”.

E sull’esecutivo di Tel Aviv: “Chi sono i ministri del governo? Chi potrebbe mai immaginare di lasciare che Smotrich sia ministro delle finanze? A meno che non si tratti di interessi personali, per proteggersi…”.

La Voce ha tante volte acceso i riflettori sui legami politico-finanziari tra Hamas e Netanyahu in funzione anti Autorità Nazionale Palestinese. Soprattutto un’inchiesta pubblicata a pochi giorni dal famigerato 7 ottobre,

HAMAS / ECCO COME E’ CRESCIUTA GRAZIE A BIBI NETANYAHU & C.

messa in rete il 21 ottobre 2023

Parole di fuoco anche quelle appena pronunciate da uno storico e politologo ebreo statunitense, Norman Gary Finkelstein, autore del fresco “I becchini di Gaza: Un’Inchiesta sulla Corruzione nelle Alte Sfere”, in originale “Gaza’s Gravediggers: An Inquiriy into Corruption in High Places”; e del non meno significativo “L’Industria dell’Olocausto”.

Massacri di civili a Gaza

Punta il dito contro il “suprematismo ebraico”. Ma non si tratta solo dal caso-Netanyahu: perché a suo parere il seme della discordia, il virus dell’odio, dell’intolleranza e del suprematismo, appunto, si annida profondamente nella società israeliana che nella sua gran parte ritiene gli abitanti di Gaza “parassiti, spazzatura, rifiuti umani”. Per questo motivo i militari dell’esercito killer di Tel Aviv (IDF) si sentono legittimati alle peggiori atrocità e ai più luridi obbrobri, ammazzando i bambini – descrive – “come fosse un hobby”.

E fa riferimento, Finkelstein, agli ultimi sondaggi che parlano in modo esplicito: il 70-75 per cento della popolazione crede che “nessun palestinese sia innocente”. Incredibile ma vero.

Netanyahu – spiega – continua a restare al potere perché è lo specchio di una società odioso, narcisista e suprematista. Votano per lui perché non è solo il volto della società israeliana, ma la sua realtà più profonda”.

Siamo piombati nell’abisso. Che più profondo, allucinante e NERO non si può.


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