MOSSAD / ULTIMA OPERAZIONE – IL “VOLO” A PARIGI DELL’AMBASCIATORE SUDAFRICANO…

C’è la mano del MOSSAD, il potentissimo servizio segreto israeliano che si occupa delle (sporche) operazioni estere (per gli affari interni provvede lo ‘SHIN BET’), dietro al ‘VOLO’ dell’ambasciatore sudafricano Nathi Mthethwa dal 22° piano dell’Hotel Regency della capitale meno di un mese fa, la mattina presto del 30 settembre.

Un giallo in piena regola, e subito ‘coperto’ dalle autorità investigative parigine che parlano di ‘suicidio’, non avendo rilevato alcuna traccia di violenza o trascinamento del corpo.

Nathi Mthethwa

Invece le zone d’ombra sono tante, e portano tutte in direzione di Tel Aviv. Per una serie di fatti ‘storici’ e ‘attuali’.

Le autorità sudafricane, comunque, hanno inviato a Parigi un team investigativo di 5 agenti SAPS (l’intelligence di Pretoria), capeggiati dal generale Bodgani Maquashalala, per collaborare con gli 007 francesi.

Partiamo dai fatti e dalle anomalie.

 

LE ANOMALIE DEL “VOLO

L’ambasciatore – che ha ricoperto anche la carica di ministro della Sicurezza nel governo di Pretoria – aveva prenotato la stanza al 22° piano per il 27 e 28 settembre una decina di giorni prima. Poi un inspiegabile e inspiegato cambiamento al 29 settembre. Ecco il primo elemento che suscita non pochi sospetti.

Bibi Netanyahu

Ma c’è un paio di altri segnali che più grossi non si può, eppure fino a questo momento ignorati dagli non troppo solerti investigatori transalpini. La finestra della camera era ‘sigillata’, e risulta ‘forzata’; e sulla scena del crimine ci sono delle forbici, che sarebbero servite all’operazione.

Ben strano modo di togliersi la vita: forzare una finestra per poi volar giù. Quando ci sono comode pastiglie per raggiungere lo stesso scopo in modo molto meno difficile e cruento.

Come detto, gli inquirenti transalpini a botta calda fanno notare che “non ci sono risultanze che portano ad un intervento di terzi” e che “il corpo non presenta segni di trascinamento”.  Circostanze risibili e, come vedremo dopo, comuni ad altri gialli e misteri, ovviamente irrisolti, di casa nostra.

 

IL QUADRO “POLITICO”

Passiamo al contesto ‘politico’. Il Sudafrica è stata la prima nazione, a livello internazionale, a presentare una denuncia di GENOCIDIO (per lo sterminio nella Striscia di Gaza) nei confronti dello Stato di Israele davanti alla Corte Penale Internazionale (CPI) dell’Aja: ha fatto in sostanza da apripista ad altre denunce, arrivate in seguito.

La sede della Corte Penale Internazionale

Ecco una significativa cronologia.

2023, Pretoria presenta il suo j’accuse.

Pochi mesi dopo CPI risponde che l’accusa di GENOCIDIO è “plausibile”.

  1. Il Sudafrica presenta carte, documenti & memorie per un totale di 750 pagine a suffragio della propria denuncia, e allega la bellezza di 4.000 ‘prove’.

Sbotta il premier nazi che governa ininterrottamente a Tel Aviv dal 2009 , Bibi Netanyahu: “Nessuna Corte può fermarci. Neanche quella dell’Aja”.

E infatti i suoi rastrellamenti proseguono ininterrottamente: e addirittura le esecuzioni di civili palestinesi continuano anche dopo la tregua farlocca e il fantasioso ‘Piano di Rinascita’ per Gaza stilato in 20, farneticanti punti, dal padrone del mondo, Donald Trump, sempre più in combutta con il kapò di Telv Aviv.

Un altro elemento da non poco. Guarda caso, proprio il giorno prima del ‘volo’ dall’hotel parigino dell’ambasciatore sudafricano, lo stesso Netanyahu aveva ammonito nel corso di una conferenza stampa sul futuribile ‘Piano di Pace’: “Comunque devono cessare le tutte le cause legali intentate contro di noi davanti alla Corte Penale Internazionale e alla Corte Internazionale di Giustizia”.

Non basta. Perché è di queste ore l’ennesimo rinvio che il premier boia è riuscito ad ottenere dalla Corte Suprema di Tel Aviv per il maxi processo a base di corruzione che lo vede coinvolto fin da prima dallo scoppio del conflitto.

 

LE CONNECTION CON I “SERVIZI” EUROPEI

Passiamo adesso alla densa story dei rapporti tra il MOSSAD e i sempre genuflessi servizi segreti europei: che la dice lunga anche sul fresco ‘volo’ parigino. CIA, ovviamente, a parte: perchè storicamente agisce in perfetta sinergia con il MOSSAD da decenni.

Fin dal 1965 la ospitale capitale francese viene descritta dagli allora esperti di affari internazionali come “la più importante base operativa del MOSSAD per le sue operazioni”. Uno 007 parigino la definiva addirittura “Il Parco Giochi del Mossad”.

Ciò riemerge in un significativo reportage pubblicato da Le Monde’ a luglio 2018, “L’ombre du Mossad plans sur Paris”, un titolo che più inequivocabile davvero non si può.

Basil Al Kubaisi

Una rapida carrellata di esecuzioni eccellenti.

  1. Basil Al Kubaisi, docente di diritto internazionale all’Università Americana di Beirut, viene crivellato a Parigi con 12 colpi mentre rientra a casa.
  2. 1992. Atet Bseiso, alto funzionario dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), viene fatto fuori all’uscita da un hotel di Montparnasse: poche ore prima si era incontrato con alcuni vertici del controspionaggio francese.
  3. 2010. Mohamoud al-Mabhouh, importante dirigente di Hamas, viene ammazzato nella sua stanza al ‘Campanile Hotel’ del 13° arrondissement: la matrice è targata MOSSAD, come dettaglia una ricostruzione pubblicata da ‘Le Monde’.

Eccoci ad altre testimonianze da non poco, circa i rapporti del MOSSAD con i Servizi europei.

Aviv Guttmann, autorevole storica specializzata in strategia e intelligence alla ‘Oxford Academy’, sostiene e documenta nelle sue pubblicazioni che “negli ultimi decenni le agenzie europee di intelligence e servizi segreti hanno regolarmente agito in sinergia col Mossad, collaborando concretamente alle campagne di assassinii  di esponenti politici rivali all’estero in modo totalmente coperto”. Ossia segreto, of course.

Non è finita qui. Perché è fresco fresco, di appena qualche mese fa, maggio 2025, un non poco esplosivo dossier che dettaglia tutte le connection criminali. Già il titolo parla da solo: “Exposed: Role of Western spy network in 1970 assassinations of Palestinians in Europe”, ovviamente in combutta col MOSSAD.

Dicevamo all’inizio circa le forti somiglianze tra l’assassinio (pardòn, il ‘suicidio’) dell’ambasciatore sudafricano a Parigi e alcuni gialli di casa nostra.

David Rossi

In prima fila il giallo del ‘volo’ di David Rossi dal quinto piano di Palazzo Salimbeni, storica sede del Monte dei Paschi di Siena. A quasi 12 anni di distanza non è ancora stato risolto dalla magistratura, totalmente ‘cieca’, per usare un eufemismo. Un suicidio che non sta né in cielo né in terra, come la Voce ha più volte documento e denunciato.

Così come quello sul ‘suicidio’ del nostro campione di ciclismo Marco Pantani: fatto fuori dalla camorra, di tutta evidenza, perché “doveva morire” dopo la lurida connection al Giro d’Italia 1999. Un altro ‘suicidio’, sempre secondo gli inquirenti: anche stavolta totalmente ciechi.

 

Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra del nostro sito, e digitare DAVID ROSSI e MARCO PANTANI per rileggerne di tutti i colori.

Infine vi invitiamo a ridare una sbirciatina ad un pezzo che abbiamo messo in rete un paio di settimane fa, sul ruolo che avrebbe svolto il MOSSAD (ovviamente in combutta con la CIA e i Servizi di casa nostra) perché Aldo Moro “DOVEVA MORIRE”. E’ infatti del 6 ottobre scorso

ALDO MORO / PER LA CIA “DOVEVA MORIRE”. E ANCHE PER IL MOSSAD

Ma tutte queste cose, su Gialli e Misteri d’Italia, e soprattutto sui maxi Depistaggi di Stato, non le trovate certo sui media di regime, ormai totalmente cloroformizzati e omologati: con la consegna del più totale silenzio… 


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