GIORNALETTISMO

Difesa a oltranza del giornalismo indipendente, ma ghigliottina per chi attenta alla libertà di pensiero, di stampa, del dissenso verso chi detiene il potere, qualunque sia la sua matrice politica. Niente da aggiungere alla denuncia dello s-governo Meloni che mette il bavaglio all’informazione in evidente parallelismo con i regimi autoritari di Trump, Putin, di Cina, Turchia, Ungheria e un altro mezzo mondo, all’ignominia di chi reprime il dissenso con minacce, attentati, perfino omicidi. Dolore, riconoscenza per i giornalisti inviati di guerra vittime di bombe, missili, cecchini. Rabbia, indignazione, per i duecento reporter che da Gaza hanno raccontato le atrocità del genocidio e non sono tornati a casa. Ma…ma niente assoluzione per esempi di degenerazione del ‘mestiere’ di informare.
Domande: “È giornalismo l’accanimento di iscritti all’ordine professionale e principali supporter del gossip che spiano i personaggi alla ribalta della notorietà e alimentano la libido di chi pratica il pettegolezzo?” “Cosa nasconde il frenetico martellamento di pseudo criminologi della carta stampata e del sistema radiotelevisivo che si tuffano su casi di cronaca nera e resettano i rispettivi strumenti divulgativi per un tam-tam mediatico sul ‘caso Garlasco’ che occupa con un tormentone senza fine la centralità dell’informazione?” Che dire della remissività che usa il giornalismo a colpi reiterati di clava per distogliere i suoi fruitori dalla realtà, e lo deturpa come megafono di malgoverno della partitocrazia?
Supportano questa antitesi al buon giornalismo episodi in corso perfettamente sincronici con quanto si addebita al giornalismo discreditato. Bersaglio di critiche, perfino violente e di lodi non di rado eccessive, Sinner, dominatore del tennis, se ne sta con evidente disagio nel bel mezzo di un’ossessionante attenzione e non solo per la straordinaria qualità di atleta. “È italiano se nato in Sud Tirolo? Stenta a parlare disinvoltamente nella nostra lingua?” “Si è dopato?”. Can-can di giudizi, opinioni, attacchi e difese, indiscrezioni sulla vita sentimentale, indagini scandalizzate sul conto corrente miliardario, la residenza in quel di Montecarlo paradiso fiscale, i pro e i contro di ex tennisti, di giocatori in attività.
Secondo step della riflessione: il Napoli umiliato dall’Eindhoven ha smentito i profeti di sventure, se l’è vista con la stimata potenza nordista dell’Inter, lo ha rispedito in quel di Milano con la coda tra le gambe per l’uno a tre subìto dagli azzurri. L’evento offe al giornalismo sportivo e non, ai social, agli studi Rai, Mediaset, Sky, all’ emittenza privata l’argomento per coinvolgere calciofili e osservatori di altro genere in una polemica che non ha precedenti: “Era rigore in fallo in area su Di Lorenzo? Sul caso il server che inonda il pc di notizie si affolla di titoli, articoli, interviste, dibattiti, tesi a fornire al ‘mondo Inter’ motivi di distrazione dalla realtà e cioè che la formazione di Chivu è stata dominata da McTominay e compagni. Nessuna illusione: di Mariani arbitro del match, del guardalinee, del Var, della rissa Conte-Lautaro, saremo bombardati ancora e chissà per quanto tempo. Ovvero, giornalismo asservito alla distrazione di massa.

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