Partenopea ‘doc’

Comprensibile la frequentazione quasi ossessionante di Paolo Mieli degli studi televisivi Rai, Mediaset, la7.  È perfezione assoluta il suo disinvolto stare con un piede in due scarpe, protagonista ideologo del bilanciamento sinistra-destra e soprattutto centro della dialettica politica, preziosa toppa per lo zoppicante rispetto della cosiddetta ’par condicio’. Per Mieli interviene provvidenziale il ‘caso’ della candidatura alla regione Campania di una docente palestinese profondamente napoletanizza e Mieli ritiene sia  l’opportunità per manifestare il suo collaudato equilibrismo, ma lo elude brutalmente.

“SONO PALESTINESE E SONO ANCHE NAPOLETANA, sono orgogliosa di essere napoletana, sono napoletana doc! Parole di Souzan Fatayer docente universitaria della Federico II, indotta a rispondere allo sprezzante, para razzista, filo israeliano commento di Paolo Mieli per la sua candidatura con la sinistra: “Quella signora in leggerissimo sovrappeso (certo lei non è c anoressica, ndr) proposta da Avs”. Voce fuori campo del video: “Quindi non è lei ad essere in sovrappeso, sono i palestinesi ad essere denutriti. La docente: “Già, Mieli non sa che significa la fame, non l’ha sofferta, non sa cos’è e io ricevo odio non in quanto candidata ma perché palestinese. Questo mi dà fastidio”. Mieli: “Lì (in Palestina, ndr) la campagna è sulla fame, la carestia”. Lei: “Ma io sono a Napoli, a Napoli non si muore di game”.  L’intervistatore: “Sotto a un video postato c’era la scritta ‘Hitler non ha finito bene il lavoro’” (come a sottolineare che la docente giudica nazismo il massacro dei palestinesi). E lei: “Io non l’ho vista, non l’avrei mai messa. Non accetto il nazismo, il fascismo, l’uccisione di innocenti, che siano israeliani o palestinesi”. Cita le ignobili dichiarazioni dell’ambasciatore israeliano: “Bisogna distruggere Gaza, tutta Gaza, questo male assoluto”.  Domanda: “Perché candidata per il voto regionale della Campania” “Da napoletana ho a cuore la difesa dei diritti fondamentali, il lavoro, la sanità, la scuola, l’università dove insegno e conosco il disagio degli studenti”. Il post intervista ha spinto l’equilibrista Mieli a ingranare la retromarcia: “Ho impropriamente ironizzato, è stato un intervento assolutamente inappropriato”.


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