Tutto il dolore, lo sdegno per la tragedia dell’olocausto e la barbarie del 7 ottobre, Israele se li è ‘giocati’ con il genocidio del popolo palestinese, con la strage degli innocenti e la Striscia ridotta a un cumulo informe di macerie che si teme abbia seppellito chissà quanti altri uomini, donne, bambini. È rabbia, perfino per odio e non per l’ebraismo, ma per la feroce disumanità di Netanyahu e di chi condivide ed esegue il macabro disegno di cancellare la Palestina dalla mappa geopolitica della Terra. Aggravanti del reato: l’ignobile tiro a segno sui disperai infila per una scodella di cibo caldo, il “me ne frego del cessate il fuoco”, i blocchi degli aiuti umanitari e da ultimo i corpi martoriati dei detenuti nelle carceri israeliane, le violenze subite da volontari della pace delle Flottille. Un altro attivista arrestato denuncia alla Procura di Roma: “Acqua sporca, braccia rotte, violenza. Torture. Si è perpetrata una completa violazione dei diritti umani. I militari, armati, hanno identificato gli attivisti, circa 300, poi li hanno privati di tutti gli effetti personali, li hanno ricercati imprimendo violenza fisica, ad alcuni attivisti è stato rotto un braccio. I militari hanno ammanettato gli attivisti dietro la schiena con delle fascette di plastica molto strette e hanno obbligato gli stessi a stare piegati, faccia a terra, portandoli poi
verso un piazzale assolato e costringendo gli equipaggi a stare in ginocchio con i bagagli dietro le spalle. a guardare sempre in basso, impedendogli di muoversi e di parlare, dando dei colpi sulla testa a chi si rifiutava Si chiede di accertare possibili responsabilità del governo italiano per essersi sottratto all’obbligo giuridico di proteggere i propri cittadini”. Cosa sia aspettava Israele, silenzio complice, giustificazioni omertose, condivisione del mondo indignato per la barbarie di Netanyahu il consenso di chi si augura che sia graziato per i reati commessi? Odio chiama odio, ecco l’esito della vendetta che gli israeliani hanno messo nelle mani criminali della destra, non dell’ebraismo, ma di un sordido premier.
Nell’immagine, Giorgia Meloni secondo Rino Schettini
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