Esagero? Ma no, l’amore viscerale per il basket inorridisce: noi della pallacanestro abbiamo detestato le degenerazioni del calcio e condannato le fascisterie degli ultra, le violenze razziste, il campanilismo violento, i cori “arbitro venduto, cornuto, devi moire” la subcultura dell’ignoranza di “Vesuvio erutta”, l’esasperazione agonistica di attentati alle gambe degli avversari, le vigliacche gomitate e per capirci, chi dimentica la testata di Zitane al nostro Materazzi, i “buu, scimmia” ai giocatori neri che fanno grande il basket? Ora è orrore per quanto è accaduto dopo il confronto tra le squadre di Rieti e di Pistoia che purtroppo cancella l’orgoglio ammirato di noi del basket per la qualità superiore di chi lo pratica e di chi riempie i palasport per goderne. I tifosi degli atleti del Pistoia tornavano in Toscana dopo la gara quando il mondo del basket si è macchiato dell’assurdo reato finora commesso dai tifosi del calcio: assalto a sassate al pullman, un mattone ha sfondato il parabrezza e ha ucciso il secondo autista. Svaniscono ricordi suggestivi: l’approccio alla pallacanestro di noi numerosi nipoti di uno zio giocatore della nazionale, l’esordio nei campionati minori, gli appassionanti tornei tra licei, il seguito con la gloriosa Partenope. Dismesse le scarpette di allora, le Superga, il racconto radiotelevisivo per la Rai, in diretta Tgr la cronaca di minuti finali dello scudetto conquistato a Milano dalla Juve Caserta, il privilegio di ammirare a bordo campo le meraviglie del dream team Usa a Barcellona, Olimpiadi del ’90: lealtà, rispetto, pubblico caloroso ma corretto. Tutto svanisce, cancellato dal fattaccio dell’assalto al pullman dei toscani. Rifugiarsi nella passione per il ping-pong
ODIATA la signorina presidentessa del consiglio? Ella, spalleggiata dal surreale ministro dell’Interno Piantedosi e dalla truppa di governo, per non perdere consensi si inventa vittima di odio, minacce, mandanti di ‘tipi’ che presidiano la sua abitazione, super protetta dalla scorta, per intimorirla. Lamento permanente, eterno vittimismo. E ha memoria corta per l’odio all’inverso che nutre verso per la Schlein, Ilaria Salis, la sindaca di Genova Sala, Saviano, Boldrini, Landini, chi non ha i capelli biondi e gli occhi azzurri, i migranti, le Flottille, il dissenso, la magistratura indipendente, il sindacalismo, i volontari delle Ong, la ricchezza patrimoniale delle cultura di sinistra (intellettuali, scrittori e artisti di sinistra), i capitoli per lei ‘scomodi’ della Costituzione, Ranucci, Floris, Augias, Gramellini, Cazzullo, Carofiglio, Scurati, i partigiani, gli omosessuali, Stefano Massina, i preti socialmente impegnati, Marco da Milano, Iacona, Geppi Cucciari, Fazio, la Gabanelli, la redazione la7 e altri mille ‘nemici’. E l’atteggiamento opposto: non odia il genocida Netanyahu, che di pace non vuol proprio saperne, continua nello sterminio dei palestinesi e consegna ai familiari i corpi dei detenuti uccisi, torturati: mani legate dietro la schiena, facce con tracce di sangue rappreso, corde al collo, occhi bendati, poveri vestiti stracciati. (Allegata l’interpretazione-vignetta di Rino Schettini).
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