PRESI A CALCI

Enciclopedia Treccani: disciplina filosofica che studia le azioni umane e la loro moralità, cercando di determinare cosa sia il bene e quali siano i principi che dovrebbero guidare il comportamento politico, giuridico o morale dell’uomo per vivere in modo giusto e ordinato: Netanyahu invita Oslo a riservare il Nobel della pace all’amico Trump, riconosciuto complice del genocidio. Con una capriola da circo equestre il progetto osceno e volutamente raffazzonato proposto dal diabolico terzetto Trump, Netanyahu, Arabi contraddice il trionfalismo di promotori della pace e svela i suoi chiari obiettivi: mettere in parentesi il genocidio del criminale israeliano e poi assolverlo profittando del clamore per la ‘nuova’ Gaza, assolvere Trump dal reato di complicità, accelerare il via alla fase due, che prevede di liberare rapidamente Gaza dalle macerie e ‘festeggiare’ la prima pietra della più gigantesca operazione immobiliare, che arricchirà il tycoon, il genocida Netanyahu e qualche emiro arabo. Pensarlo non è un maligno j’accuse dell’immoralità di chi, senza prove, si attribuisce il merito di un’ipotesi di pace (a senso unico) sbandierata dalla destra mondiale e accolta acriticamente anche da quote non marginali di oppositori. Lo certifica l’affrettata disponibilità dell’Italia a partecipare alla ricostruzione di Gaza, avanzata da Tajani a nome del governo di cui fa parte, non a caso in prosecuzione del berlusconismo: “Siamo pronti a partecipare attivamente alla fase della ricostruzione dello Stato palestinese, ma anche della ricostruzione delle parti distrutte durante questa guerra. Come dire “piatto ricco, mi ci ficco!”. Amira Hass, scrittrice e giornalista israeliana conosciuta a livello internazionale per aver descritto la vita dei palestinesi in Cisgiordania e a Gaza, dove lei stessa ha vissuto per alcuni anni: “Il piano di Trump è un guazzabuglio di slogan, non dà reali garanzie sul futuro”.
È VIETATO ARCHIVIARE passato e presente del genocidio, la disumanità di Netanyahu e degli israeliani che condividono il massacro del popolo palestinese. Il ‘caso’ Thunberg’ e degli attivisti arrestati aggiunge molti perché. Nelle mani dei militari al servizio di Netanyahu la giovanissima Greta è stata trattata in modo disumano, sottoposta a trattamenti indegni. Ha denunciato: “Quasi niente acqua e cibo”. Cita eruzioni cutanee che sospetta procurate da cimici nella cella. L’attivista Ersin Celik: “Ce l’avevano con lei perché è un personaggio pubblico che si è esposto negli ultimi mesi contro Israele”. Ikbal Gurpınar: “Ci hanno tenuto per ore sotto il sole, senz’acqua, ci hanno impedito di tornare in possesso delle nostre medicine, ci hanno svegliati alle tre del mattino con cani e cecchini che entravano nelle nostre stanze, ci svegliavano ogni due ore per impedirci di dormire. Possiamo solo immaginare cosa fanno ai palestinesi”. Il giornalista italiano Lorenzo D’Agostino: “Ci hanno gettato a terra, siamo stati presi a calci. Greta Thunberg è stata umiliata, avvolta in una bandiera israeliana ed esibita come un trofeo”. Il ministro della Sicurezza Ben Gvir si è assicurato che fossimo trattati come terroristi.

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