Gaza, altrimenti cosa?

[So di abusare di Facebook: gli articoli pubblicati nei profili non dovrebbe occupare spazi eccessivi, ma uno strappo all’autoregolamentazione, oggi lo impone la complessità della tragedia in corso nella Striscia].

IL TERMINE GIURIDICO DI GENOCIDIO fu coniato da Raphael Lemkin nel 1944 e con esso si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale: (a) uccisione di membri del gruppo; (b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo; (c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale; (d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo; (e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro. Come tale venne definito crimine internazionale il 9 dicembre 1948, con l’approvazione da parte delle Nazioni Unite della Convenzione per la Prevenzione e la Repressione del Crimine di Genocidio. È proprio quanto avviene dall’indomani del 7 a Gaza, ma Netanyau, in un’aula dell’assemblea Onu quasi completamente deserta, ha osato affermare di non essere un criminale genocida.

MANIFESTAZIONI e proteste a New York davanti all’albergo che ospita il premier israeliano Benjamin Netanyahu in vista dell’intervento alle Nazioni Unite. In strada, sostenitori della causa palestinese, contro la politica dello Stato ebraico, contestano e la presenza del criminale responsabile del massacro di palestinesi. TAJANI, pavido ministro per grazia ricevuta dalla signorina presidentessa del consiglio e sostenuta dai Berlusconi juniores, insulta l’attore Enzo Iacchetti che ha imputato al governo italiano, alla Meloni, complicità indirette nella strage di innocenti di Gaza che il mondo condanna: “È un bugiardo, non può accusare il Governo su Gaza. Fa il comico, non sa niente”. L’unico che non sa niente o finge di non sapere niente è proprio Tajani e ricorre a toni razzisti.

A PROPOSITO DI COMICITÀ, genere che implica intelligenza acuta e occhi aperti sulla società, Teresa Mannino irride Meloni, ne indossa (malvolentieri) i panni e sulla missione umanitaria della Global Sumud Flotilla le fa dire: “Voi (i volontari, ndr) siete irresponsabili, presuntuosi, egocentrici marinaretti con un nome impronunciabile, com’è che vi chiamate? Global qualche cosa. Vi siete fissati di dover portare gli aiuti umanitari a Gaza, quando sarebbe bastato farmi una telefonata e se non hai il numero te lo procuri e sarei immediatamente saltata sull’acqua scooter presidenziale, a motore, veloce, insieme a Tajani, che è maschio e ha il senso dell’orientamento. In poche ore gli aiuti umanitari sarebbero arrivati a Gaza. Perché non l’abbiamo fatto? Perché l’acqua scooter era dal meccanico, in assistenza e Tajani aveva pure i reumatismi. Comunque; pizza, maccheroni per tutti e una pastarella non gliela vuoi portare? (Le famose ‘pastarelle’ menzionate dalla premier a ‘Domenica In durante la scandalosa incursione autopropagandistica, mentre definiva “irresponsabili” i volontari che si sono imbarcati).

TORNANDO ALLA SERIETÀ della tragedia di Gaza, la dichiarazione di Landini, segretario generale della Cgil: “Siamo pronti allo sciopero generale se la missione di Flotilla viene bloccata, se vengono sequestrate le navi, se c’è un nuovo attacco. L’obiettivo è fermare l’invasione e il governo Netanyahu, riconoscere lo Stato palestinese, far arrivare gli aiuti a Gaza, impedire il genocidio in corso”.

IL PRESIDENTE DELLA CEI, cardinale arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi: “A certi giornalisti toglierei la ‘patente’. Dicono che a Gaza si sta benissimo. Vuol dire che non sono giornalisti, sono venduti”.

NICOLA FRATOIANNI, DI AVS: “L’aula plenaria dell’Onu, presente Netanyahu, desolatamente vuota, è un atto di accusa nei confronti di un governo di fanatici che ancor oggi ha usato parole agghiaccianti: ‘Dobbiamo finire il lavoro’. Non ci sono parole di fronte al genocidio di 65mila morti e alla distruzione di Gaza”.

“NETANYAHU CRIMINALE PAZZO”, così è scritto su uno striscione che campeggia all’ingresso del cinema Nuovo Sacher, a Roma, la sala di Nanni Moretti.

L’INCREDIBILE GIORGIA: “Non sono stupida: quello che accade in Italia non ha come obiettivo alleviare la sofferenza della popolazione di Gaza, ma attaccare il governo italiano. Trovo oggettivamente irresponsabile usare la sofferenza a Gaza per attaccare il governo”.

ARTURO SCOTTO, DEPUTATO DEM (“orgogliosamente napoletano e di sinistra”) replica a Giorgia: “Nessuno ha scelto di imbarcarsi per darle fastidio…”.

AL FESTIVAL DEL CINEMA di San Sebastián, Jennifer Lawrence: “A Gaza è in corso un genocidio e l’indifferenza non è più tollerabile. Sono terrorizzata ed è mortificante ciò che accade… Ho paura per i miei figli, per tutti i nostri figli”.

SI CHIAMAVA TASNEEM l’operatrice umanitaria 27enne uccisa a Gaza dagli attacchi israeliani. La giovane, che lavorava per Juzoor for Health and Community Development, partner di Oxfam, è stata assassinata sul suolo palestinese insieme ai due figli di 5 e 3 anni. La donna era incinta del suo quarto figlio dopo che l’anno scorso ne aveva perso un altro di appena 3 anni.

IL MEDICO BASSAM ZAQUOT: “In un solo istante, il lavoro svolto dai nostri medici e operatori umanitari è stato cancellato. Sono 10 i centri medici distrutti dai raid israeliani. In questa situazione siamo costretti a sospendere il lavoro delle nostre équipe mediche mobili a Gaza per garantirne l’incolumità”.

COMMOZIONE A NAPOLI, lacrime per Gaza al concerto: “Se un bimbo muore, muore il mondo”. Durante il concerto ‘ Una, nessuna e centomila’, in Piazza del Plebiscito a Napoli, l’attrice Anna Foglietta si è resa protagonista di un toccante momento, dedicando un pensiero al genocidio di Gaza e, in particolar modo, ai bambini coinvolti.

ALL’OPERAZIONE ‘AIUTI A GAZA’ partecipa un’ampia coalizione internazionale: Global Movement to Gaza, Freedom Flotilla Coalition, Maghreb Sumud Flotilla e Sumud Nusantara, con oltre cinquanta navi rappresentanti di 44 Paesi. Non solo attivisti. Anche medici, avvocati, artisti, ingegneri navali, religiosi, sindacalisti, marinai professionisti e volontari, scrittori, attori, uomini e donne delle istituzioni, politici, premi Nobel e una nuova flotta si prepara a prendere il mare da Catania per Gaza, organizzata da Thousand Madleens to Gaza & Freedom Flotilla Coalition.

IN DISACCORDO con l’invito di Mattarella alla Flottilla di non proseguire fino a Gaza, l’operazione ‘aiuti’ va avanti.

LE ONG DENUNCIANO che Israele impone di togliere dai pacchi umanitari i prodotti essenziali, salva vita, ad alto contenuto energetico per donne e bambini.  La docente di diritto internazionale Francesca De Vittor chiarisce: “Se ragioniamo in termini di diritto internazionale, la Flotilla non commetterebbe nessun illecito nel portare gli aiuti perché il blocco navale a essere illegittimo”  


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