Si racconta che i servizi di sicurezza a protezione della signorina presidentessa del consiglio, sollecitati dalla sorella d’Italia Arianna abbiano sequestrato fotografia e video che ritraggono Giorgia con le braccia parallele verso l’alto. La notizia è per ora priva di conferme. Ma perché quella rappresentazione di resa? Perché in antitesi alle farneticazioni della destra sulle violenze di un manipolo di provocatori (sapremo mai chi li manda?) che a Milano hanno turbato l’oceanica e pacifica moltitudine dei Pro Pal, le piazze mobilitate per pretendere la fine del genocidio e che il governo esca dalla pavida scelta del governo di non riconoscere lo Stato della Palestina, hanno costretto Giorgia e uscire dal disumano silenzio sul massacro, a prendere le distanze da Trump e Netanyahu. La contestazione era sul punto di far implodere il consenso degli italiani al governo, cioè, la Meloni si è piegata alla volontà dei pacifisti solidali con il popolo di Gaza. Fa sapere che presenterà una ‘mozione parlamentare per il riconoscimento’, ma per non tradire la fama di furba ‘pro domo sua’ rimanda la decisione a quando Hamas avrà liberato gli ostaggi e sarà espulso da Gaza: tradotto vuol dire che per il governo italiano tutto è rinviato a “chissà quando”. Comunque l’annuncio conferma l’importanza della pressione popolare anche in questo caso più forte dell’interessata alleanza della destra con il criminale genocida e i suoi complici, con Trump e chi al tycoon è assoggettato. Giorgia non può illudersi di aver scongiurato il default politico per la posizione disumana di amichettismo con Netanyahu. Furba è furba, ma gli italiani lo sanno e possono trarne le conseguenze.
IL DE PROFUNDIS DI GIORGIA E BIBI
Netanyahu e il suo esercito di assassini sono stati di parola: Gaza rasa al suolo, ridotta in macerie, da sgombrare a operazione conclusa per dare il via alla gigantesca speculazione immobiliare mai operata al mondo. E “chi se ne frega se l’operazione ha massacrato il popolo palestinese. Giorgia e il suo vice all’unisono giustificano il cinico silenzio sulla strage del genocidio con questo tragicomico ragionamento: “Che c’è da riconoscere se non esiste uno Stato della Palestina (che hanno contribuito a cancellare per ‘interessata’ amicizia con Trump e Netanyahu?” Giorgia, la perfettina del silenzio disumano sulla strage di Gaza, rompe così il mutismo: “il riconoscimento della Palestina, di uno Stato che non esiste, sarebbe un azzardo”. E meno male quando lo dice non stringe tra le braccia la figlia che potrebbe evocare la strage dee ventimila bambini palestinesi vittime del genocida Netanyahu. Gli fa eco Gideon Sa’ar, truce ministro degli Esteri israeliano: “Appena sveglio ho rilevato che uno Stato della Palestina non esiste e finge di non sapere che lo hanno riconosciuto 150 Paesi del mondo. Esprimo apprezzamento per quei paesi che non si fanno trascinare in questa iniziativa (per esempio per l’Italia, ndr). I pacifisti della Flotilla saranno trattati da terroristi…questa Flotilla è connessa ad Hamas, che la sostiene”.
NESSUN PREGIUDIZIO, per non omologarci con chi pesca nel torbido della faziosità razzista, ma seri dubbi sull’autodifesa di Agnelli condannato alla minima condanna di 1 anno e 8 mesi (pena sospesa) per reati nella gestione amministrativa della Juventus. La condanna conferma il comportamento illecito del gruppo dirigente della ‘vecchia (e per nulla corretta, ndr) signora’ ma lo ridimensiona grazie all’escamotage del ricorso al ‘rito abbreviato’ che mette fine al processo ma equivale all’ammissione di colpa e però, consente ad Agnelli di dichiararsi innocente sapendo di non esserlo.
PONTIDA, CORI DI INGIURIE CONTRO NAPOLI E IL SUD: “Vesuvio erutta, Napoli distrutta”. La Lega: “Ragazzate di pochi”, nel tentativo fallito di sviare l’attenzione e non creare disagio alla Meloni che prova a colpevolizzare la con l’accusa di fomentare odio e violenza. Pontida 2025: l’odio filo conduttore della kermesse, i discorsi razzisti, sventolio di bandiere israeliane a sostegno del genocidio, in presenza di politici leghisti del Sud, uno per tutti il napoletano Cantalamessa. Zinzi, altro politico meridionale: “Vesuvio erutta” stata intonata da tifosi del Napoli” e lo dice senza arrossire di vergogna.
Sentenza stralciate dall’editoriale post Napoli-Pisa di Umberto Chiariello che con il calcio ha consolidata frequentazione: “Il Napoli questa sera vi ha dimostrato cosa significa la Champions da un punto di vista mentale innanzitutto, più che fisico. Il Napoli nel finale aveva giocatori cotti. McTominay non si reggeva in piedi. De Bruyne ha corso più di tutti, ma a due all’ora col suo passo lento…e non ha fatto una bella partita, non ha mai illuminato la scena, abbastanza elementare nei passaggi, tatticamente intelligente…ma di certo non è stato colui che ha preso per mano la squadra”. Leggere assolve la personale riflessione su De Bruyne che finora sembrerebbe arrivato a Napoli da pre pensionato di lusso, pago del suo straordinario passato.
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