Sono di immutato rispetto per la linea editoriale di ‘la Repubblica’ gestione De Benedetti paio di perle del giornalismo di qualità: “L’Amaca” di Michele Serra (nella foto) e “Posta e Risposta” di Francesco Merlo, rubrica conclusa con il quotidiano rituale di parole o frasi abusate soprattutto dai politicanti frequentatori di talk show, da ghigliottinare. I “caro Merlo” sono perle di saggezza e lo sono le illuminate riflessioni di risposte intelligentemente graffianti, molto più di articoli di sessanta righe. In questo 17 settembre di indignazione per la strage di innocenti palestinesi Serra firma un prezioso ricordo di Robert Redford, che si è speso per l’America dei giusti, contro la degenerazione del sovranismo e da ultimo contro l’attacco alla democrazia di soggetti come Trump. Merlo, con altrettanta efficacia commenta la lettera-denuncia di una lettrice sulle esternazioni di Salvini, ministro del governo Meloni, velenoso autore di ingiurie indegne in assoluto, ma inaccettabili nello specifico del suo ruolo istituzionale.
Di recente ingiurie per Macron, capo di Stato: “Si attacchi al tram, bombarolo, matto, che eccede con lo champagne” e già queste sarebbero ingiurie da querela, ma non è il peggio. Violenza nei confronti dell’ex ministro del lavoro, della docente universitaria ed economista Elsa Fornero: “Barbona. Se mai passerà da Pontida mi auguro che la prendiate a calci nel culo per 10 chilometri”. Insultata anche Cècile Kyenge, ex ministra dell’Integrazione. Serra e Merlo dividono lo spazio della loro pagina con la mini rubrica “Pietre” di Paolo Berizzi, ‘colpevole’ di denunciare ogni giorno manifestazioni impunite di nazifascisti italiani, per questo minacciato. E la signorina presidentessa del consiglio, la sorella segretaria di Fratelli d’Italia? Spendono il tempo dei loro comizi con toni decisamente aggressivi per accusare la sinistra di violenza, nascondono malamente la difesa d’ufficio di Netanhyau, lasciano intendere che la responsabilità del genocidio è di chi “vuole la fine di Israele”, proprio mentre è in corso il massacro dei palestinesi, offendono i volontari degli aiuti umanitari che navigano con rotta Gaza, definiscono la flotta attaccata dai droni “una gita in barca”. Tutto questo sviato con la strumentalizzazione della follia vestita di astio dell’omicida di Kirk, immediatamente associato alla sinistra e cresciuto in una famiglia di destra.
Chiedono a Kash Patel, direttore Fbi se ci sono prove sull’omicida radicalizzato a sinistra. Risponde: “Stiamo facendo ricerche” e la destra italiana lascia intendere di averle concluse, che Tyler Robinson è di sinistra! Non una parola su questi interessanti dettagli: Kirk ucciso in una città amministrata dalla destra, in uno Stato governato dalla destra e l’assassino si è procurato le armi grazie a una legge di destra. Il Procuratore dello Utah, Gray, annuncia che chiederà la condanna a morte per l’omicida e sostiene che si era politicizzato, ma Robinson non lo ammette e non lo nega. Smontata nel frattempo l’accusa di terrorismo.
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