PALESTINA? ‘UN’INVENZIONE DELLA SINISTRA’

Parole patriottiche del ministro degli esteri. Avverte chi naviga alla volta di Gaza per forzare il divieto di Netanyahu di portare cibo e medicinali ai superstiti del genocidio: “Le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla stanno muovendo a loro rischio e pericolo e non valgono quindi una mobilitazione del governo a garanzia della loro incolumità”. Rispondono gli operatori umanitari: “Non solo sventola il tricolore su molte delle navi salpate ma a quella bandiera e all’Italia tutta gli italiani della Flotilla danno lustro e dignità, semplicemente facendo quello che il governo a oggi non è ancora stato in grado di fare”.

Altra esternazione dell’incredibile Tajani: “Riconoscere lo Stato palestinese non è possibile perché non esiste lo Stato Palestinese. Prima deve essere costruito e poi si riconosce”. La misera argomentazione tende a non ‘scontentare’ Tel Aviv, a non interrompere l’export di armi fornite dall’Italia finge di ignorare che lo Stato della Palestina è riconosciuto da mezzo mondo e che se sta per sparire dalla Striscia di Gaza è perché Israele l’ha ridotta a un ammasso di macerie ed è sul punto di svuotarla dei palestinesi sopravvissuti al genocidio.

FABIO MARCELLI, GIURISTA dell’Istituto di Studi Giuridici Internazionali del Consiglio Nazionale delle Ricerche ISGI-CNR, è uno e dei dieci firmatari della diffida inviata ai Ministeri della Difesa e degli Esteri nella quale viene chiesta l’immediata sospensione del Memorandum d’Intesa tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato di Israele in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa, stipulato il 16 giugno 2003, che viene tacitamente rinnovato ogni cinque anni. La revoca viene chiesta per palese violazione dei principi costituzionali e delle norme internazionali. Inoltre, il 6 giugno scorso, sempre gli stessi 10 giuristi hanno formalizzato un’istanza di accesso agli atti volta ad acquisire copia dell’Accordo di sicurezza stipulato dal nostro Paese con il Governo dello Stato d’Israele il 5 ottobre 1987, che viene espressamente richiamato come vincolante nel Memorandum, ma che risulta vergognosamente secretato e inaccessibile al pubblico. La nostra diffida si fonda sulla base giuridica della Costituzione Italiana (articoli 10 e 11) e il diritto internazionale, quindi le varie convenzioni in materia, ad esempio la quella  sulla prevenzione del genocidio, l’altra  sul diritto umanitario bellico, quelle dell’Aia e di Ginevra. Escludono che ci possa essere un contributo di uno Stato al compimento di crimini internazionali quali il genocidio e di crimini di guerra e contro l’umanità per i quali Israele è accusato dalla Corte Internazionale di Giustizia e Netanyahu è soggetto a un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale. Il fatto che il governo italiano rifiuti, per bocca della Sottosegretaria competente, di mettere in discussione il Memorandum d’Intesa, è un’ulteriore prova della sua complicità in questo genocidio” (Il testo della diffida e di Dinamo Press)

Ps: Dinamo Press è un progetto di informazione indipendente nato nel 2012 dalla collaborazione tra attiviste, ricercatrici, giornaliste, militanti di movimenti sociali e studenteschi…è un progetto editoriale metropolitano immediatamente dispiegato su un piano transnazionale, con l’obiettivo di costruire uno spazio di narrazione, inchiesta, approfondimento politico e culturale.


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