ALEX SCHWAZER / CEDU ACCOGLIE IL RICORSO CONTRO TAS E GOVERNO ELVETICO

Continua l’odissea del caso Schwazer.

Dopo anni e anni di tribolazioni, finalmente una buona notizia che sembra rompere quel granitico muro di omertà che si è man mano cementificato e ha reso impossibile ottenere giustizia dal mondo sportivo, del tutto autonomo e autoreferenziale, come è il Moloch svizzero TAS (Tribunale Arbitrale Sportivo) che ha sede a Losanna.

E’ infatti noto da poche ore l’esito positivo del ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) dal legale del marciatore altoatesino, Alex Schwazer, messo nero su bianco il 21 agosto, ma solo ora venuto alla luce.

Un ricorso presentato quasi tre anni fa contro il governo svizzero e accolto da CEDU, che ha quindi riconosciuti come fondati i motivi e ritenuto responsabile l’esecutivo elvetico.

La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. Sopra, Alex Schwazer

L’iter giudiziario che adesso si avvia è molto lungo: del tutto inutile per la carriera sportiva del campione altoatesino, ormai stroncata dalla giustizia sportiva: utile, comunque, ad ottenere una ‘riabilitazione sportiva’ e un risarcimento dei grossi danni causati da procedimenti del tutto anomali e palesemente taroccati per molti anni, come la Voce ha documentato con decine di inchieste che ci sono valse una maxi querela attivata da un grosso studio legale svizzero – guarda caso – per conto della WADA, ossia la World Anti Doping Agency, il super Moloch che sulla carta avrebbe dovuto controllare sull’uso di doping nello sport e invece ha fatto esattamente il contrario.

Ma partiamo dalle news.

Sentiamo, a botta calda, le parole del legale di Schwazer, Gerhard Brandstaetter.

Gli scenari che si possono prevedere? Tutta una serie di quesiti e indagini dovranno essere posti al governo federale svizzero che non ha concesso la riapertura del Riesame sulla base della sentenza del giudice italiano”.

Nel 2021, infatti, con una storica ordinanza di quasi 100 pagine, il gip del tribunale di Bolzano, Walter Pelino, non solo aveva prosciolto Alex da ogni accusa, ma ribaltando totalmente il tavolo aveva puntato i riflettori sui comportamenti di WADA e IAAF (la federazione internazionale di atletica) accusati addirittura di frode processuale e di svariati altri pesanti addebiti.

La sede del Tribunale Arbitrale Sportivo

Come mai TAS e governo svizzero se ne sono altamente fregati? E addirittura il TAS ha condannato ad otto anni di esclusione dalle gare il povero Schwazer?

Il nostro obiettivo – sottolinea il legale – è di ottenere da CEDU la condanna della Svizzera. Poi, a cascata, si potrà vedere se ci sono i presupposti per riaprire le revisione del lodo TAS”.

E aggiunge: “Un’eventuale riabilitazione sportiva e un risarcimento dei danni sarebbero conseguenze possibili di una sentenza favorevole”.

Veniamo alla Voce. Che ha pubblicato, nel corso del 2017, una ventina di articoli e inchieste sul giallo sportivo e su tutte le manovre griffate WADA e IAAF per ‘incastrare’ il campione di marcia, che aveva deciso di vuotare il sacco su quel sistema marcio, spalleggiato da Sandro Donati, il suo preparatore sportivo, una vita dedicata alla lotta contro il doping nello sport, autore de ‘I Signori del Doping’, con evidente riferimento al colosso WADA.

Ad inizio 2018 arriva la querela penale del super attrezzato studio legale elvetico, per conto di WADA,  contro la Voce.

Il processo va avanti per quasi cinque anni e nel frattempo, come abbiamo detto nel 2021, arriva l’ordinanza Pelino. Che, guarda caso riprende molti degli spunti e delle piste investigative contenute nei pezzi della Voce.

Una grande colpa, la nostra. Perché due anni fa il giudice di primo grado del tribunale di Napoli, arrampicandosi sugli specchi, non avendo niente da contestare sulla verità dei fatti contenuti nei tanti articoli, ci ha in sostanza condannati per un solo motivo: come facevamo a sapere, nel 2017, quel che si sarebbe poi verificato 4 anni più tardi? Condannati, cioè, per aver con gran scrupolo svolto il nostro mestiere di informazione, però con ‘troppo anticipo’ sui tempi. Invece di un premio, in sostanza, riceviamo dalla giustizia nostrana un bel calcio in culo.

Un’aula del tribunale di Napoli

Ai confini della realtà. Ma ben dentro i confini di una giustizia ormai ridotta in macerie, per la disgrazia di tutti i cittadini. E di una informazione ormai totalmente cloroformizzata, asservita ai poteri, visto che nel denunciare il caso-Schwazer siano stati una perfetta mosca bianca.

A brevissimo termine, entro ottobre, conosceremo le motivazioni della sentenza di Appello nel processo che ha visto la Voce contrapporsi al colosso WADA. Appena le sapremo, ne pubblicheremo ampi stralci.

Intanto, per rammentarvi meglio tutta la dirty story, basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra del nostro sito e digitate alcune parole chiave come ALEX SCHWAZER oppure WADA per trovarne di tutti i colori.


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