11/9 E 7/10 – CIA & MOSSAD ALLA REGIA DEGLI ECCIDI

Quasi un quarto di secolo da quell’11 settembre 2001 che ha segnato la storia, provocando pochi mesi dopo l’invasione e i massacri americani nell’Iraq di Saddam Hussein.

E oggi siamo a quasi due anni da quel 7 ottobre 2023 che segna ancora una volta la storia, decretando il genocidio del popolo palestinese e/o la deportazione dei sopravvissuti al nuovo Olocausto.

Le due story, che più dirty, luride non si può, hanno un perfetto denominatore comune.

Uomini del Mossad. Nel fotomontaggio in alto, la strage del 7 ottobre e, a destra, l’attacco alle Torri Gemelle

24 anni fa l’attacco alle Twin Towers avvenne per la regia Usa, ed in particolare sotto la supervisione della CIA e, in parte, dell’FBI. Per poter attribuire la responsabilità ad Al Qaeda e, di conseguenza, aver carta bianca per mettere a ferro e fuoco l’Iraq, esportando ‘democrazia’ e ‘libertà’ secondo il rituale yankee, a botte di missili & bombe, devastazione e morte.

Il massacro del 7 ottobre è successo per l’altrettanto accurata regia dei Servizi segreti di Tel Aviv, MOSSAD e SHIN BET, con la supervisione a stelle e strisce. E tutto questo per poter poi giustificare, appunto, quel genocidio che va avanti da quando Israele è ‘nato’, nel 1947, è proseguito nei decenni, ha avuto il suo momento d’oro nella ‘Guerra dei 6 giorni’ e ora finalmente è arrivato alla sua apoteosi: affinché il problema vero, quello dei palestinesi, venga risolto radicalmente, una volta per tutte.

Riavvolgiamo i due nastri e recapitoliamo sommariamente i fatti. Che poi potrete approfondire rileggendo le principali inchieste pubblicate dalla Voce sulle due maxi messinscena, le quali sono però costate la vita e milioni di innocenti: gli iracheni allora e i palestinesi oggi.

Ma chissenefrega: perché il potere di USA e di Israele è un MOLOCH totalmente intoccabile. Fino ad oggi…

 

TORRI GEMELLE

Quattro anni fa esatti, settembre 2021, il  capo della Casa Bianca Joe Biden, proprio in occasione del ventennale, promise che entro 6 mesi avrebbe declassificato tutti i documenti sul giallo. E impartì un ordine, in tal senso, al Dipartimento della Giustizia. E già ad agosto 2021 il procuratore generale, Merrich Garland, dichiarava che l’FBI aveva appena chiuso la maggior parte delle indagini sugli attacchi terroristici, stava iniziando la revisione dei documenti, con l’obiettivo di scovarne altri. Con tutta calma, senza alcuna fretta. Dopo un ventennio…

Ed infatti, nei mesi seguenti, la montagna ha partorito il classico topolino. Niente, aria fritta, documenti triti e ritriti su un possibile, ipotetico coinvolgimento dell’Arabia Saudita. Una vergognosa sceneggiata sulla pelle delle 3.000 vittime delle Torri Gemelle e soprattutto della marea di morti iracheni.

Mohamed Atta

I veri fatti, e soprattutto i retroscena, non sono mai venuti alla luce. Perché occultati da chi aveva tutto l’interesse ad occultare.

Ma le impronte ‘digitali’ ci sono. Tutte.  E solo chi finge d’esser cieco può non vederle.

Le ‘prove’ regine sono due.

Partiamo dalla prima, che riguarda il ‘commando’ d’assalto alle Twin Towers. A guidarlo Mohamed Atta. Un nome stranoto a CIA ed FBI, eppure libero di entrare negli Usa, soggiornarci per 9 mesi, prendere un brevetto di pilota, scorrazzare e girare indisturbato da uno Stato all’altro come il più perfetto dei turisti: quindi mettersi a capo del commando e portare a termine l’operazione, rimettendoci ovviamente la vita.

I nove mesi trascorsi con tutta tranquillità da mister Atta negli Usa, passando allegramente da uno Stato all’altro (senza cioè mai essere fermato negli aeroporti in qualsiasi altro luogo), sono stati descritti in modo dettagliato da Ferdinando Imposimato, l’ex magistrato e grande firma della Voce per decenni, in un dossier che gli aveva espressamente chiesto la Corte Penale Internazionale per i crimini contro l’umanità dell’Aja. E dal quale emergono le colossali responsabilità di CIA ed FBI.

Proprio per questo l’FBI non può che tirar fuori un topolino dalla montagna di prove. Perché dovrebbe accusare anche se stessa!

Capita la lurida connection?

Ma c’è un secondo atto (o Atta, se preferite) in tutta la story. Documentata sempre sulle colonne della Voce. Si tratta del legame ‘storico’ tra la famiglia Bush e quella dei bin Laden.

Osama bin Laden

Abbiamo infatti più volte descritto quel mitico lunch nella tenuta dei Bush. Ospiti d’onore l’allora racchetta d’ora, lo svedese Bjorn Borg, e al sua compagna dell’epoca, Loredana Bertè. Ma c’era un’altra guest star, allora però non ancora salita agli onori della ribalta: nientemeno che Osama bin Laden, il quale anni dopo diventerà la primula rossa del terrorismo internazionale. La ricostruzione di quello storico pranzo venne fatta – nel corso di un’intervista esclusiva -dall’avvocato Carlo Taormina, che era il legale della Bertè, alla Voce.

Non è finita qui. Perché George W. Bush sedeva nel board di un colosso della finanza internazionale, ‘Carlyle Group’. Fianco a fianco con il fratellastro di Osama. E si racconta che per quella famigerata mattina dell’11 settembre era stato organizzata una riunione nella sua prestigiosa sede: e i due poterono assistere allo spettacolo delle Torri Gemelle, ore 9, in diretta. Dio li fa e poi li accoppia.

Sul giallo (ma non poi tanto, vista la mole di elementi) ha scritto un libro fondamentale Giulietto Chiesa, ‘Ground Zero’, che dettaglia per filo e per segno la vicenda. E anche Giulietto è stato per anni una delle firme di maggior prestigio della Voce.

Ecco il link dell’ultimo pezzo pubblicato dalla Voce sull’11 settembre. E’ infatti del 18 aprile 2025

 11 SETTEMBRE / VENGONO A GALLA LE “ALTE” CONNECTION MADE IN CIA?

7 OTTOBRE

Eccoci alla storia gemella, per molti versi.

Come sono realmente andate le cose quel tragico 7 ottobre?

Chi è veramente HAMAS?

Partiamo dal primo quesito. Da documenti filtrati nel corso degli ultimi mesi, e fino ad oggi mai venuti alla luce anche per la totale omertà e genuflessione dei media di regime al Padrone Usa e al suo storico alleato, Israele, risulta che i sevizi segreti israeliani, ossia Il potentissimo MOSSAD e l’altrettanto poderoso SHIN BET (che si occupa degli affari interni) erano a conoscenza dei movimenti e del ‘Piano’ di Hamas da circa un anno. E non hanno mosso un dito: sono stati letteralmente a guardare. Proprio come CIA ed FBI hanno assistito, quasi spettatori a teatro, alle performance griffate Atta.

Ai confini della realtà, ma ben dentro un mondo politico (e dei Servizi, of course) perennemente ‘deviato’, corrotto, guerrafondaio, volto solo alla distruzione e, in soldoni, a finanziare la sempre amica macchina (e industria) bellica.

Netanyahu

Non  è finita qui. Perché è altrettanto documentato che due giorni prima della fatidica data, quel 7 ottobre, dai vertici del sempre solerte (e killer) esercito israeliano (IDF) è partito l’ordine di ‘non sorvegliare’ l’area dove è poi successo il massacro. Guarda caso di 3000 innocenti, proprio come per le Torri Gemelle. Numeri che, macabramente, tornano…

Possibile mai che i Servizi più potenti del mondo (quasi al pari della CIA) possano prendere toppe del genere? Di tutta evidenza NO.

Quindi. È più che naturale non solo ipotizzare ma affermare con sicurezza che la strage è stata ‘voluta’ dal governo di Tel Aviv guidato dal boia nazi Bibi Netanyahu affinché si potesse poi scatenare la caccia all’uomo, ai vermi palestinesi che devono essere eliminati dalla faccia della terra, per dar spazio alle mire imperialiste, espansioniste, annessioniste e, soprattutto, criminali dell’esecutivo del quale fanno parte dei veri kapò, da Ben Gvir a Smotrich passando per Katz (amari solo per le masse di palestinesi trucidati).

Passiamo al secondo quesito. Di facile soluzione, perché anche stavolta le carte parlano da sole, anche se i cittadini per gran parte non lo sanno,  totalmente oscurati dai nostri mezzi di disinformazione di massa.

Esponenti del governo israeliano

Il governo israeliano finanzia Hamas da almeno una dozzina d’anni. Tenete presente che, tranne una breve parentesi, è guidato ininterrottamente dal Boia Bibi dal 2009.  Il quale, tra i vari processi a carico istruiti dalla Corte di Giustizia di Tel Aviv, deve rispondere anche dell’ok ai soldi forniti ad Hamas e provenienti dal Qatar: soldi contenuti in apposite valigette, come hanno documento gli investigatori.

Se le storie di spie e 007 non bastano, parlano gli atti ufficiali. Al congresso 2019 del Likud, il partito ultrafascista e ultranazionalista di Bibi, venne ufficialmente deciso di continuare a finanziare Hamas, soprattutto in funzione anti Autorità Nazionale Palestinese fautrice della creazione dei due Stati, vista come il fumo negli occhi dei vertici nazisti di Tel Aviv: che vogliono solo ed esclusivamente – come è ormai sotto gli occhi di tutti – lo sterminio, il genocidio dei palestinesi, al massimo la deportazione per quelli che restano ancora in vita.

 

Per finire, un’altra analogia, l’ennesimo giallo di cui abbiamo tante e tante volte scritto: l’assassinio di Aldo Moro, che ‘Doveva Morire’, come hanno titolato il loro imperdibile libro-j’accuse Imposimato e Sandro Provvisionato (altra firma, per anni, della Voce): ucciso, Moro, dalle Brigate Rosse, ben infiltrate dalla CIA, come ha rivelato l’agente dei Servizi Usa Steve Pieczenik. Ma da noi è ancora in piedi il fantasma di una Commissione parlamentare d’inchiesta che – come le sue omologhe – non ha mai scovato una ragno dal buco. Depistate gente, depistate…

Ecco i link che vi permetteranno di leggere i pezzi pubblicati dalla Voce sul 7 ottobre e Hamas.

Del 1 dicembre 2023

7 OTTOBRE / I VERTICI ISRAELIANI CONOSCEVANO DA UN ANNO I PIANI DI HAMAS E NON HANNO MOSSO UN DITO

E’ addirittura di pochi giorni dopo la strage, messo in rete il 21 ottobre 2023,

HAMAS / ECCO COME E’ CRESCIUTA GRAZIE A BIBI NETANYAHU & C.


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