Se l’Europa piange per la sua totale nullità politica e, in queste ore, per il più che probabile crac del governo francese, il Sud America certo non ride, soprattutto dopo il voto amministrativo argentino, che ha sancito una clamorosa debacle per il presidente-motosega Javier Milei.
Una bella lezione impartita dal popolo di Buenos Aires soprattutto – ma anche di tutte le altre otto province chiamate alle urne – alla politica del Motosega che in questi anni ha tagliato tutto quello che c’era da tagliare sul fronte del Welfare, riducendo i cittadini alla fame e con servizi sociali praticamente rasi al suolo. Mentre i ricchi gongolano.
Il suo partito, ‘La Libertad Avanza’ (sic), è arretrato addirittura al 33 per cento, mentre l’opposizione guidata da ‘Fuerza Patria’ capeggiata dall’ex presidente peronista Christina Kirchner ottiene un significativo 47,3 per cento.
E pensare che era stato proprio il forsennato neo liberista-capitalista Milei a dare un particolare peso politico al voto amministrativo. In attesa, tra poche settimane, di un secondo appuntamento, quello fissato per il 26 ottobre. Dovesse subire una seconda, sonora sconfitta, per ‘O Presidente si farebbe davvero dura e comincerebbe a tirar aria di voto presidenziale, visti gli orrendi risultati fino ad oggi ottenuti dal suo governo sfascista.
Forse proprio per questo tanto caro alla nostra premier Giorgia Meloni, che nell’ultimo incontro – 21 novembre 2024 – s’è sciolta in un brodo di giuggiole alla Casa Rosada, svoltosi davvero tra rose e fiori. Dio li fa e poi (ideologicamente) li accoppia.
Non aveva calcolato, il presidente-motosega, che la ‘bomba’ sarebbe scoppiata proprio pochi giorni prima del voto. Ossia il maxi scandalo che ha coinvolto la sorella Karina Milei, la vera eminenza grigia alla Casa Rosada, tanto da ricoprire la carica di ‘Segretaria Generale alla Presidenza’ (una sorta di Arianna Meloni in salsa argentina).
Una storiaccia di tangenti & corruzione sulla pelle dei più disperati, i disabili argentini, trattati come carne da macello. La sorellina – secondo le accuse – ha infatti beccato il 3 per cento di mazzette sulle forniture che il colosso farmaceutico, ‘SUIZO ARGENTINA’ ha effettuato all’Agenzia Nazionale per la Disabilità (ANDIS). Le parole intercettate e pronunciate dal direttore dell’Agenzia, un fedelissimo di Milei, Diego Spaguolo, non lasciano infatti spazio ad alcun dubbio. Rivolto ad ‘O Presidente, infatti, l’amico dice: “Javier, tu sai che stanno rubando, che tua sorella sta rubando”.
Tangenti comprese tra i 500 mila e gli 800 mila dollari al mese: lo ripetiamo, soldi rubati alla salute dei cittadini argentini, i più penalizzati, i disabili.
Aveva tuonato Kirchner: “Tua sorella incassa il 3 per cento di tangenti sui farmaci per i disabili, mentre la gente ogni giorno muore di fame”.
Finiti con le mani nel sacco anche i titolari della star di Big Pharma made in Buenos Aires, i fratelli Kovalikver, Jonathan ed Emanuel, quest’ultimo beccato dalla polizia con 200 mila euro in contanti nel bagagliaio dell’auto, prima di svignarsela. Coinvolto nell’affare anche il sottosegretario alla Gestione Istituzionale, Eduardo ‘Lule’ Menem, nipote dell’ex presidente liberista di ultradestra degli anni ’90: altra eminenza grigia, ‘Lule’, alla Casa Rosada griffata Mieli sottobraccio alla sorellina presidenziale. Per la quale, poche ore prima del voto, il fratello ha espresso tutta la sua profonda solidarietà, dichiarando ai media locali: “Prima di espellere mia sorella dal partito mi taglio un braccio”. La motosega, comunque, è sempre a disposizione.
Un bell’ambiente!
Ecco le prime reazioni a botta calda.
Il motosega: “Ammetto la sconfitta ma ci rivediamo al prossimo voto. Intanto voglio continuare sulla stessa strada con ancora maggior forza”.
La peronista Kirchner: “Il popolo della provincia argentina ha deciso di porre un limite ad un presidente che non sembra capire che deve governare per tutti”.
Sulle disperate condizioni economiche e sociali del pueblo argentino basti un dato: mentre il potere d’acquisto dei già magrissimi salari e delle pensioni da fame scende in modo vertiginoso, aumentano solo gli stipendi dei militari. Tutto detto.
Infine un dato. Relativo ai sondaggi post voto e in vista del prossimo di fine ottobre.
Milei abbondantemente al di sotto del 40 per cento. I rivali Kirchner e Axel Kiciloff (l’apprezzato governatore di Buenos Aires), ben sopra il 40 per cento.
Un destino segnato, quello del motosega? Pare proprio di sì. A meno di colpi di coda: che in Sud America non sono una rarità. O di interventi esterni (ad esempio dagli Usa, via CIA) neanche un novità. Staremo a vedere presto.
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