DONALD TRUMP / E ORA ARRUOLA BILL GATES PER VACCINI & SALUTE GLOBALE!

Sempre più bipolare e dissociato, Donald Trump. Quello del capo della Casa Bianca rischia di diventare un vero e proprio caso psichiatrico e politico. Solo che in ballo c’è il futuro prossimo di tutta l’umanità, non il risultato di una partita di baseball.

Da perfetto ‘Dottor Stranamore’, mette infatti a segno una doppietta molto pericolosa nel giro di pochi giorni. E, come al solito, il ‘mainstream’ ignora, glissa. Figuriamoci i media di casa nostra, ormai disinformazione allo stato puro e comunque sempre genuflessi davanti al padrone di turno della Casa Bianca.

Ecco le due storie ai confini della realtà.

Robert Kennedy. In apertura la convention in Sala Ovale con Donald e Melania Trump insieme a Bill Gates

Giorni fa mega kermesse nello Studio Ovale con una serie di invitati eccellenti, in pratica i pezzi da novanta di Big Tech, in pole position il fondatore di Microsoft, Bill Gates, che da anni si occupa di vaccini & salute. E la pensa in modo totalmente opposto rispetto a Robert Kennedy, il ministro della Sanità a stelle e strisce, autore già a fine 2021 dell’epico ‘The Real Anthony Fauci’ che tirava in ballo proprio Gates. Come faranno mai a ‘convivere’, sotto lo stesso tetto trumpiano, due visioni del tutto opposte del mondo e, soprattutto, della salute globale?

Seconda anomalia, altrettanto alta come un grattacielo di Manhattan.  L’aveva annunciato il 25 agosto e dopo due settimane esatte ha mantenuto la promessa. Il Dipartimento della Difesa è stato appena ribattezzato come Dipartimento della Guerra. Quando il Tycoon –  che si è anche autocandidato al Nobel per la Pace -appena insediato proclamò a tutto il mondo che nel giro di poche settimane avrebbe portato la pace in Ucraina e ad un cessate il fuoco nella martoriata Striscia di Gaza.

Ci vuole o no la camicia di forza, in attesa di appropriate cure in una clinica psichiatrica?

Vediamo più in dettaglio le due vicende. O, se preferite, i due casi clinico-politici.

 

SUPER BILL GATES & C. NELLA SALA OVALE

Eccoci nella sontuosa Sala Ovale della Casa Bianca, dove per la mattina la fascinosa consorte presidenziale, Melania Trump, organizza un incontro tra i maxi cervelloni a stelle e strisce sul sempre più bollente tema dell’Intelligenza Artificiale.

Mark Zuckerberg

Ecco quindi in pista il fondatore di Microsoft, Bill Gates, e l’attuale timoniere, Saty Nadella; il re di META Mark Zuckerberg; il Ceo di Apple, Tim Cook; il fondatore di OpenAI, Sam Altman; il Ceo di Google, Sunder Pichai. Unico assente da novanta il padre-padrone di Tesla e Space X, Elon Musk, dopo la clamorosa rottura con il Tycoon (ha comunque fatto sapere di essere stato invitato alla kermesse).

Galà a pranzo, con una tavola Ovale imbandita di ogni ben di Dio per nutrire i fumanti cervelli degli ospiti. A fianco di Melania, c’è Gates; a fianco di ‘The Donald’, Zuckerberg, che si schermisce davanti all’ideona trumpiana di tuffarsi in politica.

Veniamo al cuore della questione. Ossia alle parole – che sono già in sé un vero e proprio programma politico-sanitario e non solo – griffate Bill Gates. Il quale, da 15 anni esatti, ha cominciato a darsi anima & corpo soprattutto ai temi legati alla salute pubblica, con un occhio particolare ai vaccini. Tanto da ‘lanciare’ in orbita, nel 2010, una piccola start up, ‘MODERNA’: grazie alla sua benedizione (e soprattutto al suo propellente finanziario) diventata in meno di 10 anni la numero due sul fronte della produzione e commercializzazione del vaccino anti Covid che ha gareggiato alla pari con il colosso di Big Pharma, ‘PFIZER.

Ecco, fior tra fiori, idee, proposte e parole del Vate nella Sala Ovale.

Ha esordito lisciando il pelo del Padrone, ossia elogiando quella ‘Operation Warp Speed’ che il capo della Casa Bianca, nel suo primo mandato, mise in campo per produrre e commercializzare al più presto i vaccini anti covid, come è regolarmente successo. Con sperimentazioni e test ridotti al minimo, neanche quattro mesi (era invece stata fissata la dead line al 31 dicembre 2023), sotto la spinta dell’emergenza: quando esistevano cure e farmaci in grado di fronteggiare la pandemia, come quell’idrossiclorochina pure sponsorizzata da Trump. Risultato (proseguito sotto i vessilli del successore, Joe Biden): cittadini ridotti a cavie per quei ‘sieri’ che sono poi risultati del tutto inefficaci e soprattutto insicuri, vista la valanga di effetti avversi (e letali) provocata.

Un paio di settimane fa lo stesso Trump ha messo in dubbio l’efficacia di quell’Operazione Warp Seped’ e ha chiesto in modo imperativo alle grosse aziende farmaceutiche, produttrici dei vaccini, di rendere note alle autorità e ai cittadini i veri risultati di quelle sperimentazioni.

Veniamo ad alcune frasi del miliardario-filantropo che macina miliardi di dollari fingendo di promuovere, in modo tanto umanitario e caritatevole, la salute di tutto il mondo, o quasi. Novello San Francesco.

Ormai non servono nuove scoperte sui vaccini contro la poliomielite, sono invece necessarie ricerche e farmaci per malattie come l’HIV e l’anemia falciforme”.

Decollato, prende il volo verso il Futuro dell’Umanità: parlando, da vero Salvatore, non solo di vaccini, ma di innovazione a tutto campo, nuove tecnologie per la ‘salute globale’ e, of course, dell’Intelligenza Artificiale da applicare a 360 gradi.

Bill Gates

Ecco il Verbo del Vate: “Adesso sono nella seconda fase della via carriera”. E profetizza di modifiche genetiche, esaltando quindi i vaccini a mRNA (che invece stanno flagellando il mondo  per la valanga di effetti avversi causati dai sieri Pfizer e Moderna); di “malattie non solo da curare, ma da sradicare”.

Il vero obiettivo finale: “Portare l’innovazione americana al livello successivo”.

In sostanza, si auto-propone come vero architetto della salute globale futura: non solo attuando un piano di vaccinazioni a livello internazionale, ma addirittura confezionando un maxi pacchetto-sanitario che potrà essere adottato da tutti i governi, che dovranno fideisticamente affidarsi a Lui, il nuovo Profeta sceso sul mondo a Miracol mostrare.

Definisce il ‘pacco’ come “una pipeline di tecnologie per la salute” e, perché no, anche per migliorare quell’ambiente e quel ‘clima’ al quale tiene così tanto, mettendolo al riparo dai devastanti cambiamenti da lui evocati fin dal 2010,  in occasione del World Economi Forum (WEF) 2010 quanto vaticinò: “il prossimo decennio sarà caratterizzato da terribili pandemie e poi da catastrofici cambiamenti climatici”.

Aveva davvero la palla di vetro, Super Bill!

 

PENTAGONO, IL NUOVO LOOK PRO GUERRA

Passiamo al secondo evidente segno di instabilità presidenziale.

Già fervono infatti nel quartier generale del Pentagono, ad Arlington in Virginia, i lavori per cambiar nome e insegne: non più Dipartimento della Difesa ma Dipartimento della Guerra, come del resto era sempre stato ininterrottamente dal 1798  fino al secondo dopoguerra, nel 1947, quando c’era la speranza di allentare un po’ la tensione.

Il Pentagono

Ma oggi, con l’aria che tira, quella tensione è salita alle stelle: quindi molto meglio tornare all’antica denominazione, la quale farà di certo tremar le vene ai polsi dei nemici giurati, i vertici russi e cinesi, che proprio giorni fa si sono esibiti ‘muscolarmente’ in piazza Tienanmen, a Pechino, rinsaldando un legame (e anche con l’India) che fa sempre più paura al tanto democratico e libero (sic) Occidente; con una UE che non riesce a pronunciare neanche una sillaba, se non per riarmarsi, inutilmente e follemente, fino ai denti per la ‘prossima’ guerra con la Russia.

Altre camice di forza in campo, per favore!

Ecco le memorabili frasi che coloriscono lo storico evento, sbandierate dallo staff di vertice della Casa Bianca: “Il nome Dipartimento della Guerra veicola un messaggio più forte di prontezza e risolutezza rispetto al Dipartimento della Difesa, che enfatizza solo le capacità difensive”.

E si proclamano certi: “Il cambio di nome rafforzerà l’immagine del dipartimento nel nostro interesse nazionale e segnalerà agli avversari che l’America è pronta ad ingaggiare guerre a garanzia dei propri interessi”. Come se non fosse sempre successo con i conflitti e massacri per esportare libertà & democrazie da sempre, vedi Vietnam, Iraq, Afghanistan e tanti altri focolai attizzati dagli Stati Uniti in mezzo modo…

L’operazione di maquillage costerà appena 1 milione di dollari. Ed comincia non solo con il nuovo look per il Pentagono, ma anche con il cambio dell’indirizzo di posta elettronica del Dipartimento che si trasforma da ‘defense.gov’ nel ben più esplicito ‘war.gov’. Capita la nuova musica?

Per ulteriori dettagli sulla seconda dirty story, vi proponiamo la lettura di due significativi pezzi.

Il primo, firmato da Jack Hunter,  è stato appena stato messo in rete, il 5 settembre, da ‘Responsible Statecraft’ e si intitola Let’s be totally honest, it should be the ‘Department of War

 

Il secondo intervento è firmato da uno dei pochi politici davvero ‘illuminati’ che siedono nel parlamento a stelle e strisce, popolato soprattutto da falchi e guerrafondai: si tratta del repubblicano e conservatore Ron Paul, tutto detto. Il pezzo è messo in rete dall’ottimo sito di controinformazione ‘NoGeoingegneria’,  Trump rinomina il Dipartimento della Difesa come Dipartimento della Guerra

 

Per rileggere articoli e inchieste pubblicate dalla Voce sui personaggi citati, basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page. E digitare, ad esempio, BILL GATES o MARK ZUCKERBERG: ne trovate di tutti i colori.


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