Una notizia ‘bomba’ nel mondo dei media a livello internazionale. Evidentemente ‘oscurata’ dagli stessi media di regime e, naturalmente, da quelli di casa nostra, sempre genuflessi davanti al Potere.
Si tratta di un gigantesco (e criminale) conflitto d’interessi che ha totalmente condizionato una delle più famose (e antiche) agenzie di stampa al mondo, la britannico-canadese ‘Reuters’. Il cui numero uno, per anni sulla poltrona di CEO, James C. Smith, nello stesso periodo era socio e membro del board di Pfizer, il colosso farmaceutico a stelle e strisce che per primo ha messo in commercio il suo ‘Comirnaty’ , ossia il prodotto (meglio non chiamarlo più vaccino) anti Covid a mRNA che si è poi rivelato – nonostante le grancasse mediatiche a suo favore – non solo del tutto inefficace per contrastare il virus, ma soprattutto totalmente insicuro, avendo provocato e continuando a causare valanghe di effetti avversi (e decessi continui), soprattutto a livello cardiaco, come la Voce da anni sta documentando e denunciando.
Una spaventosa connection, quindi, tra potere mediatico e potere farmaceutico. Ai danni sia dell’informazione, totalmente oscurata e negata, ma anche e soprattutto della salute di tutti.
Ai confini della realtà. Ma ben dentro le logiche di un occidente turbo-capitalista che pensa solo ai maxi profitti di pochi – come le potenti star di Big (o Pig) Pharma – e se ne fotte altamente della vita dei suoi ‘sudditi’: tratta ti quali servi oppure cavie, proprio come è successo con la dirty story dei vaccini, inoculati addirittura in modo obbligatorio, secondo uno scientifico metodo nazista.
Ma veniamo alle news.
LA DISINFORMAZIONE GRIFFATA “REUTERS”
Tutto parte delle meticolose ricerche di un reporter investigativo statunitense, Paul Tucker, direttore del sito ‘Disinformation Chronicle’, che cerca, of course, di remare controcorrente e di fare informazione vera, quella ormai negata a tutti i cittadini, come proprio la vaccini story dimostra in modo che può concreto ed emblematico non si può.
Tucker, infatti, è rimasto sbalordito dalla estrema parzialità di articoli e commenti pubblicati, negli anni della pandemia, dalla celebre ‘Reuters’: per la loro faziosità nel difendere le posizione di Pfizer e, invece, attaccare i pareri, le opinioni scientifiche di ricercatori indipendenti (dal potere corruttivo di Big Pharma) che osavano criticare quei vaccini, soprattutto a mRNA, come quelli di Pfizer e Moderna.
Ha rilasciato un’intervista esclusiva al sito ‘The Defender’, promosso dall’associazione ‘Children’s Health Defence’, creata e animata da Robert Kennedy, ora ministro della Salute nell’amministrazione Trump, per tutelare la salute dei più indifesi, ossia i bambini, soprattutto sul bollente fronte dei vaccini: quelli tradizionali, da usare sempre con gran cautela e la massima precauzione, figurarsi quelli anti Covid, sbrigativamente sperimentati (con test & trials addirittura taroccati) in appena 4 mesi!
Ecco qualche passaggio dell’intervista.
“Ho cominciato ad interessarmi del caso quando ho constatato l’estrema parzialità di articoli, contenuti e analisi pubblicati da Reuters. E ho appurato che le verifiche effettuati dai Reuters Fact Check erano molto anomale. Così dolorosamente sbilanciate a favore di Pfizer. Per questo motivo mi sono sentito quasi obbligato ad approfondire la questione ed indagare”.
“Mi ha molto colpito come i fact checker di Reuters sembrano non apprezzare mai gli studi, le ricerche e le opinioni che mettono in dubbio efficacia e sicurezza dei vaccini covid. Ed invece, cercano regolarmente discreditarli”.
“La fiducia del pubblico nei media tradizionali è crollata durante la pandemia per una giusta causa. I media tradizionali hanno dimostrato al pubblico che non sono più affidabili e credibili”.
“Per questi motivi ho deciso di scavare. Ed è allora che ho scoperto tutti i legami tra la dirigenza di Reuters e il board di Pfizer”.
“Robert Kennedy ha più volte criticato quei vaccini a mRNA, e adesso mi spiego perché Reuters l’ha spesso attaccato e si è sempre espressa in modo critico contro ogni sua dichiarazione su questo argomento”.
Per altri dettagli , vi rimandiamo alla lettura di un pezzo messo in rete da un altro sito di contro-informazione, ‘Renovatio 21’, Vaccino Covid, mentre Reuters faceva fact check su fake news, il suo Ceo faceva parte del CdA di Pfizer
DOTTOR JEKYLL E MISTER HYDE
E’ ora venuto il momento di focalizzare l’attenzione e puntare i riflettori sul protagonista assoluto di tutta la connection, mister Smith.
Una carriera che corree su due binari paralleli, la sua: la guida di un colosso dell’informazione come REUTERS e l’incetta di poltrone & cariche da novanta nel mondo degli affari che contano e di iniziative – per un ottimo maquillage – tanto democratiche e umanitarie.
Il botto quasi quindici anni fa, ad inizio 2011, quando entra a far parte del board della prestigiosa ‘Thomas Reuters Corporation’, la sigla canadese che aveva ‘sposato’, quattro anni prima, la storica agenzia britannica Reuters. All’inizio lui si occupa del redditizio ramo commerciale, vendendo prodotti fiscali, legali e contabili legati al prestigioso brand.
Passano pochi mesi ed ecco, nel 2012, il gran salto: viene nominato CEO e Presidente della ‘Thomas Reuters Corporation’, la cassaforte e società madre del gruppo, nel quale aveva cominciato, tanti anni prima, come reporter di belle speranze.
Ma ecco la ‘doppia carriera’. Un vero e proprio sdoppiamento: come tra il dottor Jackil e mister Hyde.
Solo un paio d’anni e lo troviamo – contemporaneamente – ad occupare una poltronissima: quella di direttore della PFIZER INC.
Avete letto bene: il colosso in pillole, la star di Big Pharma!
Sorge spontanea la domanda alta come una delle due Torri Gemelle: ma non c’è qualche conflitto d’interessa tra le due cariche? Non dovrebbe, teoricamente, il direttore d’orchestra di un big dei media essere estraneo a poltrone che ne mettono fortemente in dubbio l’indipendenza e l’autonomia?
Boh. Fino ad oggi – incredibile ma vero – nessuno si è posto questo problema. Nessuno ha acceso (trarre ora Tucker) i riflettori sulla più che inverosimile vicenda. Tutto liscio come l’olio: e così, mentre le vittime dei vaccini si moltiplicavano, Reuters e C. tacevano, oscuravano, silenziavano. In modo perfettamente omertoso, anzi complice.
La super dirty story, comunque, non è certo finita qui.
UN TOCCO DI “WEF”…
Perché mister Smith, come detto, ha fatto una vera e propria raccolta di poltrone che più eccellenti non si può.
Come, ad esempio, quella di membro di una altro potente board, ossia del ‘WORLD ECONOMIC FORUM’ (WEF), la sigla messa in piedi dal banchiere tedesco di smaccate simpatie filo nazi, Klaus Schwab, con la più che fattiva collaborazione del miliardario filantropo Bill Gates, il quale nell’ultimo decennio, dopo i fasti griffati MICROSOFT, s’è rimboccato le maniche sul fronte dei vaccini e dei cambiamenti climatici. Ecco le sue parole profetiche in occasione del WEF 2010: “Il prossimo decennio sarà caratterizzato da devastanti pandemia e poi da ancor più catastrofici cambiamenti climatici”.
Aveva la palla di vetro, Super Bill? O cosa?
Ciliegina sulla torta, il nostro intemerato Eroe, mister Smith, fa capolino in un altro board: quello di una sigla che ha deciso di scendere in campo e dichiarare guerra alla corruzione. Si tratta della ‘Partnering Against Corruption Initiative’. E sapete chi l’ha promossa? Lo stesso WEF!
E il bello viene adesso.
Mister Smith dà una grande mano a metter su un’iniziativa anti corruzione. Quando nella ‘sua’ Pfizer la corruzione è il METODO. Come dimostra in modo incontrovertibile il ‘PFIZERGATE’ che la Voce denuncia da anni e sul quale dovrà prima o poi pronunciarsi non solo il Parlamento europeo ma anche il tribunale di Liegi. Chiamati, entrambi, a pronunciarsi sulla maxi corruzione da ben 71 miliardi di euro per tre contratti stipulati dalla presidente della Commissione EU, Ursula von der Leyen, con il CEO di Pfizer, Albert Bourla. Il terzo, quello più pingue, da 31 miliardi, del tutto taroccato, sottoscritto via sms (capito? messaggini) addirittura spariti, volatilizzati!!
Da non dimenticare che nel 2023 Children’s Health Defence ha denunciato e citato in giudizio la ‘Trusted News Initiative’ (TNI), una partnership formata da big dei media come ‘BBC’, ‘The Washington Post’, ‘The Associated Press’ e ovviamente Reuters per “contrastare in tempo reale la disinformazione” nel campo dei vaccini anti covid.
Per rileggere articoli e inchieste messi in rete dalla Voce sui depistaggi alla vaccinara, basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare, ad esempio, PFIZER o MODERNA, URSULA VON DER LEYEN oppure ALBERT BOURLA, o ancora WORLD ECONOMIC FORUM per trovarne di tutti i colori.
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