IL NOSTRO BIFRONTE PIANETA

Nel pianeta Terra forse non siamo tutti figli di Dio, che di lassù, come suggerisce il libro della religione, per legittimare lo sconquasso globale del nostro mondo, certificato dall’estremo dualismo ricchezze- povertà, salute-mali incurabili, le meraviglie della natura e la sua vendetta per le violenze subite, dal Polo Nord all’Antartide, avrebbe delegato all’umanità e al suo habitat il supremo diritto all’autonomia, il “libero arbitrio”. E allora, totale incompatibilità di san Francesco, Ghandi, Luther King, di un paio di Papi dell’era moderna, con Erode, Hitler e i loro omologhi del terzo millennio Xi Jinping, Putin, Kim Jong un, Modi, Milei, Orban, Netanyahu (e un’altra ventina di follower aggregati) che ‘festeggiano’ il progetto divisivo di porsi come antagonisti dell’Occidente e spaventano l’altra metà del pianeta con la previsione di un terzo catastrofico conflitto mondiale. In questo terrorizzante scenario s’iscrivono anche i tragici eventi della natura che nell’irrealtà del pessimismo sembrerebbero risposte vendicative della natura agli insulti subiti: disboscamenti, mutazioni climatiche, cementificazione, inquinamento, esplosioni nucleari, incendi, alluvioni, siccità, tsunami, inondazioni e terremoti, che di recente non risparmiano la Terra da est a ovest.

Aggravante è la tragedia della povertà esposta ai disastri, priva di interventi di prevenzione e misure di salvaguardia della vita nei luoghi più esposti alle conseguenze del sisma. Non c’è confronto possibile tra i due estremi efficacemente richiamati con l’antitesi ricchezza-povertà. Esempio dell’eccellenza nel ridurre al minimo le conseguenze dei terremoti è il Giappone, esposto con soluzioni salvifiche a sciami sismici del settimo grado. L’opposto è la tragedia dell’Afghanistan, luogo del mondo di estrema marginalità. Domande senza risposta: nel derelitto enclave di Kunar, è stata mai verificata la resistenza delle case a scosse di terremoto? Prima accusa: di là dalla solidarietà emotiva del giorno dopo l’attenzione operativa si è colpevolmente eclissata e i disperati appelli dei superstiti si sono dissolti, soffocati dall’informazione politica, sportiva, di evasione.

Ma quante sono le vittime del terremoto che ha devastato Kunar a pochi chilometri da Jalalabad, quanti i feriti? I ‘danno i numeri’: 250, 800, 1.400, 3.000. Cifre attendibili? Purtroppo sono provvisorie perché di morti e feriti ce n’è ancora tanti sotto le macerie delle case rase al suolo. Di quanti gradi   la scossa?  5.2, 6, 6.3, dicono i siti consultati, altra gamma di dati approssimativi. Oggi, c’è ancora attenzione dei media per la tremenda spallata?  Per più di venti ‘testate’ italiane i titoli e notizie del terrificante ‘evento’ risalgono a 18, 19, 21, 22 ore fa, a un giorno o due del passato prossimo.

Oggi silenzio tombale (aggettivo come mai appropriato) e scontata conferma di due pesi e due misure anche nell’affrontare il terremoto: attenzione distolta, deviata sul pericolo dell’esplosiva competizione est-ovest per il dominio del mondo, l’indecenza del sito web ‘Phica’ e la mitica semifinale degli UsOpen di New York tutta italiana tra Sinner “Intelligenza Artificiale” Sinner e l’eleganza del rivale ed estimatore Musetti. Non manca la ‘sconvolgente’ notizia per i fan di Mara Venier del lampo di genio Rai che per il futuro di “Domenica In” ha inventato la ‘co-conduzione’ tripla.


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento