Colpa del fuso orario. Per sapere se Sinner è un fenomeno, number one del tennis mondiale senza se-senza ma, erede legittimo dell’australiano Laver (per chi lo ha ammirato un ‘secolo fa’), del miglior Panatta, di McEnroe, poi di Federer, Djokovic, Tv accesa nel cuore della notte, nella prima delle ore piccole, sbadigliando mentre il ‘nostro’ e l’ultra simpatico Bublik cincischiavano con dritti, rovesci volée e smash di prepartita, in attesa della singolar tenzone per accedere alla fase “quarti di finale” dell’UsOPen di New York. La retina conservava le immagini dell’impresa compiuta da Musetti, demolitore con un tennis sontuoso del povero Munar. Finalmente il via, Jannik alla battuta e impressionante da subito l’altoatesino: potenza, perfezione strategica, concentrazione a mille, dritti e rovesci a velocità di missili, ovvero sentenze implacabili ad ogni bordata.
Il baldo kazako, al momento annichilito, bloccato dal disagio iniziale per il temuto duello con il ‘mostro’ italiano, non ha risposto alla scelta del pubblico americano di aiutarlo ad affrontare la mission impossible per ribaltare le unanimi previsioni di sconfitta. Disillusa anche la speranza di assistere a tennis spettacolare promesse dalla leggenda del talento puro, dell’estro ‘rivoluzionario’ di Bublik, scanzonato giocherellone che anche nei momenti di massima tenzione delle sue a partite prova a sorprendere l’avversario con la battuta dei principianti…‘da sotto’. Televisore spento e a ‘nanna’ appena concluso il secondo game (2 a 0) con la vittoria di Sinner, talmente perentoria da lasciar suppore in un impegno agevole di Jannik per il resto della nottata. La replica Sky del match di buon mattino, seria difficoltà di raccontare senza enfasi il capolavoro di una vittoria che il 6/1, 6/1, 6/1, esito di uno strapotere insieme entusiasmante e sorprendente, esalta per il sovrapporsi in Jannik di straripante salute atletica, capacità yoga di prolungata concentrazione, efficienza polmonare, esplosione completata del talento, perfetta preparazione della strategia a misura di avversario, autostima.
Chiunque, annichilito dalla schiacciante superiorità di Sinner avrebbe reagito come i russi Medvedev e Rublev alla sconfitta in questo UsOpen: urla di rabbia, racchette scaraventate a terra e spaccate, polemiche con i giudici e con il pubblico. Il placido Bublik, oltre a qualche occhiata ammiccante alla sua panchina, che sottintendeva “aiuto, come accidenti posso competere con questo schiacciasassi”, ha risposto con dolci sorrisi al gioco stratosferico, quasi mortificante di Sinner, ha sommato simpatia a simpatia dedicando al pubblico, con le braccia al cielo in segno di giubilo, ognuno dei tre punticini conquistati sui diciotto in palio. Sorrisi di amicizia inalterata a fine partita, raggianti quelli del numero uno del mondo. Momento distensivo, dopo la tensione del gioco, che sarà difficile replicare domani, quando il prodigioso Musetti ‘incrocierà la racchetta con l’immenso Jannik per l’accesso tra italiani alla semifinale dell’UsOpen. L’augurio è di vederla in Tv in ore ‘normali’.
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