‘STRISCIA’ PER VIP GAUDENTI

È nella fase pre operativa il diabolico piano di ricostruzione di Gaza rasa al suolo, prologo criminale dell’espulsione dalla loro terra dei palestinesi sopravvissuti al genocidio e trasuda euforia chi acquisisce il pass per imporlo appena dopo il convincete argomento preparatorio di bombe e missili (immaginiamo che lo condivida  ‘gioiosamente’ il sodalizio che l’ha progettato da tempo e propone ora al mondo con l’immagine virtuale di una mini Dubai  contaminata dal modello di turismo elitario di Miami Beach, Euforia per la prospettiva di arricchimento promessa dalla trasformazione della Striscia in ricettività a 5 Stelle (resort di lusso), artigianato high tech, natura lussureggiante. Il ritorno economico previsto è dieci volte maggiore delle spese per realizzare la sconvolgente trasformazione. L’idea di Riviera del Medio Oriente, conta sulla compartecipazione finanziaria di petrodollari, del “tesoretto” accumulato dal tycoon con la presidenza. L’ipotesi di un numero significativo di sinagoghe nell’area del lusso costiero accresce l’interesse per il progetto, benedetto dalla destra Israeliana di Netanyahu che su un altro fronte si approprierà di una porzione della Cisgiordania a favore dei suoi violenti coloni.

Il progetto sottoposto all’ok di Trump, ha un titolo:  “Great Trust (Great è l’acronimo di Gaza reconstitution acceleration and trasformation) e sarebbe illuminante sapere se a fornirlo al Washington Post, è stato proprio Trump, che l’avrebbe reso pubblico “per vedere ‘effetto che fa” sull’opinione pubblica mondiale, (come avrebbe commentato Enzo Jannacci).  L’investimento annunciato di 100 miliardi di dollari, per incentivare l’egira coatta dei palestinesi espulsi, prevede la generosa (!!!) elargizione di 5.000 dollari ad ogni famiglia palestinese, oltre al rimborso per il l’affitto di una casa ‘provvisoria’ e un indennizzo per i terreni espropriati per incentivare l’egira coatta dei palestinesi espulsi. Gestire Gaza dopo il ‘restauro’ sarebbe esclusività degli Stati Uniti per dieci anni (probabilmente rinnovabili. Il via libera al piano lo avrebbe sentenziato un summit alla Casa Bianca, presente il britannico Tony Blair (divenuto consulente del tycoon). La sua proposta in tre punti: “Gaza polo commerciale e di attività turistiche, nessun esodo forzato dei palestinesi, intesa con Abu Mazen. La tracotante prepotenza dell’operazione è una vigorosa spallata demolitrice dellaa democrazia e non solo del Medio Oriente: quasi ripiana, per superiore aggressività, il debito contratto dell’imperialismo britannico con i Paesi del mondo per averli soggiogati, per le aggressioni militari grondanti sangue di innocenti, la schiavitù, l’appropriazione indebita di ricchezze naturali. (Vignetta di Rino Schettini)


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