Napoli bipolare.
Dagli altari alle polveri andata e ritorno continuo.
Da carta sporca a carta velina.
Dal Paradiso all’Inferno in un baleno.
Tre mesi fa il tripudio maximo per scelta di Parthenope (celebrata nel penultimo film di Paolo Sorrentino, una vera pena) come sede per la fantasmagorica America’s Cup 2027.
Tre giorni fa la stroncatura firmata da uno dei siti più autorevoli a livello internazionale, ‘Politico’, che così titola, tombalmente, un suo lungo reportage: Naples is Dead. How Overtourism is Hallowing out Italian Cities
Un pezzo che non sfiora nemmeno uno dei guasti causati da Palazzo San Giacomo, ma punta sul fenomeno dell’over turismo, peraltro ormai endemico in tutte le grandi città d’arte del mondo.
Al timone della città siede, da 4 anni esatti, il sindaco col maggior appeal (e la miglior stampa al seguito) in Italia: Gaetano Manfredi, per anni Rettore Magnifico alla Federico II di Napoli, presidente CRUI (la sigla che riunisce tutti i rettori nazionali), quindi Ministro dell’Istruzione e della Ricerca nel primo governo Conte; poi finalmente sindaco di Napoli e alcuni mesi fa candidato, poi nominato in modo plebiscitario al vertice dell’ANCI, l’associazione che raduna tutti i primi cittadini della penisola. E oggi, pare, candidato del centrosinistra alle prossime Regionali in Campania.
Certo, perché l’inarrestabile ascesa non può fermarsi qui.
Poche ore fa ‘il Foglio’ ha lanciato “la bomba”. Nel pezzo firmato dal suo direttore, Antonio Cerasa, e significativamente titolato “Il complotto contro Elly Schlein”, viene descritto il possibile prossimo scenario interno al PD e la notte dei lunghi coltelli che starebbe per iniziare.
Una grossa fazione, quella liberal, all’interno del Partito Democratico (sic), che un tempo si definiva come ‘ala migliorista’ (filoatlantica fino al midollo), starebbe preparando un vero e proprio ribaltone, anche in vista delle prossime politiche tra poco più di due anni e per non arrivare impreparati all’appuntamento.
Cosa bolle in pentola? Un cambio al vertice della segreteria, candidato prescelto Manfredi, il quale poi sarà – nei piani – anche il candidato del centrosinistra in occasione del voto politico, quel ‘campo largo’ tanto vagheggiato. Il nuovo ‘federatore’ dell’area rimasta sempre nel limbo dei sogni.
Su cosa punta il ‘progetto’? Sul consenso super trasversale conquistato negli ultimi anni dal sindaco di Napoli: il quale indossa la maglietta del PD, ma è in ottimi rapporti con Giuseppe Conte (del quale è stato fedele ministro) e può quindi essere digerito agevolmente da AVS (Alleanza Verdi Sinistra); scontato l’appoggio di Matteo Renzi, perché un ‘moderato’ va sempre bene, gradito pure all’ondivago Carlo Calenda, caso mai ce ne fosse bisogno. E potrà ricevere anche voti tra le file meloniane, visto il feeling spuntato tra ‘O Sindaco e Giorgia nel corso dei vari summit ministeriali per il caso Bagnoli. Senza contare il fondamentale appoggio ricevuto dalla premier per la scelta di Napoli come location per l’America’s Cup.
Ottimo e abbondante: più di così davvero non si può, da maggioranza bulgara.
Ottimo soprattutto per un miracoloso ‘Scordammoce ‘o Passato’, sul fronte delle rogne amministrative e giudiziarie.
Il fatto è che sulle tante pecche dell’amministrazione targata Manfredi vige un rigoroso silenzio stampa, che spesso si trasforma in una – del tutto immeritata – buona stampa. Merito di iniziative per lisciare il pelo ai grandi media, come la recente spesa di 161 mila e rotti euro dei contribuenti per finanziare la presentazione dei palinsesti RAI, un evento che, secondo la consigliera regionale indipendente Marì Muscarà, «difficilmente porterà benefici strutturali o tangibili alla città», ma molto più probabilmente risponderebbe all’intento di Manfredi «di mantenere la presenza nei Tg della testata Rai, ove è frequentemente intervistato».
Ma la cortina di ferro riguarda soprattutto l’oblio mediatico sul fatto che che il sindaco più ‘titolato’ d’Italia (poltrona ministeriale a parte, CRUI e ANCI su tutte) e con buone possibilità leader del ‘nuovo’ (sic) centro-sinistra, venne coinvolto, anni fa, in una brutta storia per quanto concerne i collaudi nel post sisma a L’Aquila, visto che le sue competenze specifiche sono proprio nel campo dell’ingegneria edilizia. Una vicenda che è finita, come al solito, con la beata prescrizione salvatutti.
Ma c’è una seconda dirty story più viva che mai. Una vicenda che risale ai tempi del Rettorato ma rimbalza fino ad oggi.
Ecco i fatti, che la Voce ha più volte dettagliato, nel più totale silenzio mediatico, locale e nazionale: solo un articolo pubblicato dal ‘Corriere del Mezzogiorno’, costola del partenopea del Corsera. Eppure Napoli non è Canicattì.
In quegli anni alla Federico II il dinamico Rettore ha trovato il tempo per svolgere una sfilza di consulenze private: avrebbe dovuto comunicarlo all’Ateneo ma non l’ha fatto.
Venuta a galla la storia, la Corte dei Conti della Campania lo ha condannato al pagamento di una sanzione da 730 mila euro, l’equivalente dei compensi percepiti e non dichiarati.
Quale magica idea è uscita dal cilindro del Magnifico? Pago subito un terzo, ossia 240 mila euro, quindi non finisco sotto processo e tutto si risolve, senza alcuna conseguenza politica, mediatica e d’immagine.
Ma la cosa non è finita lì. Perché alcuni mesi fa un paio di consiglieri municipali hanno presentato una denuncia al TAR della Campania. Chiedendo una serie di cose: conoscere in dettaglio le motivazioni del provvedimento della Corte dei Conti, per verificare se tra i ‘clienti’ del sindaco non figurino enti o società che possono essere in conflitto d’interessi; sapere perché la Federico II s’è lavata le mani di tutta la vicenda, pur essendone stata economicamente penalizzata; e ancora, quale fine fanno i 500 mila euro rimasti nelle tasche del primo cittadino che tutta l’Italia ci invidia.
La sentenza del TAR – vista la pausa estiva – è attesa per la prima metà di settembre. Staremo a vedere. E, soprattutto, a quel punto capiremo se i ‘dreams’ di premierato del Magnifico possono cominciare a decollare.
Per leggere i pezzi pubblicati dalla Voce sulla disastrosa situazione sociale, economica, dei non-servizi a Napoli, (nonché sull’affaire universitario) basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare GAETANO MANFREDI per ritrovarne di tutti i colori.
Ecco, comunque, l’ultima inchiesta messo in rete. E’ infatti del 17 luglio scorso
GAETANO MANFREDI / IL REGISTA DELLO “SCASSO” DI NAPOLI
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