L’alato pensiero di perversamente astuti esponenti dell’ecletticità, è patrimonio di funambolici superman che sfidano la legge di gravità e si esibiscono senza rete di protezione in andate e ritorni su cavi d’acciaio tesi sul vuoto. Danno spettacolo, strappano agli spettatori “uuuuhhh” di stupita incredulità e trasferiscono la performance di equilibristi in luoghi di varie caratteristiche con disinvoltura sconcertante. Disprezzano il rischio di perdere l’equilibrio e prestazione dopo prestazione portano comunque a casa un ‘tozzo di pane’, ma ben oltre, si assicurano un lauto pasto, completo, dessert, caffè e ammazza caffè. Forse non è esaustivo traslare il fantasioso racconto dei personaggi descritti nel mondo dei mestieranti della politica che da tempo affollano i gruppi degli eletti dal popolo “buoni per ogni stagione”, specialisti del salto con l’asta che superata l’asticella approdano “qua e là”, dove l’odore del potere è una suggestione irresistibile.
Capita che fra tanti ‘quaquaraqua’ senz’arte né parte si ritrovino personaggi con tanto di laurea da 110, lode e bacio accademico eclettici, cioè come spiega Wikipedia “Persone poliedriche, versatili, piene di molteplici interessi che si fanno strada in diversi ambiti”. E la versione meno nobile dell’ecletticità, universalmente nota come attitudine al voltagabbana, In politica racconta la verità in crescendo del monito che nella lingua napoletana suona così: “Attacca ‘o ciuccio addò vo’ ‘o padrone”.
Ogni riferimento al presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco è ovviamente arbitrario, gratuito, inappropriato. Egli, investito dall’appello di almeno mille intellettuali, artisti, politici, perché non ospiti due star israeliane del cinema “inerti” nei confronti del genocidio del popolo palestinese, si erge a paladino dell’accoglienza. Sentenzia che la protesta è ingiusta, dichiara ostracismo al boicottaggio della Biennale. La ‘Repubblica’, (giornale con cui ha inspiegabilmente collaborato, come con ‘Il Fatto Quotidiano’) è una delle tante testate che lo hanno ospitato come redattore hanno goduto il privilegio di averlo come redattore, gli riserva un’approfondita analisi curriculare che riassumiamo per non tediare, ricordando la sua presenza rilevante in riviste e giornali della destra: “Proposte”, “Il Secolo d’Italia” , il “Giornale” il “Foglio” di Giuliano Ferrara, “Panorama” di Calabrese.
Catanese, Buttafuoco, è stato dirigente del Fronte della Gioventù e componente dell’Assemblea Nazionale di Alleanza Nazionale. La nomina a presidente della Biennale si deve all’ex ministro Sangiuliano, non a caso a un esponente di Fratelli d’Italia. Delle due l’una: sono faziosi pro Palestina i mille intellettuali contrari alla presenza alla Biennale di due attori israeliani non distanti dal governo del genocidio, o il dissenso dalla contestazione di Buttafuoco è in assonanza con la posizione di neutralità della destra a cui deve molto, quasi tutto, dimenticando le anomale incursioni in giornali di segno opposto “la Repubblica” e il “Fatto Quotidiano”.
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