MARIO DRAGHI / ORA DA’ LEZIONI EUROPEE IL KILLER, VIA BRITANNIA & VIA VACCINI

Ariecco la sagoma sinistra di Mario Draghi, il regista oscuro di mezza storia d’Italia e d’Europa che, dal palco riminese di Comunione e Liberazione,  impartisce a tutti lezioni di morale, di etica, di politica a livello globale. Un Faro per illuminare il Popolo Bue.

Lui, proprio lui, l’uomo che ha incarnato (e forse ancora incarna) il Potere assoluto, quello finanziario, l’autore di fatti & soprattutto misfatti che hanno cambiato il volto del nostro Paese, massacrandolo a botte di privatizzazioni; e poi anche ‘suggerito’ le regole europee.

Oggi quel Vate esce dal sepolcro imbiancato per dare una sculacciata a tutti i primattori della sgarrupata Europa. Ci vuol ben poco per vedere la ‘pochezza’ di questa UE, la sua totale nullità politica, la sua completa subalternità agli Usa, una voce che conta meno del 2 di briscola.

Ma ha le carte in regola, mister Draghi, per indicare la rotta? Proprio lui che è stato il vero artefice dello sfascio prima in Italia e poi in Europa?

In soldoni: ha una vera faccia di bronzo – per non dire altro – a pronunciare quelle parole: proprio come se a Dracula fosse affidato il compito di gestire la nuova banca del sangue e di farsene il testimonial.

Ai confini della realtà. E c’è chi pure applaude, e lo sta ad ascoltare. Non c’è mai limite al masochismo…

Stavolta non partiamo in ordine cronologico, ma per rammentare le vergognose parole che pronunciò, da premier, quando i vaccini anti covid vennero resi obbligatori, in modo totalmente criminale, o meglio nazista. Osò dire: “Chi non si vaccina è un assassino. Perché non solo ammazza se stesso ma anche gli altri, quelli che gli sono vicini”.

Avrebbe ancora il coraggio, oggi, di pronunciare quelle parole, sì, criminali? Alla luce della valanga di effetti avversi causati da quei prodotti (meglio non chiamarli mai più vaccini) killer, soprattutto a mRNA, come quelli di Pfizer e Moderna? Quelle vergognose parole restano scolpite nella storia e nella memoria collettiva, soprattutto dei tanti che hanno perso una persona cara proprio per via dei sieri, che hanno fatto ben peggio del Covid stesso (anche sul fronte del numero dei decessi).

Prima di ammazzare gli italiani, comunque, aveva già ucciso la nostra economia, mister Draghi.Esattamente trent’anni prima, inizio ’90, quando ne combinò di tutti i colori, comodamente seduto sulla poltrona di Direttore Generale del Tesoro, con la benedizione di Carlo Azeglio Ciampi. Quella scellerata politica di privatizzazioni, ossia di svendita dei gioielli dello Stato, venne da lui inaugurata nel 1991, quando sulla poltrona di numero uno dell’IRI sedeva il compare di merende, Romano Prodi, il coautore dell’azione di scientifico killeraggio del Belpaese.

E i due festeggiarono la loro ‘mission’ un anno dopo, nel 1992, a bordo del ‘Britannia’ di sua maestà britannica e in compagnia di tutti i boss dell’economia mondiale.

Da allora, per Super Mario, una ascesa nell’empireo del Potere. Con le poltronissime di governatore BANKITALIA eBCE.

La Voce gli ha dedicato un cover story quasi 20 anni fa, gennaio 2006, titolata “La stirpe dei Draghi”. E questo sommario: “L’artefice delle privatizzazioni Mario Draghi, neo governatore di Bankitalia, ha messo d’accordo maggioranza e opposizione, Tremonti e Prodi. Che, come lui, siedono nella potente superloggia mondiale dei Bilderberg. Ecco la storia vera di una svendita – quella dell’ex colosso industriale Italia – che comincia esattamente dove nasce l’Operazione Mani Pulite: sul panfilo Britannia di sua altezza reale Queen Elizabeth, nel 1992…”.

Un’altra tappa fondamentale nel pedigree del super banchiere è poi la poltronissima nella più grande banca d’affari, all’epoca, a livello internazionale, Goldman Sachs. Nel 2002 ne è addirittura il vice presidente: e orchestra l’operazione di vendita dei derivati alla Grecia. Una delle dirty stories più vergognose nella storia della finanza mondiale, perché significò mettere la corda al collo della Grecia, con tutte le conseguenze che – è il caso di dire – ne ‘derivarono’.

Così scrisse la Voce in quell’inchiesta 2006: “Ad arruolarlo è proprio il colosso a stelle e strisce: assume la carica di vice presidente. Anni pieni di successi, tanto che a fine 2004 viene nominato al vertice del ‘management committee’ l’organismo che pianifica tutte le decisioni  del gruppo a livello internazionale”. “Tra i consiglieri di Goldman Sachs ha figurato lo stesso Mario Prodi. Mentre oggi, al posto di Draghi, siede l’ex Commissario UE Mario Monti”. Il terzo anello della catena. E siamo al completo sul team dello ‘sfascio scientifico’ della fu Italia.

Il Britannia

Poco prima di passare a miglio vita, l’ex capo dello Stato, il picconatore Francesco Cossiga, si diede ad alcune esternazioni da non poco. Prima fra tutte quella sulla strage di Ustica: dove puntò senza mezzi termini il dito contro la Francia, per il missile partito dalla Clemanceau (come la Voce aveva documentato nel 1992 attraverso le rivelazioni del parlamentare Psi Franco Piro) e che abbatté il DC9 Itavia con gli 81 passeggeri a bordo.

E fece un’altra uscita da novanta, Cossiga, proprio nel 2008. Stavolta a proposito di Draghi. Ecco come lo dipinse: “Un vile; un vile affarista non si può nominare presidente del Consiglio dei Ministri chi è stato socio di Goldman Sachs, banca d’affari americana”.

Come mai nessuno ha rammentato quelle parole nel 2020, quando il super banchiere fu scelto come premier? E oggi sono letteralmente finite nell’oblio?


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento