Roberto Benigni? Sì, è un comico, “uno che fa ridere” ma è ben altro, è un intellettuale di straordinaria intelligenza, censore implacabile di ogni degenerazione dell’umanità divisa in coaguli opposti. La sua è comicità a dimensione poliedrica, schierata, in continuità di artista impegnato dalla parte della giustizia sociale, di fustigatore con l’arma non violenta della satira, di monologhi che intrecciano cultura e analisi politica. L’elogio dell’attore toscano aggancia la statura da Nobel di un altro immenso profeta in patria e oltre i suoi confini, all’insuperata “missione” di Dario Fo, picconatore a caro prezzo del potere di tiranni e oppressori.
La celebrazione di simili talenti include la vis di riconosciuta efficacia di maestri della satira che in nello spazio minimo di una vignetta, con la loro graffiante comicità incidono più di mille parole.
Così introdotto il tema assume la dimensione di evento da raccontare per quanto è accaduto nella serata inaugurale del ‘Cabaret Amore Mio! Comedy Festival’ di Grottammare. Il comico Marco Santin, della Gialappa’s Band (nella foto), premiato con l’Arancia d’Oro alla carriera ha confermato quanto anticipato nell’incipit di questa riflessione. Ha denunciato le responsabilità della tragedia di Gaza e lo ha contestato uno spettatore filo Natanyahu. Santin ha condannato l’immobilismo politico che grava sul conflitto in Medio Oriente: “Gli unici imbecilli che non prendono posizione siamo noi italiani. È vergognoso, ci sono bambini straziati tutti i giorni”.Il comico ha insistito sul carattere non divisivo della denuncia del massacro di civili: “Alzate la voce contro l’orrore, non ci può essere io sto di qui, io sto di là, non sono due squadre di calcio, è il massacro di un popolo, di bambini. Bisogna dire basta, non si può affamarli, assetarli, bombardarli, ucciderli, straziarli. Non è vero che non si può fare niente. Dobbiamo protestare, far sentire la nostra voce, se non altro per non essere ricordati fra 40 anni nei libri di storia, come gli imbecilli che non hanno fatto niente contro il massacro di un popolo”. Dal pubblico: “Oh, scemo! Cosa c…o dici che il 7 ottobre e Hamas è una c….ta?” La replica di Santin: “E tu Pensi che sia partito tutto dal 7 ottobre? Vai a studiare, è dal 1946 che massacrano il popolo palestinese”. Il comico ha concluso chiarendo che si serve del palco non solo per far ridere ma per responsabilizzare: “La comicità è meravigliosa, ma il palco deve essere anche un mezzo di comunicazione.”
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.






























