NATO / IL “METRO” CRUENTO DI MARK RUTTE

E’ solo questione di centimetri.

Secondo il sempre più guerrafondaio Segretario Generale della NATO, l’ex premier olandese e ora maggiordomo a stelle e strisce MARK RUTTE, la soluzione del conflitto ucraino si basa soprattutto sul ‘metro’: non di giudizio, ma quello nel vero senso della parola, che serve per misurare pavimenti e pareti.

Sentite cosa ha appena ‘eruttato’ la sua sempre più vulcanica mente, in occasione dell’incontro di poche ore fa con il pupazzo di Kiev, Volodymyr Zelensky.

Le misure di sicurezza che siamo allestendo, impediranno a Vladimir Putin di conquistare un solo centimetro di territorio ucraino in futuro”.

Secondo altre fonti, il numero uno NATO si è anche allargato: “Vogliamo assicurarci che la Russia rispetti qualsiasi potenziale accordo di pace e non tenti mai più di prendere un chilometro quadrato di Ucraina”.

Di cosa avrà mai effettivamente parlato il Vate dell’Alleanza Atlantica: di centimetri, di metri oppure di chilometri? Il dilemma ci angoscia.

Anche perché dimostra la totale ignoranza storica del capo (o capoccia) Nato, una vero e proprio ‘zuccone’ come dicevano un tempo gli insegnanti.

E’ infatti completamente all’oscuro (o, più presumibilmente, fa finta di esserlo) dell’accordo sottoscritto nella primavera 1991 tra l’allora presidente dell’Unione Sovietica, Michail Gorbaciov, con i capi delle 4 potenze occidentali, ossia Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Germania.

Un accordo che parlava in modo che più chiaro e netto: la NATO, da quel momento in poi, non avrebbe più mosso un solo passo in direzione Est, non si sarebbe mai e poi mai ‘allargata’. Patti del tutto traditi, proprio dalla NATO, che da allora in poi ha fatto man bassa di paesi che facevano parte dell’Unione Sovietica o erano nella sua orbita.

Volete alcuni esempi concreti, misurabili proprio col ‘metro’?

Intervistato da ‘The Telegraph’ dopo la firma di quell’accordo, l’allora Cancelliere tedesco Helmut Kohl, un anticomunista viscerale ma non un coglione come l’attuale

Friedrich Merz. Sopra, Rutte con Zelensky

, tenne a precisare: “D’ora in poi la NATO non si muoverà di un centimetro più ad est”.

Il diplomatico tedesco Jurgen Hrobos precisò, sotto il profilo geografico: “Non intendiamo far avanzare l’Alleanza Atlantica oltre la linea dell’Oder”.

E, tanto per chiarire meglio, l’ambasciatore diplomatico degli Stati Uniti a Mosca, Jack Malok, parlò esplicitamente di ‘GARANZIE CATEGORICHE’ che gli Usa avevano fornito al Cremlino circa “la non espansione della Nato ad Est”.

Quando oggi, invece, si fa uno straparlare di garanzie (tutte militari) che Kiev dovrà ricevere da Occidente, Usa, Nato, Europa e compagnia guerrafondaia al seguito: tanto per minare ogni accordo di pace e, comunque, nel tentativo di piazzare un piede militare in Ucraina e puntare i missili contro Mosca.

Ma ci sono o ci fanno i ‘leader’ occidentali?

A partire dal sempre più bipolare e uterino Emmanuel Macron, che un giorno parla di pace e l’altro di mandare i soldati europei al fronte! E giustamente, una volta tanto, Matteo Salvini ci azzecca, mandandolo a… quel paese.

Per rinfrescarvi la memoria, vi proponiamo il pezzo che la Voce pubblicò appena scoppiato il conflitto in Ucraina. Era infatti del 23 febbraio 2022

LO SCOOP DI “DER SPIEGEL” / I PATTI 1991 CON LA RUSSIA TRADITI DAGLI AMERICANI. OGGI PUTIN HA RAGIONE…

Torniamo alle farneticanti frasi griffate Rutte di poche ore fa, benzina sul fuoco di un conflitto che di tutta evidenza NATO & gang al seguito non vogliono assolutamente cessi, principalmente per continuar a foraggiare l’industria bellica, soprattutto a stelle e strisce, come evidenziano le parole di maggiordomo Rutte.

Emmanuel Macron

Il quale ha minuziosamente provveduto ad illustrare le tappe – in perfetta escalation militare – di quella che ora battezza come la nuova ‘Lista di Necessità prioritarie’ (PURL l’acronimo) per sostenere sempre di più l’Ucraina.

Ecco le parole del Vate Nato: “L’accordo sulle garanzie di sicurezza per Kiev consterà di due livelli: il rafforzamento del suo esercito e tutti gli impegni degli Stati Uniti e dell’Europa volti a dissuadere la Russia da nuovi attacchi”.

Gli Stati Uniti saranno effettivamente coinvolti nel fornire alte garanzie di sicurezza di Kiev. Stiamo lavorando tutti insieme (Usa, europei. Ucraina ndr) per assicurarci che queste garanzie di sicurezza siano di un livello tale per dissuadere Putin dall’attaccare mai più l’Ucraina”.

Riporta testualmente ‘The Guardian’: “Il sostegno all’Ucraina è incancellabile e continua a crescere, con ulteriori piani per fornire ingenti finanziamenti Nato e garantire un flusso crescente di armi letali statunitensi all’Ucraina”.

Più chiari di così davvero non si può.

In soldoni, o meglio in dollaroni, gli Stati europei, via Nato, dovranno finanziare con palate miliardarie l’acquisto di sofisticate armi dagli Stati Uniti. Armi LETALI che poi  mamma Nato provvederà ad inviare immediatamente a Kiev.

Capita la connection, tutta sul groppone dei paesi europei, i quali se anche non invieranno truppe – come invece auspica le roi Macron – si accolleranno tutto l’onere finanziario della guerra, che dovrà finire il più tardi possibile?

Non può che gongolare e stropicciarsi le mani il burattino di Kiev: “E’ già operativo un programma che ci permette di acquistare armi americane con i soldi dei partner. Abbiamo già in cassa 1 miliardo e mezzo dai paesi europei”. Un ottimo ragioniere, proprietario di una villa a Miami da 4 milioni e mezzo di dollari e di una più modesta maison a Forte dei Marmi (appena 1 milione e mezzo), dove con ogni probabilità trascorrerà il suo dorato esilio quando, finalmente, verrà cacciato a pedate dal suo trono.

Continua il pupazzo: “Le discussioni sul dispiegamento di truppe straniere in Ucraina come parte delle garanzie di sicurezza sono in corso”, assicura. E precisa: “Ma è troppo presto per dire quale sarà il risultato, chi potrà fornire soldati, chi contribuirà con l’intelligence, chi sarà presente in mare e chi invece in aria”.

Dà del tutto per scontato il più cruento scenario di guerra, l’ormai sempre più invasato presidente ucraino!

Dal canto suo, la presidente della Commissione UE,  nazi Ursula von del Leyen, parla altri fondi pro Kiev: 4 milioni e mezzo di euro. Intanto, deve ‘monitorare’ sui quegli 800 miliardi e rotti per il suo tanto vagheggiato ‘REARM EU’. Ma chi era nonno Adolf?


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