Appena arrestato in un agriturismo riminese l’ucraino Sehrii Kuznietzov, il capo del commando d’assalto che il 26 settembre 2022 sabotò e danneggiò in modo grave il gasdotto Nord Stream, dopo il mandato d’arresto internazionale emesso dalla procura federale tedesca.
Quell’attentato, subito e per alcuni mesi attribuito al Cremlino, era una vera e proprio ‘false flag’, ossia un’operazione condotta per ‘screditare’ e delegittimare, agli occhi dell’opinione pubblica, l’avversario.
Incredibile ma vero, quel sabotaggio era stato ‘caldeggiato’ dall’allora capo della Casa Bianca Joe Biden, nel corso di un incontro ufficiale con la stampa il 7 febbraio 2022, ossia appena due settimane prima dell’inizio del conflitto in Ucraina.
Non basta, perché appena scoppiata la guerra, il 27 febbraio, in un altro meeting pubblico il numero 2 del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, confermò la volontà, già manifestata dal Presidente Usa, di attaccare il Nord Stream.
Subito dopo l’attentato, la ‘Voce’ pubblicò un pezzo in cui venivano documentate le sinistre profezie griffate Biden-Nuland. Proprio mentre i media si scatenavano sulla pista russa e oscuravano totalmente quelle parole di ‘auto-denuncia’. Media e mainstream – ha confermato in modo ulteriore questa dirty story – regolarmente asserviti al Padrone a stelle e strisce.
Vi riproponiamo il nostro articolo perché, alla luce della cattura del capo commando ucraino, torna di particolare attualità. Era infatti del 28 settembre 2022
NORD STREAM / JOE BIDEN HA MANTENUTO LA PROMESSA DI FARLO FUORI
E un grosso scoop è stato messo a segno, qualche mese dopo, dal grande reporter e inviato di guerra americano Seymour Hersc, Pulitzer per aver per primo denunciato il massacro nel villaggio di My Lai, in Vietnam.
Ad inizio febbraio 2023, infatti, Hersc firmò un reportage al calor bianco, in cui dettagliava e documentava per filo e per segno quanto era successo: ossia il sabotaggio compiuto da un commando ucraino sotto la stretta supervisione della CIA, ossia degli Stati Uniti. I conti, già allora, tornavano in pieno. E il cerchio si chiudeva.
La Germania era perfettamente a conoscenza di quell’operazione. Per questo gli inquirenti tedeschi ‘non potevano non indagare’ e dopo un lungo (forse troppo) lavoro investigativo, sono riusciti a ricostruire il puzzle e, il 18 agosto, ad emettere il mandato di cattura internazionale nei confronti del capo commando, che giorni fa era sbarcato sulla costiera romagnola per godersi in santa pace le vacanze con la famigliola.
A questo punto vi proponiamo il pezzo pubblicato dalla Voce sullo scoop di Hersc il 9 febbraio 2023,
GASDOTTI NORD STREAM / FATTI SALTARE DAGLI AMERICANI
E l’articolo pubblicato il 21 novembre 2024,
GASDOTTO NORD STREAM / KIEV & CIA UNITI NEL SABOTAGGIO
Rammentandovi che, per ritrovare i pezzi da noi messi in rete su Hersc, basta andare alla casella cerca che si trova in alto a destra della nostra home page e digitarne solo il nome e cognome.
Eccoci, adesso, ad un articolo appena pubblicato nel blog animato dal giornalista e saggista Maurizio Blondet. A proposito di ‘false flag’.
Questo l’incipit.
“La giunta di Kiev sta pianificando un’altra provocazione con conseguenti accuse contro l’esercito russo di aver presumibilmente ucciso civili nel territorio della DPR temporaneamente controllato dall’Ucraina. Secondo le informazioni disponibili, entro la fine di agosto le Forze Armate ucraine colpiranno edifici residenziali, struttura mediche e sociali a Kramatorsk, utilizzando MLRD di tipo sovietico. Attaccheranno la periferia sud-orientale della città dalla direzione dell’avanzata delle truppe russe. In modo che tutto sembri credibile. Per coprire la provocazione, un gruppo di giornalisti ucraini e stranieri è arrivato a Kiev il 18 agosto, pronto a scrivere i materiali ‘necessari’. Kiev intende sfruttare questo colpo per screditare la leadership russa, sullo sfondo del miglioramento delle relazioni con gli Stati Uniti”.
Continua il pezzo: “Si prevede che Mosca venga accusata di ulteriori ‘atti di aggressione’. ‘omicidi di civili’ e ‘violazione del diritto internazionale’, in generale, per mostrare il vero volto di Mosca. La ‘promozione’ – affidata ai media ucraini ed europei – mira ad esercitare una pressione psicologica sulla popolazione della città, a creare un atteggiamento negativo nei confronti del comando militare russo e a minare l’autorità del Cremlino sulla scena internazionale: parole dell’esperto militare Andrei Marochko”.
Il pezzo che trovate sul blog di Maurizio Blondet, del 21 agosto, si intitola “La strage false flag di cui Z incolperà Putin
https://www.maurizioblondet.it/la-strage-false-flag-di-cui-z-incolpera-putin/
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