LA RUOTA DELLA SFORTUNA: PER LA RAI SI FERMA SEMPRE SU ‘BANCAROTTA’

Sembrerebbe tutto chiaro, trasparente, normale. La giornalista Monica Maggioni, la brava giornalista, sceglie di concludere l’onere decennale del lavoro nel ruolo di dirigente ad alto, stressante livello aziendale con l’obiettivo di ottimizzare un prestigioso percorso di intense esperienze professionali e ritrovare l’adrenalina del giornalismo d’indagine, per quel che sopravvive al ridimensionamento imposto dai regimi refrattari al dissenso. Chissà se la clamorosa decisione, ‘fulmine a ciel tutt’altro che sereno’ della Rai, coincide solo fortuitamente con lo scandaloso ‘fuori onda’ della Meloni (“Io con i giornalisti italiani non parlo”). Gli osservatori accomodanti direbbero banalmente che Monica Maggioni, maestra di giornalismo, stanca di dirigere si riappropria egoisticamente delle sue radici e di qui le dimissioni dalla direzione editoriale della Rai.

Troppo comoda la motivazione di alcuni commenti: avrebbe prevalso l’ambizione messa in sordina per troppi anni di “approfondire e riflettere in risposta alla crescente superficialità dei media con il ritorno al giornalismo investigativo, all’informazione di qualità”. Il ‘caso Maggioni’ si propone con due ipotesi, una appena descritta, l’altra inespressa, probabilmente per non pubblicizzare molteplici denunce, il disagio di aver operato in un ruolo di grande responsabilità nella struttura del servizio televisivo pubblico, cioè di tutti, degenerato in megafono di propaganda della destra. L’esperta giornalista, fuori dal coro delle redazioni che subiscono passivamente il melonismo, ha forse rifiutato di esserne complice. Avvalora il sospetto sul perché, rescisso il contratto di dipendente di Viale Mazzini.  la Maggioni non ha lasciato anche la realizzazione e la conduzione dei programmi NewsRoom, (RaiPlay) e “Mezz’ora”, da gestire in piena indipendenza dai vertici della Rai, privo di censure preventive o postume. Scelte legittime, niente da dire oltre alla domanda inquietante sul futuro del ruolo che occupava. Non è un rischio l’ipotesi di un’altra casella del TeleMeloni assegnata con il criterio dell’amichettismo, è un’amara certezza. In questa Italia di dormienti c’è chi con l’ottimismo dell’inconsapevolezza raccomanda che il successore della Maggioni per il ruolo centrale nella pianificazione e la gestione dell’informazione sia “un ‘leader’ con una visione forte e l’impegno di mantenere l’equilibrio tra imparzialità, approfondimento e coinvolgimento del pubblico, tratti distintivi che hanno sempre caratterizzato il lavoro della giornalista dimissionaria”.  Consiglio apprezzabile, ma pura utopia. Quel ruolo sarà di un uomo o di una donna graditi al regime. Che dire: giocare con Jerry Scotti è la Rai, la ‘Ruota della s-fortuna, gira e rigira, si ferma sempre sul tassello di “bancarotta’. (la foto è di RayPlay)


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