Pian piano stanno venendo alla luce non pochi documenti bollenti dagli archivi della CIA. Carte fino ad oggi top secret e che adesso vengono ‘declassificate’ dall’amministrazione Trump. Molte sono relative agli assassini eccellenti dei due fratelli Kennedy, John Fitzgerald e Robert, e di Martin Luther King, nei quali i Servizi a stelle e strisce hanno svolto un ruolo da vero protagonista.
Ma altre, davvero choccanti, riguardano un clamoroso ‘furto nucleare’ messo a segno a favore di Israele. Ai confini della realtà.
Il personaggio clou in svariate dirty stories è uno dei primi vertici CIA dopo la sua istituzione, nel 1947, James Angleton, alias ‘The King’, ossia ‘Il martin pescatore’.
Una biografia zeppa di fatti e soprattutto misfatti, la sua. Dopo i primi anni nell’esercito, a guerra finita, viene nominato capo centro CIA a Roma. Non poco fruttuosi i suoi anni italiani: consolida i suoi legami con l’ex capo della MAS, il ‘principe nero’ e golpista mancato Junio Valerio Borghese che aveva salvato dalla fucilazione; e soprattutto stabilisce ottimi rapporti operativi con la mafia (vedi alla voce strage a Portella della Ginestra). Ad inizio anni ’50 torna a Washington, e da allora in poi il suo focus principale è una guerra fredda e totale alla Russia: sia coordinando tutte le spie anti Cremlino, sia dando la caccia agli 007 sovietici. E, addirittura, sospetta di filocomunismo spinto premier del calibro di Harold Wilson, britannico, lo svedese Olaf Palme (che verrà poi assassinato), il tedesco Willy Brandt e il canadese Pierre Trudeau.
Ma veniamo alle news sui documenti appena desecretati. Che contengono una grossa ‘chicca’. Il doppio (e anche triplo) gioco made in Angleton che favorisce il furto di materiale nucleare ai danni degli Usa e a favore di Israele. Da rammentare che, negli anni romani, aveva fregato non pochi segreti nucleari agli italiani per consegnarli agli Usa. Acrobazie di tutte i tipi…
Sul giallo nucleare e non solo ha pubblicato un dettagliato reportage l’ottimo sito di contro-informazione ‘The GreyZone’. Firmato da Kit Klarenbeg (grande esperto di Servizi segreti, in particolare l’MI6 britannico) e da Wyatt Reed, si intitola Israel’s Men inside the CIA Betrayed the US, New Files Show
Eccone alcuni tra i passaggi salienti.
Tagliente l’incipit: “Recenti file declassificati mostrano il tradimento pro Israele operato da James Angleton, per favorire il furto di materiale americano e le operazioni di spionaggio globale da parte di Tel Aviv”.
“Angleton ha infatti segretamente supervisionato una rete spionistica di altissimo livello che coinvolgeva emigrati ebrei e agenti del MOSSAD, senza alcuna autorizzazione da parte del Congresso Usa. Ciò emerge da alcuni documenti appena declassificati” e relativi soprattutto ai 3 omicidi ‘di Stato’, ossia orchestrati via CIA.
“I documenti offrono uno sguardo nuovo e inquietante su una spia descritta dallo storico Jefferson Morley come ‘un importante architetto delle relazioni tra Usa e Israele’; e soprattutto dettagliano il suo ruolo nel trasformare il MOSSAD in una temibilissima agenzia di portata globale, contribuendo appunto al furto di materiale nucleare statunitense e proteggendo i terroristi sionisti”.
Dopo la seconda guerra mondiale, Angleton “istituì la prima rete di spionaggio degli emigrati ebrei, con l’obiettivo di infiltrarsi nell’Unione Sovietica. Ma – come mostrano i documenti – Angleton considerava suo compito più importante quello di mantenere e alimentare l’afflusso di immigrati ebrei dalla Russia verso l’appena nato ma già fiorente Stato di Israele”.
Eccoci al thriller nucleare.
Dettagliano i due reporter: “Il ruolo di Angleton nel consentire, da parte di Israele, il furto indiscriminato di materiale nucleare da una struttura americana, è uno degli episodi più choccanti nelle relazioni tra Stati Uniti e Israele. La scena del crimine era la ‘Nuclear Materials and Equipment Corporation’ (NUMEC), un impianto di lavorazione dell’uranio ad Apollo, in Pennsylvania, proprietà di un finanziere sionista, David Lowenthal. Nel 1965 Zalman Shapiro, un altro sionista assunto da Lowenthal per gestire l’impianto, dirottò illegalmente centinaia di chilogrammi di materiale fissile nucleare verso Israele. Tre anni dopo, spacciandosi per uno scienziato, la famigerata spia del MOSSAD Rafi Eitan tornò di nuovo al NUMEC per completare il furto”.
Prosegue il reportage: “Come ha documentato Morley nella sua biografica di Angleton, ‘The Gosth’ (‘Il Fantasma’), il defunto capo del controspionaggio CIA si assicurò che l’Agenzia ‘chiudesse un occhio’ mentre Israele costruiva la sua prima arma nucleare con il materiale fissile rubato. Secondo Morley, Angleton pensava che la collaborazione con Tel Aviv fosse più importante della politica di non proliferazione atomica degli Stati Uniti”.
Non è finita qui. “Un’indagine condotta nel 1997 da Government Accountability Office americano scoprì che la CIA aveva nascosto informazioni sul furto nucleare all’FBI e al Dipartimento per l’Energia”.
“Ecco chiarito perché Angleton sarebbe stato ricordato con molto più affetto in Israele che all’interno del Paese che apparentemente serviva. Il 4 dicembre 1987 (l’anno della sua morte, ndr) i vertici dei servizi segreti e dell’intelligence, Mossad e Shin Bet, si riunirono su una collina di Gerusalemme per piantare un albero in suo onore”.
Passiamo a Dallas e all’assassinio di John Fitzgerald Kennedy.
“I documenti rivelano che Angleton ha ripetutamente mentito a diversi organi del Congresso, tra cui la Commissione Church, che ha indagato sugli abusi della CIA, e la Commissione speciale della Camera su quegli assassinii. Angleton si è mostrato altrettanto evasivo durante l’interrogatorio sul programma israeliano di armi nucleari e sulla conoscenza o complicità della CIA in quel programma”.
“Questi documenti rivelano anche che lo staff di controspionaggio della CIA di Angleton ordinò la rimozione di Lee Harvey Osvald dalle liste di controllo federale appena 6 settimane prima dell’assassinio di Dallas. La sorveglianza di Osvald era supervisionata personalmente Reuben Efron, membro di spicco della rete di Angleton composta da emigrati ebrei e proveniente dalla Lituania”.
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