Gli ebrei che in Israele gridano la protesta contro il criminale Netanyahu hanno buone ragioni per contestarlo: come cancellare il ricordo della shoa e non rivederla nel genocidio del popolo palestinese? Condannano la motivazione che induce Netanyahu a proseguire nel massacro di civili e bambini di Gaza, ovvero il ripararsi con l’immunità giustificata dalla presenza della guerra per non essere processato e condannato, il disconoscere che Hamas non ha nulla da contrappore al genocidio, oltre alla detenzione degli ostaggi sopravvissuti e l’alibi per l’incalcolabile costo della guerra sostenuto finora che conclusa ora rappresenterebbe un buco nero nell’economia del Paese senza ritorno per Israele. E ancora, la strategia militare dell’invasione per ‘svuotare’ la Striscia, farne un ampiamento fino al mare del territorio sui cui già dominano i coloni e tentare di compensare con il successo dell’ ‘operazione’ il danno economico d’immagine di Israele nel mondo provocato dall’esclusione di atleti di Israele, di rappresentanti delle istituzioni, delle imprese, da eventi d’ogni genere. Ultimo caso è lo stop alla partecipazione ebraica decisa dall’Ente Fiera del Levante, che accoglie la richiesta del sindaco di Bari e sostiene la proposta del Nobel per la pace ai bambini di Gaza, in riconoscimento del diritto alla vita per ogni bambino, ovunque nel mondo.
Di enorme impatto lo striscione per Gaza prima del prestigioso incontro di calcio con la supercoppa europea in palio Psg-Tottenham: “Stop killing children, stop killing civilians”. “Ora basta uccidere bambini e civili”. Il messaggio umanitario, voluto dalla Uefa, è stato accolto con un lungo, convinto applauso, specialmente dai tifosi parigini schierati da tempo per la Palestina e al ‘Mondiale per club’, bandiere della Palestina nello stadio di Seattle: “Fuori Israele dal calcio”. Si moltiplicano i casi di aerei, ristoranti, alberghi, stabilimenti balneari, che respingono i turisti israeliani. Inevitabile lo scontro sinistra-destra anche su questo delicatissimo tema. Il Pd: “Atto di responsabilità” (condiviso da suoi parlamentari italiani ed europei), “Non per punire un popolo, ma per affermare che lo sport non può restare neutrale davanti a una politica di annientamento. La Striscia di Gaza è teatro di uno sterminio che ha già cancellato decine di migliaia di vite civili. Almeno 636 gli atleti e le atlete palestinesi uccisi, il 90% delle infrastrutture sportive di Gaza, distrutte e sarà impossibile ogni attività per almeno 10 anni. Israele condivide i principi della comunità sportiva internazionale che in passato ha sospeso nel dopoguerra le federazioni di Germania e Giappone e poi di Jugoslavia, dell’Iraq e dell’Afghanistan, del Sudafrica (contro l’apartheid, della Russia per l’aggressione all’Ucraina”. Richiesta del pd ai dem del Comitato Olimpico Internazionale, al Presidente del Coni e della Figc affinché chiedano lo stop a Israele, di Cio, Fifa e Uefa. Risponde Mollicone, Fratelli d’Italia, anche in questa circostanza portavoce della Meloni: “Non condividiamo. Lo sport include, non esclude e chiede parità di atteggiamento nei confronti dell’Iran, degli atleti cinesi per le gravi persecuzioni di cui è responsabile il loro Paese, di tutte le dittature militari.” Che dire, affiora senza pause l’empatia della destra per il neonazismo del criminale Netanyahu, sciagura per l’ebraismo peggiore della peste.
[Post scriptum: ISRAELE, SCIOPERO CONTRO GUERRA A GAZA: 32 ARRESTI PER PROTESTE E BLOCCHI STRADALI.
La polizia di Israele ha arrestato 32 manifestanti in tutto il Paese nel corso di proteste e blocchi stradali legati allo sciopero generale in corso contro l’espansione delle operazioni di guerra a Gaza, organizzato dai familiari degli ostaggi per chiedere un accordo sulla liberazione dei prigionieri e il cessate il fuoco. Undici dei dimostranti fermati, si legge su The Times of Israel, sono stati arrestati a Tel Aviv dopo aver “violato l’ordine pubblico e compromesso significativamente la libertà di movimento” sulle strade. La motivazione ricorda da vicino l’intenzione repressiva del governo italiano, del Decreto Sicurezza.]
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