Equilibrio coatto

…‘ncopp’ a nu filo,’mmiezz’ a’ Ferrovia…era ll’equilibbrista d’’a città…E qquanta ggente ‘e vvote cu nu ‘mbruoglio, fatto sultanto pe’ nun scapezzà, purtava a casa ‘o musuriello d’uoglio e qquacche scelletella ‘e bbaccalà…

Giorgia pare proprio Arturo ncoppo ‘o filo. Sembrare Arturo sul filo significa cacciarsi in situazioni scomode e difficoltose per imprudenza o necessità e connota chi si destreggia in situazioni difficili con abilità, ma rischia anche di precipitare al suolo. Arturo, saltimbanco di Piazza Mercato ha incarnato l’ingegno e la resilienza dei napoletani, ma anche le loro insufficienze strategiche. Ma il funambolismo che c’entra con Giorgia, donna, madre, cristiana? C’entra per come la signorina si destreggia con la ‘cazzimma’ boomerang di ex borgatara. Arturo stendeva un sottile cavo tra due palazzi sul quale camminava, danzava e compiva acrobazie che lasciavano gli spettatori senza fiato.

Giorgia, Cenerentola tra marpioni del potentato mondiale è l’Arturo dell’Italia trattata dai Polifemo della Terra come una intraprendente, simpatica, innocua, arrembante, number one del governo italiano, sempre afflitta da isolamento che prova senza successo a infrangere con autocelebrazioni che posta sui social.  Così gode di grande visibilità e nonostante il suo esecutivo del nulla, merito dell’imponente staff mediatico che le garantisce presenze televisive permanenti (e non solo). Come dire, gli amorevoli ‘like’ pro tycoon, le regalano presenzialismo riflesso. Per non allontanarci dall’attualità riportiamo la frase telegrafica a dir poco sorprendente, pronunciata nel day after dello storico quanto inconcludente summit in Alaska (migrato al freddo forse per allontanarsi dalle aree ribollenti della Terra). Eccola: “Accordo ancora complicato (in realtà fallito) ma finalmente possibile”,  evidente antitesi per dire e non dire. In sintonia con alcuni leader europei dichiara: “Accogliamo con favore gli sforzi del presidente Trump per fermare le uccisioni in Ucraina, porre fine alla guerra di aggressione della Russia e raggiungere una pace giusta e duratura (ma i europarlamentari che concordano con questo ballon d’essai sono svampiti, in malafede, o ci fanno?). “Siamo pronti a lavorare con Trump e Zelensky verso un vertice trilaterale con il Putin” (farebbe di più e meglio il famoso trio Lescano, per chi lo ricorda). Giorgia finge di ignorare la stessa delusione di Trump per il nulla di fatto del vertice in Alaska e, molto peggio, non denuncia la contemporaneità della trattativa fallita con l’eco delle bombe sganciate dai russi sull’Ucraina”.


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